N. 5 - Anno VIII - Settembre - Ottobre 2003 Indice giornale

Ambiente

I serpenti e le vipere.

Fate attenzione a dove mettete i piedi, ma anche chi "bastonate".

 
Umberto Fusini

Non si può pretendere che tutti gli esseri umani abbiano in simpatia i serpenti quando da

secoli e secoli di tradizioni ce li hanno tramandati come i "peggiori" fra gli animali; ma

anche senza nutrire particolari sentimenti benevoli verso di essi, è bene conoscerli almeno  un po' di più. Spesso quando ci si interessa a specie animali come I rettili, si rischia di essere guardati con sospetto e Ia "normalità" è messa in dubbio. Comunque, interesse per animali striscianti o meno, non significa che si debba amarli, perché proprio come dice un detto popolare "l'amore è cieco"'; tant'è sempre detto popolare, Sant'Antonio si innamorò di un maiale. In questo caso gli occhi debbono essere ben aperti così che, con anche adeguata attenzione, siamo in grado con poco studio di conoscere almeno Ia differenza fra i serpenti velenosi e pericolosi e quelli no.  E' importante fare questa conoscenza, perché a volte Ia paura ci porta ad agire in modo spropositato e proprio per questo può essere controproducente. Chi ha paura della vipere (anch'io) deve sapere che proprio fra i serpenti esiste una lotta continua per la sopravvivenza; il più grande mangia… anche il suo simile. La vipere, essendo fra i serpenti le più lente, sono attivamente cacciate da altri serpenti; fra questi il più vorace è il Biacco (Coluber viridiflavus), ma anche altri come il Saettone o Colubro d'Esculapio (Elaphe longissima), ben rappresentato nel simbolo dell'ordine del medici e farmacisti non  scherzano, non cacciano solo topi o uccelli. Ci sono poi situazioni in cui se non fosse perché c'è in palio Ia vita, potrebbero dirsi ridicole. Tempo fa (2002) sono andato nell'ovest della Francia, in Bretannia, da amici che mi hanno accompagnato a vedere una zona dove vive una corposa comunità di serpenti composta da due specie: il Marasso (Vipera berus) velenoso e il Colubro liscio (CoroneIIa austriaca) innocuo. Sono "serpentelli" perché come dimensione non superano gli 80 centimetri, ma il fatto è che questa comunità che vive in simbiosi, auto-produce massa alimentare per l'uno e per l'altro. Il giochetto è questo, vivendo appunto negli stessi spazi, sono animali che nel corso della giornata si spostano solo di pochi metri e comunque tornano alla partenza dove c'è il  loro rifugio abituale;  quando si incontrano, se uno dei  due ha fame e sicuramente ha fame altrimenti non andava in giro, il più debole diventa automaticamente Ia preda e l'altro il predatore. Questo è abbastanza comune anche dalle nostre parti; meno evidente e più difficile da vedere perché le nicchie ecologiche dove vivono sono sparse in tante parti del nostro territorio, ma comunque le regole sono le stesse: fra gli animali il concetto di democrazia è molto spartano. II Biacco, quel serpente nero che può arrivare a dimensioni notevoli (180 centimetri e più), è in grado di ingoiare vipere anche adulte; perciò se attorno a casa nei nostri giardini capita di incontrare un serpente del genere o anche altri che non siano vipere, lasciamoli vivere, ci possono essere di grande aiuto. Ci sarebbero tante cose da dire, ma poi si diventa pesanti e pedanti, se vi capita di incontrarli prima di colpirli almeno guardateli.

 


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