| N. 6 - Anno VIII - Novembre - Dicembre 2003 | Indice giornale |
Cultura |
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LULU |
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Piergiovanni Pierantozzi |
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Il canto è un modo di usare la voce per esprimere sentimenti, stati d'animo e pensieri, liberando la parola dai vincoli della convenzione. Con l'aiuto della musica il canto si rinforza, diventa più espressivo. Voce e musica si alimentano a vicenda, insieme aprono le porte alla comunicazione. Se poi a voce e musica si aggiunge l'immagine, e se con facilità esse possono raggiungerci nelle nostre case, diventano irresistibili: non possiamo più liberarci da loro e ci prendono senza via di scampo.
Nel passato poche erano le opportunità di ascolto della musica e di partecipazione agli spettacoli. Le occasioni erano le feste e le fiere per il popolo, le rappresentazioni nelle corti e nei castelli per i nobili, le messe nelle chiese per entrambi. In epoca attuale, con la scoperta dell'elettromagnetismo e delle fotografia, con la radio, il cinema e la televisione, il pubblico si è avvicinato allo spettacolo e all'informazione ormai in modo planetario. Le forme artistiche coltivate un tempo solo nelle corti e nelle chiese, sono ora alla portata di tutti, con il difetto però di essere controllate sempre più da un numero molto ridotto di centri di potere.
Alla biblioteca comunale di Pianoro, Tiziano Roversi (T.R.) sta portando avanti un percorso di ascolto del melodramma, del suo sviluppo in Europa, fino ai nostri giorni. Il melodramma (l'opera) ha inizio in Italia con il recitare cantando di storie d'amore, miti e favole, con la voce insieme a musica realizzata con pochi strumenti. Era una forma leggera di rappresentazione che coinvolgeva piacevolmente gli spettatori, nata per intrattenerli e svagarli, negli intermezzi di spettacoli tradizionali, che perlopiù erano messe in scena di tragedie. Questi spettacolini di canzoni e musica venivano preparati da musicisti che adattavano gli spartiti al modo di cantare dei cantanti-attori e nei primi tempi erano del tipo usa e getta. Finito lo spettacolo non rimaneva più traccia della composizione.
Monteverdi è uno tra i primi compositori. Nelle sue opere risalta il modo del cantante di modulare la voce, fino a confondere le parole in toni ritmici di alti e bassi. Il melodramma ha vari sviluppi nelle successive stagioni e nei diversi paesi d'Europa. E' possibile, a mio parere, osservarne un parallelo nell'evolversi delle arti figurative, anche se in realtà non era facile per un musicista vedere cosa facevano gli altri artisti. I musei non c'erano, c'erano però i libri con le descrizioni e le incisioni, esistevano le raccolte di quadri in alcune importanti palazzi reali.
T.R. racconta in modo piacevolmente ironico le storie dei melodrammi, che ci fanno ridere, forse anche perchè del melodramma siamo profondamente intrisi. Ci sono anche degli aneddoti. L'Orfeo di Monteverdi canta così bene che fa addormentare Caronte, ma la sua amata sposa si scoccia di tornare a casa. Mozart, nato a Salisburbo nel 1756, andava da bimbo in giro per le corti d'Europa con il babbo e la sorella, giocando con complessi strumenti musicali, ripetendo ad orecchio, senza sbagliare una nota anche dopo un unico ascolto, le difficili melodie. Molto probabilmente, a quell'età non si divertiva, ma poi da grande se n'è fatta una ragione e ci ha sfornato opere serene come "Il flauto magico". In seguito, nell'impero, emergono le figure di Beethoven e di Wagner. Le ambizioni di quest'ultimo musicista sono "deliranti", lui faceva tutto: scriveva, componeva, disegnava costumi e scene, dirigeva e progettava teatri. Ci riuscì. Non ha visto però le scena degli elicotteri che bombardano le capanne vietnamite nel film "il cacciatore", con la sua musica delle Valchirie sullo sfondo. Chissà cosa avrebbe fatto lui con il cinema.
Andando avanti nello sviluppo del melodramma, passando attraverso la musica degli innovatori russi, dopo Stravinskij, siamo arrivati all'ascolto della dodecafonia. In quest'ambito, ormai in epoca contemporanea, c'è un opera di Berg, proposta in modo critico da T.R., dove la protagonista si chiama Lulu. E' una donna fatale, è un'eroina in negativo, che alla fine della storia viene uccisa da Jack lo squartatore. La musica ha perso qui le forme usuali, riconoscibili del ritmo, dell'armonia e della melodia. I suoni scomposti però raggiungono una grande intensità espressiva.
Nei prossimi tre incontri che rimangono si parlerà del melodramma in Francia e nei paesi d'oltre mare.
Come si è detto, gli incontri sono tenuti da Tiziano Roversi. Sono a cura del Circolo Capo Seattle, in collaborazione con il Comitato di Gestione Biblioteche Comunali. Gli incontri sono registrati e verranno raccolti in un unico CD.