| N. 6 - Anno VIII - Novembre - Dicembre 2003 | Indice giornale |
Cultura |
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PREZIOSI STRUMENTI DI CONOSCENZA |
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La collezione di Pietro Lazzaroni |
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Gianna Solmi |
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Nella"Loggia della Fornace", luogo dedicato alla cultura pianorese, in cui il Prof. Adriano Simoncini conserva amorevolmente la memoria documentaria del nostro territorio, dal 22 novembre all'8 dicembre si è tenuta la mostra della collezione di Pietro Lazzarini e dei lavori pittorici di Giorgio Rocca dedicati alla civiltà contadina. L'allestimento ben riuscito nella forma e nel linguaggio, metteva in luce gli attrezzi di quella cultura ed i buoni lavori pittorici rafforzavano gli oggetti nei loro contenuti creando in alcuni casi veri e propri fondali alle ricostruzioni espositive. Tutto ciò è stato voluto e realizzato dalla giovane, ma vigorosa "Associazione Territorio e civiltà dei mestieri"del Comune di Pianoro. Una prima uscita della straordinaria raccolta è stata nella Sala dell'Arcipelago in occasione della festa "C'era una volta", organizzata lo scorso ottobre dall' operosa Proloco
di Pianoro. In quell'occasione più di mille visitatori hanno potuto ammirare gli oggetti di un quotidiano ormai scomparso. Presso la Sala Mostra della "Loggia" si è provveduto generosamente ad organizzare delle visite guidate per i ragazzi delle scuole che, grazie alle guide ed alle loro insegnati, hanno avuto la possibilità di riscoprire un tempo ed una dimensione diversa dalla nostra. Gli utensili e gli oggetti d'uso comune posseggono un valore antropologico e storico notevole e possono dare a chi se ne interessa motivo di riflessione e studio.
I giovani conoscono questi oggetti attraverso i nostri racconti e le notizie raccolte a scuola. A tale proposito, per chi non lo conoscesse voglio ricordare il libro edito dall'Idea: "C'era una volta…an è brisa una fola", scritto da Marta Rocca, un'insegnante della nostra scuola elementare che ha voluto e saputo raccogliere insieme alla sua collega Edda Manservisi le notizie, i racconti e gli aneddoti riportati dai ragazzi nelle loro interviste ai nonni ed agli anziani che hanno vissuto "quel tempo che fu". Nelle pagine del bel volume si scoprono i modi e gli usi di ieri che sono ancora nel nostro DNA, ma anche un magico sapore di una vita in cui il linguaggio del corpo ed anche la nostra organicità portavano ad arricchire lo spirito. In quel tempo, la lentezza dei gesti obbligati da una tecnologia meno raffinata portava a liberare il pensiero, ad esplorare dentro di sè; l'introspezione allora era cosa facile da farsi, per tutti era naturale come respirare, mangiare e dormire.
Quante storie o micro storie raccontano, quante vite avranno sfiorato quegli oggetti in mostra nella sala espositiva? Si tratta di oggetti per la maggior parte abbandonati o dimenticati, che spesso non si sapeva dove mettere e di cui ci si liberava volentieri, destinandoli alle discariche o agli stracciari. Oggi hanno acquisito la dignità di documenti storici.
Ci parlano di una società che non c'è più e della quale, proprio perché scomparsa, abbiamo tutti una romantica nostalgia. Tutto ciò che è passato pare " morbido", facile e lieto, ma non è così.
In queste forme di vita vi era anche tanta sofferenza, tante fatiche che oggi ci vengono risparmiate dalla scienza e dalla tecnologia. La "Loggia" durante l'inaugurazione era piena di gente, il Sindaco Simonetta Saliera si complimentava e ringraziava pubblicamente Pietro Lazzarini, la moglie Liliana, il pittore Giorgio Rocca ed il Prof. Osvaldo Gambassi, presidente dell'associazione "Territorio e Civiltà dei mestieri", che a loro volta dichiaravano la soddisfazione per l'ospitalità e per
l'impegno preso dal Sindaco nella realizzazione del futuro museo, che esporrà tutta la raccolta.
E' importante rimpossessarsi della propria storia, capire la vita delle generazioni che ci hanno preceduto. Sicuramente la visione e la "lettura guidata" dei loro strumenti, dei loro attrezzi ci aiuterà a capire e ad intervenire sul nostro quotidiano in modo più obiettivo e creativo.
La mostra così ben allestita era già museo!