N. 4 - Anno VIII - Luglio - Agosto 2003 Indice giornale

Il Personaggio

Ermanno Luconi

uno scrittore delle nostre colline

 
Stefano Galli

L'alba era ancora lontana ma decise ugualmente di uscire.  Scese il ripido pendio lungo il sentiero contorto e difficile. A valle l'erba brinata scricchiolava sotto le zampe,….  Così comincia "L'anno della volpe" il libro del nostro concittadino Ermanno Luconi e subito ci si sente circondare quasi invadere nel profondo da un senso di eternità e di appartenenza di tutti noi alla natura, quella natura che per Ermanno è parte integrante della vita.  Ma andiamo con ordine: Ermanno Luconi è originario del Trentino e si trasferisce in Emilia con la famiglia fin da piccolissimo per stabilirsi a San Lazzaro quando l'urbanizzazione non era così avanzata come adesso.  <<Sono sempre stato affascinato dagli spazi aperti>> ricorda Ermanno <<i miei nonni avevano una baita nel gruppo del Brenta dove tenevamo le mucche al pascolo>>.  Nella vita Luconi ha seguito varie strade non sempre facili, partito da un ambiente di campagna si è presto scontrato con la realtà di Bologna per proseguire gli studi fino all'università dove ha abbandonato la facoltà di medicina ormai prossimo alla laurea.  Entrato comunque in contatto con il mondo della medicina ne ha seguito il ramo più misterioso ed accattivante operando per qualche tempo come pranoterapista.  Parallelamente Luconi si è dedicato al karate, arte marziale che rappresenta per lui un vero e proprio stile di vita e che lo ha visto istruttore per 25 anni e dirigente di palestra per 10.  <<Nel karate non esistono mezze misure, le cose sono bianche o nere, da fare o da non fare>> spiega Ermanno <<questo ha sempre caratterizzato il mio modo di operare e mi ha dato la forza di prendere decisioni anche difficili, come quella di comprare la casa in cui abito ora>>.  Infatti Luconi si stabilisce al podere Sassolungo di Zena nel 1980 e da allora esercita la professione di agricoltore ed allevatore di animali vivendo con i ricavati della terra ed aprendo un bed and breakfast.  <<Un lavoro molto duro che ti impegna da luce a luce>> puntualizza Ermanno.  Ora Luconi è soddisfatto del suo modo di vivere e pensa che la bellezza dell'ambiente ed il contatto con la natura sottolineino la realtà della vita dell'uomo: <<Viviamo in un mondo finto pieno di cose spesso senza senso costruite da noi e non ci rendiamo conto della vera natura di ciò che ci circonda>>.  E qui il dialogo si fa più profondo <<Cosa intendi dire?>> lo incalzo e lui <<Intendo dire che non siamo più in grado di capire cosa significa vivere.  Intendo dire che quando compriamo una mela oppure un pollo non sappiamo cosa ci sta dietro, non sappiamo che il pollo bianco con le ossa che si staccano dalla carne come se fossero solo appoggiate sono cose finte, non sappiamo che un pollo non ha la carne bianca, ma piuttosto scura e che per cuocerlo ci vuole tanto tempo e che la coscia rimane tuttavia abbastanza consistente tenuta assieme da numerosi nervi che i polli di allevamento non hanno più>>.  Un po' assorto nei suoi pensieri Luconi mi parla di quando passeggia nei boschi della vallata, delle sue pause nelle radure e di come rimanendo solo in mezzo alla natura si senta percorrere dall'energia che è in ogni essere vivente, si senta più vicino all'essenza delle cose.  Da questi elementi si capisce che il nostro agricoltore di Zena è una persona complessa e creativa, di quelle persone che spesso approdano alla scrittura per cercare un rapporto col prossimo o semplicemente perché hanno qualcosa da dire.  Luconi si è avvicinato alla scrittura da ragazzo per poi avere un grosso periodo di inattività creativa durato fino agli anni '80.  Lo stimolo a scrivere di nuovo gli venne da un concorso riminese di gialli al quale partecipò con un piccolo racconto.  In seguito pensò di dedicarsi ad un romanzo che parlasse della vita degli animali vista dagli animali e così nel 1985 ha preso vita "L'anno della volpe", opera che l'autore ha concluso nel 1995.  Il volume narra in chiave romanzesca del rapporto fra gli animali e l'uomo e prende spunto da avvenimenti realmente accaduti allo scrittore o comunque nella valle.  A Luconi hanno dedicato una pagina il quotidiano bolognese "Il Domani" e la rivista letteraria "alla Ribalta", quest'ultima loda il romanzo sottolineando l'affettuosa cura con cui vengono descritti il paesaggio, il lavoro dei contadini, la vita borghigiana ed una serie di figure verosimili ed accattivanti.  Il volume è arricchito dai disegni delle pittrici Giovanna e Adriana Boschi anche loro lodate sulle pagine della rivista letteraria "alla Ribalta".  Puntualizzando che il ricavato dalle vendite Luconi lo devolve in beneficenza ricordo che chi volesse acquistare il volume lo può trovare alla cartoleria Isola del Tesoro di Pian di Macina.  Lo scrittore nel salutarmi mi rivela i suoi progetti futuri: <<Non so se arriverò a pubblicare ancora, comunque sto lavorando ad un libro dove parlo di come vorrei la mia fattoria in futuro e cioè non solo l'abitazione di un privato, ma un luogo dove chi non dispone di spazio possa comunque coltivare i propri hobby tipo tenere un cavallo, un cane, dipingere, avere un orto, e così via.  Naturalmente offrirei la mia disponibilità a gestire animali e piante in assenza dei rispettivi proprietari, ma mi aspetto anche che questi frequentino abbastanza spesso il posto.  Come ho detto è un progetto, o forse meglio dire un sogno, per cui non è perfetto, devo ancora lavorarci sopra, vedremo,….>>.


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