N. 5 - Anno VIII - Settembre - Ottobre 2003 Indice giornale

La Posta

PER UN MUSEO DI ARTI E MESTIERI A PIANORO


 Utensili, suppellettili, strumenti di lavoro molto ben conservati, tutti pienamente funzionanti e "riutilizzabili", sono il patrimonio della raccolta Lazzarini. Documentano in maniera puntuale il modo di vivere, di esercitare i mestieri, di coltivare i campi nel nostro Appennino. In alcuni casi si tratta di pezzi veramente rari, se non unici.

       La  passione che ha accompagnato fin da giovane Pietro Lazzarini e che tuttora tiene impegnato l'ottuagenario ricercatore nel raccogliere, conservare e collezionare questi oggetti, un tempo preziosi e indispensabili per la vita quotidiana, ma di cui oggi si sta purtroppo perdendo memoria, ha spinto un gruppo di amici ad una iniziativa che consentirà di non disperdere il frutto di tanto sudore, anche economico. Con questo precipuo scopo, poco più di un anno fa, si è costituita a Pianoro l'Associazione «Territorio e Civiltà dei Mestieri».

Molti appassionati e intere scolaresche hanno potuto, in questi anni, ammirare la raccolta del Sig. Pietro a Pianoro, in Via Nazionale, nei pressi del Palazzetto dello Sport, al civico 9 del Vicolo Ca' di Zannino. Per comprensibili ragioni di spazio e di riservatezza, oggi non si è più in grado di far fronte alle aumentate richieste di visita. Da qui l'urgenza di una sua esposizione al pubblico che ne consenta, al mondo della scuola, degli appassionati, degli studiosi, ai cittadini tutti, un'adeguata fruizione.

  Dietro invito della nostra Associazione, specialisti dell'Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, e i dirigenti del Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio hanno condotto un sopralluogo alla raccolta (1500 pezzi circa) esprimendone, distintamente, lusinghieri apprezzamenti, certificati per iscritto.

 Confortati da queste autorevoli validazioni, abbiamo interessato alla collezione anche le autorità locali. Una visita alla raccolta da parte del sindaco Simonetta Saliera, collegialmente ad alcuni membri della Giunta, è valsa a renderli consapevoli della rilevanza culturale, per il nostro territorio, di quel patrimonio "sepolto", e quindi della necessità della sua valorizzazione. Da qui la motivata aspirazione e impegno della nostra Associazione per la costituzione, con il loro determinante appoggio, di un museo; da qui la stipula, tra il Comune e l'Associazione stessa, di un'apposita convenzione.

Per dare visibilità al progetto, la nostra Associazione, nel marzo scorso, si è fatta promotrice di una conferenza stampa. Vi hanno partecipato tutte le testate locali ed il quotidiano Il Resto del Carlino. I resoconti, nei rispettivi organi di stampa, sono stati di plauso e forte incoraggiamento all'iniziativa.

L'impegno ufficiale assunto dal Sindaco in quell'occasione per la ristrutturazione di una tipica stalla contadina con annesso fienile, nella zona del Gualando, ha dato "ali" al progetto per la creazione di una struttura museale. Si sono conseguiti con questa scelta due obiettivi ugualmente qualificanti: l'individuazione concreta della futura sede del museo destinato ad accogliere la raccolta Lazzarini; il mantenimento di un caratteristico e pregevole manufatto contadino, a memoria architettonica di edilizia agricola d'altri tempi nel nostro territorio.

 

Quanto finora fatto è stato prevalentemente sostenuto dai soci promotori, ma ora che la "macchina" si è messa in moto le nostre risorse sono assolutamente inadeguate: 25.000 euro almeno sono indispensabili per procedere all'inventariazione scientifica del materiale, prossimo ad essere generosamente donato da Pietro al Comune di Pianoro.

È infatti indispensabile, preliminarmente alla sua allocazione nel museo, procedere alla catalogazione-inventariazione della raccolta. Operazione questa, per la quale, da esperti di settore, ci è stata valutata necessaria l'opera di almeno tre tecnici qualificati, impegnati per la durata di almeno cinque o sei mesi e successivamente della validazione di tutto il lavoro da parte di uno specialista accreditato presso l'Istituto dei Beni Culturali della Regione Emilia Romagna.

Per far fronte alle predette spese (ed è questo lo scopo prioritario di questo scritto), confidiamo fortemente nel contributo finanziario delle imprese presenti sul territorio, sensibili e disposte alla promozione, nella nostra comunità, di iniziative - in questo caso attinenti specificamente il mondo del lavoro - di indubbia valenza culturale e artistica.

Per il pieno successo del progetto, vogliamo anche rivolgere un invito, già accolto da numerosi appassionati, a dare la propria adesione all'Associazione mettendo a disposizione tempo e competenze.

Essenziali informazioni sulla nostra Associazione e sul costituendo museo sono reperibili sul sito ufficiale del Comune di Pianoro: www.comune.pianoro.bo.it al link TERRITORIO E CIVILTÀ DEI MESTIERI

Per contattarci: Cell. 3288226429, Fax 051775277, e-mail: civiltadeimestieri@libero.it

 

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                                                                Il Presidente dell'Associazione

                                                              "Territorio e Civiltà dei Mestieri"

                                                              

                                                                      Prof. Osvaldo Gambassi

 


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