N. 5 - Anno VIII - Settembre - Ottobre 2003 Indice giornale

Attualità

La riforma Moratti e i problemi della Scuola a Pianoro.

Ne parliamo con Ivana De Luca presidente del consiglio d'Istituto Comprensivo di Pianoro Nuova.

  Marco Pizziolo

Il mondo della Scuola è spesso molto complicato. Con la recente " riforma Moratti" vengono introdotte novità importanti nella scuola , ma in alcuni casi non si è ancora riusciti a capire come cambierà in concreto la vita e la attività degli studenti e delle famiglie.

Con Ivana De Luca , attiva Presidente del Consiglio dell' Istituto Comprensivo di Pianoro Nuova, ormai alla scadenza del suo mandato, parliamo delle novità e dei problemi di gestione quotidiana della Scuola.

 

1)     Prima di tutto spiegaci cosa è il Consiglio di Istituto, come è la sua composizione e di cosa si occupa.

Nel nostro territorio si trovano due istituti comprensivi, uno a Pianoro Nuova     che comprende anche Pianoro Vecchia ed uno a Rastignano che comprende anche Pian di Macina. Il consiglio dell'Istituto Comprensivo è un organo che comprende rappresentanti eletti dagli insegnanti, dal personale non docente  e dai genitori. Ne fa parte di diritto il Dirigente Scolastico Capo d'Istituto. I componenti dell'. Istituto Comprensivo di Pianoro sono 8 insegnanti dei tre ordini (materne elementari e medie), 2 del personale non docente e 8 genitori sempre garantendo la rappresentanza per ogni grado scolastico. Le cariche vengono rinnovate ogni tre anni.

 

 

2)     Molti genitori sono preoccupati perché , si dice, il Tempo pieno alle elementari, che riscuote un successo crescente già  da anni, verrà abolito a partire dal prossimo anno.. E' vero?

 

E' il concetto di tempo pieno che bisogna chiarire: se il problema delle famiglie è quello di avere una garanzia di copertura quotidiana per otto ore, forse in questo senso il tempo pieno non scompare. Sono i  contenuti  e le motivazioni per cui era nato il tempo pieno che scompaiono. L'orario per la scuola primaria (nuovo nome delle elementari) viene ridotto a 27 ore settimanali contro le 30 attuali , comprensivo della religione cattolica, a cui si possono aggiungere 3 ore a settimana per attività facoltative ed opzionali per gli alunni, che le scuole possono organizzare in rete tra loro e per le quali possono anche ricorrere ad esperti assunti con prestazione d'opera, compatibilmente con le risorse finanziarie della scuola o, per meglio dire, a pagamento da parte delle famiglie. A esse si aggiungono 10 ore di mensa/ricreazione: ecco perciò ricomposte le famose 40 ore settimanali!

 

3)     E nella didattica cosa cambia?

 

Rispetto alla situazione attuale si eliminano le compresenze di più insegnanti sulla classe, la vigilanza durante le ore di mensa e , ove possibile si "sfruttano" anche frammentando la presenza sulle classi, le competenze degli insegnanti. L'esempio più lampante è per le insegnanti di lingua straniera (una qualsiasi dell'unione europea) che oltre a doverla insegnare nella classe di cui sono titolari debbono anche  estendere l'insegnamento ad un'altra classe. E' chiaro quindi che se apparentemente nulla o quasi cambierà  dal punto di vista dell'organizzazione oraria verso l'utenza, dall'altro muta radicalmente l'organizzazione scolastica interna, soprattutto per quanto riguarda i progetti che vedono ora impegnate tutte le insegnanti titolari di cattedra non come singole entità ma come gruppo di lavoro

 

 

4)     Ci saranno ancora due Maestre principali per classe?

 

Ci  sarà un solo maestro di riferimento: il tutor. Presterà servizio almeno 18 ore settimanali sulla stessa classe ed insegnerà le materie fondamentali come l'italiano, la storia, la geografia e la matematica e coordinerà il lavoro degli altri maestri che si occuperanno dei laboratori , linguistico, artistico, attività motorie .Diventerà anche il referente nei rapporti scuola famiglia.

 

5)     I programmi attuali saranno rivisti, verranno svolti in meno ore, o verranno concentrate al mattino le parti più didattiche tradizionali e al pomeriggio quelle facoltative?

 

Non sono ancora mutati i cosiddetti "curricoli", cioè i programmi:  rispetto all'organizzazione temporale delle materie cosiddette primarie non sono ancora stati emanati decreti applicativi.

 

 

6)     Le generazioni "over 40" la scuola la frequentavano solo al mattino: non credi che molte preoccupazioni siano dettate più da ragioni organizzative familiari che da ragioni didattiche? Con 2 genitori che lavorano la scuola sembra sempre più avere i tempi di una vera attività lavorativa.

 

E' una domanda retorica. Mi sembra che l'organizzazione sociale sia radicalmente mutata negli ultimi trent'anni e parimenti non  si può pensare a mondi separati tra scuola e società. Non  sono una sociologa e pur avendo un preciso parere personale non è questa la sede per disquisirne. Non sempre le scelte personali sono scelte libere e credo sia indispensabile rispettare le richieste sociali quando queste derivano da scelte di macro economia complessa.

 

 

7)     Veniamo alle scuole di Pianoro: alcuni numeri dell' Istituto comprensivo.

 

Il nostro Istituto accoglie circa 750 alunni. Il bilancio complessivamente inteso come tale ammonta a circa € 160.000 , ma bisogna dire che di questi sono circa 21500 quelli effettivamente disponibili per tutto ciò che quotidianamente serve, dai registri alle fotocopie ai bolli postali. Il Bilancio è finanziato da erogazioni statali e dell'Ente Locale che affronta anche le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria nonché le necessità relative ai mobili ed agli arredi.

 La legislazione prevede inoltre  che l'Ente Locale faccia fronte agli impegni economici per il materiale di consumo della Segreteria Scolastica e delle spese relative al materiale per la pulizia dei plessi. Il Comune di Pianoro eroga attorno ai 6.000 euro l'anno per queste necessità, più di quanto viene indicato dalle norme in vigore ma non sufficienti a coprire totalmente le necessità. Infatti ognuno porta o ha portato a scuola salviette, carta igienica, ecc.

 

 

8)     Recentemente è stato chiesto a tutti i genitori un contributo straordinario per tirare avanti con le spese quotidiane: è vero che 1/3 delle risorse va in fotocopie e che attualmente non si riesce nemmeno a comprare una macchina fotocopiatrice per la scuola media?

 

Circa. Ma vorrei sottolineare che il problema delle fotocopie è un problema annoso in tutte le scuole di mia conoscenza! Ci sono istituti che chiedono un contributo in risme di carta ad ogni alunno, chi chiede una compenso per ogni fotocopia in più rispetto al limite stabilito per ogni alunno, chi chiede una cifra forfait, mediamente di 15 euro ad alunno per spese di materiale ecc. ecc. Basta che ognuno di voi interroghi amici e colleghi sui "costumi economici" delle scuole dei figli ed uscirà un mondo assai variegato di "batter cassa" ! La fotocopiatrice della scuola media è un problema risolto da pochi giorni con l'acquisto fatto dai genitori che, con autofinanziamenti in occasione di Feste natalizie e contribuzioni volontarie alle recite scolastiche, hanno provveduto all'acquisto e provvederanno anche alla manutenzione.

Piuttosto un problema pressante, per il quale faccio appello anche dai fogli di questo giornale, è quello legato all'acquisto degli strumenti musicali necessari a svolgere le attività legate al corso di indirizzo musicale partito quest'anno. Il Ministero ha fornito gli insegnanti…….ma non gli strumenti (oboe, violino, chitarra e pianoforte). Noi avevamo già provveduto due anni fa all'acquisto di un pianoforte elettrico ma per gli altri strumenti, di non poco costo complessivo, non abbiamo ricevuto fondi, ne' tanto meno ne abbiamo disponibili!

 

9)     secondo te quanto servirebbe in più rispetto a ora per garantire una gestione scolastica meno affannosa e non sarebbe il caso che il Comune aumentasse i suoi trasferimenti?

 

La gestione è affannosa perché diminuiscono notevolmente le risorse erogate dallo Stato Centrale. Ma non solo agli Istituti scolastici vengono diminuite le risorse! Ho molto apprezzato l'iniziativa di Capitan Eco. Il denaro per la diffusione di nuovi servizi sarebbe stato comunque speso, magari in volantini che sarebbero spesso ritornati nei raccoglitori di carta da riciclare. La trasformazione in materiale didattico ( ogni insegnante titolare di eco-assegno poteva spenderlo scegliendo da un catalogo assai corposo) è stato sicuramente un modo migliore per spendere il nostro denaro. Sono percorsi da incentivare.

 

 

10)Avete chiesto contributi in denaro o in materiali alle aziende locali, che a mio avviso sarebbero liete di aiutare la scuola?

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I bilanci scolastici sono strutturati sulla base di progetti. Per poter attuare i progetti debbono essere coperti da finanziamenti. Quindi tempi di progettazione, ricerca delle risorse che possono servire a realizzarlo e stesura a bilancio del progetto. Non è così immediato.

 Soprattutto gli istituti di Credito o le loro Fondazioni hanno fornito donazioni sotto forma di materiale informatico o tecnologico ma io penso che sarebbe indispensabile un superamento delle logiche di ricerca  di fondi o materiale attraverso i rapporti personali.

Un tavolo coordinato dall'Ente Locale  a cui siano chiamati  i rappresentanti delle realtà produttive, le aziende, e l'istituzione scolastica è, secondo il mio punto di vista, una tappa futura necessaria anche per la qualificazione di una scuola pubblica locale che, se ben gestita, può essere vanto non solo di chi la amministra ma anche dei cittadini, imprenditori e non, del nostro paese.

 

Ringraziamo Ivana De Luca per la precisione delle risposte e per la passione con la quale ha rivestito il suo ruolo nell'Istituzione e rinnoviamo l'invito a tutti a risolvere il problema degli strumenti musicali che mancano: se qualcuno ha qualcosa (di funzionante) può contattare la Redazione dell'Idea . Cittadini e aziende fatevi avanti!


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