| N. 5 - Anno VIII - Settembre - Ottobre 2003 | Indice giornale |
Cultura |
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Pianoro racconta |
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Dai Diari del Sindaco Silvio Mucini - 3° parte |
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Romano Colombazzi |
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E' il 1° Maggio del 1955, Festa del Lavoro ed è domenica. Passa per Pianoro la corsa automobilistica delle Mille Miglie e la gente è assiepata lungo il percorso della Strada della Futa. Per molti pianoresi è un evento eccezionale ed intere famiglie, con panini e bevande, sedie e cappelli fatti con il giornale, assistono al passaggio delle roboanti automobili da corsa. La domenica successiva, l'8 di maggio, alla scuola di Gorgognano Crocione, Mucini, come cittadino, è Commissario agli esami del corso popolare per la 5^ elementare e nel pomeriggio, come Sindaco, inaugura a Pianoro lo Spaccio Cooperativo, dicendo: "Per questa gente, laboriosa e calma, che vive tranquilla, lo spaccio è una grande conquista e creerà nel paese un punto di incontro e di socializzazione."
Nel mese di maggio il Comune appronta la lista per i bambini da inviare in colonia e ci sono molte domande presentate. Il paese è animato dalla proposta di costituzione di una Cooperativa per la lavorazione del latte; molte riunioni, molte discussioni, molti discorsi, pochi fatti. Scrive Silvio: "Le colonie sono veramente una bega, con tutte le appendici burocratiche che vi sono state aggiunte per tentare di rendere impossibile anche questa benefica attività. Tanti moduli e sottoscrizioni e pochi soldi per soddisfare tutti. Siamo in un periodo molto mosso, con molta ansia di novità, molte richieste di alloggi pubblici e molte richieste di lavoro specialmente da parte degli anziani che erano abituati a lavorare qualche mese per il Comune. Ma, per ragioni finanziarie, ho dovuto sospendere l'impiego di mano d'opera locale per i nostri servizi e nulla può il Sindaco per l'assegnazione degli alloggi pubblici."
Domenica 22 Maggio, alle ore 7,30, si riunisce la commissione per l'esame delle domande dei bambini da inviare in colonia al mare.
Domenica 29 Maggio convocazione del Consiglio Comunale con temi importanti: assegnazione alloggi, bilancio, assistenza invernale, ospedalità, ma manca il numero legale. " E' grave la situazione in questo campo, perché i consiglieri non vengono al Consiglio? E' una domanda da porsi, di chi è la colpa? Ed è ancora più grave perché la cosa si va generalizzando, la democrazia non è sentita e perché? Troppo abituati ad essere amministrati da una sola persona forse?"
2 Giugno 1955 Festa del IX° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana, il paese è imbandierato a festa; si esegue la messa a dimora di piante nel parco di Via Bolognesi. Alla fine del mese di Giugno 1955 Mucini, come suo solito, scrive il resoconto del Mese: "Giugno mese pesante e laborioso. Sono solo. L'Assessore anziano è assente e gli altri assessori lavorano e non si vedono mai in Comune. La grande responsabilità ricade su di me. Il 16 Giugno il Segretario comunale si è preso 15 giorni di ferie per il mare. Ecco un'altra mancanza e sempre nuove beghe. Sono andato 5 volte all'U.N.S.I. per firmare la convenzione per la colonia e manca sempre del materiale. La Commissione commercio fisso non ha avuto luogo per mancanza del numero legale, la riunione del comitato per l'associazione sportiva non ha lavorato perché manca lo statuto. Solo la commissione edilizia ha avuto luogo presenti la maggioranza dei componenti. Per fortuna il 18 è venuto il Dott.Rondinini in sostituzione del nostro segretario. Il 22 si è aperta ufficialmente la crisi di Governo. L'estate fa sentire la sua afa, le macchine mietilegatrici trainate dai trattori rombano nei dintorni del paese, le trebbiatrici hanno iniziato il loro lavoro. Dalle prime notizie il raccolto sembra buono. L'Amministrazione nel suo andamento ha registrato un lieve miglioramento dal lato economico, una lieve ma assai sensibile diminuzione delle spese di Ospedalità, un maggiore incasso per rimborsi delle medesime, una regolarizzazione dei crediti verso terzi ci ha permesso di saldare molte fatture e di pacificare alcuni creditori. Sempre coraggio e tranquillità d'animo perché nulla ci fa tremare essendo sicuri di nulla avere sottratto. (Continua)