| N. 6 - Anno VIII - Novembre - Dicembre 2003 | Indice giornale |
Cultura |
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Le gite culturali de L'Idea - 50° BIENNALE DI VENEZIA |
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"Sogni e Conflitti: La dittatura dello spettatore" |
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Gianna Solmi |
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E' terminata ieri l'esposizioni internazionale d'arte contemporanea, dove la molteplicità dei linguaggi ed una innegabile autonomia dei nuovi contesti geografici, politici e culturali si possono vedere tutti
insieme in un contesto meraviglioso: Venezia.
La Biennale d'Arti Visive è un luogo, un confine dove lo spettatore diventa " attore" e può decidere di attraversarlo per osservare la realtà trasformata attraverso la visione dell'artista.
Una mostra che non fa dimenticare il mondo, ma aiuta a comprenderlo attraverso la metafora.
L'arte da sempre è l'espressione del nostro tempo, i lavori esposti alla Biennale sono"confusi" e, come noi, non riescono a trovare un equilibrio.
L'artista, come tutte le persone di oggi, dimostra una necessità di sovraccaricarsi d'esperienze (utili ?), di appropriarsi di cose sempre più inutili che, anziché facilitare le azioni della vita, si dimostrano essere un fardello sempre più pesante che limita la libertà di tutti noi (vorrei che i giovani se ne rendessero conto).
Il direttore Francesco Bonami per questa mostra desiderava dare allo spettatore un rapporto meno passivo ed indiretto con l'opera d'arte, e nello stesso tempo voleva accusare il pubblico di scegliere le mostre che prediligono l'intrattenimento alla proposta culturale.
Sessantatre erano i padiglioni sparsi tra i Giardini e la città.
Il Luxemburgo ha preso il 1° premio dalla critica.
Le preferenze del pubblico sono andate alla Danimarca con gli interventi caleidoscopici di Olafur Eliasson, alla Gran Bretagna, con i disegni ed i quadri di lustrini e di sterco di elefante di Vhris
Ofili, a Israele con una video installazione di Michal Rvner.
Personalmente sono rimasta compiaciuta dell'idea, del messaggio espresso dal padiglione spagnolo, dove Santiago Sierra prima ha coperto la scritta "Spagna" con un sacco di plastica nera e poi ha murato l'ingresso al pubblico.
Un cartello scritto in spagnolo spiegava che le persone in possesso del passaporto spagnolo potevano entrare dall'ingresso posteriore.
Gli ostinati che si sono presentati all'entrata si sono imbattuti in due guardie che impedivano l'ingresso ai visitatori privi del passaporto.
Uno dei momenti migliori della biennale è stata la folla di giornalisti oltraggiati che reclamavano il diritto ad entrare in nome della propria importanza , nonostante un gruppo di visitatori spagnoli li avesse già informati che all'interno del padiglione non vi fosse nulla da vedere. Il lavoro di Sierra si è rivelato uno dei più riusciti, evidenziando la natura arbitraria che contraddistingue qualsiasi forma di privilegio e colpendo, al tempo stesso, l'elitarismo sempre
più diffuso nel mondo dell'arte.
Duecentosessantamilacentotrè i biglietti venduti ( 19 a noi dell'Idea)
Cinquecentomila gli ingressi stimati nelle mostre allestite nel centro storico della città di Venezia dai 30 paesi privi di padiglioni.
Ottocentoquarantuno i gruppi dei visitatori (l'uno siamo noi).
La nostra guida (prenotata 2 anni fa) è stata Dario Pinton, uomo colto, affascinante e generoso maestro che svolge attività di consulente e di formazione per la didattica alla collezione Peggy Guggenheim di Venezia e collabora con la sezione didattica dei Civici Musei.
Dario, ha entusiasmato il nostro gruppo per la sua cultura, per la sua incisività d'espressione nel presentare i vari artisti, aiutandoci a dare un senso compiuto a quello che si vedeva nei padiglioni.
Ha suggerito come fare per entrare in questo "mondo" che pare comprensibile e godibile solo a pochi addetti ai lavori.
Indicava come interpretare ciò che può apparire casuale e privo di senso. Insegnava a "fare nostra" l'opera d'arte per riutilizzarla
come chiave di lettura del mondo che ci circonda.
Credo che la Biennale si possa considerare una "città mentale" e con un termine ludico la definirei un "luna park intellettuale".
L'arte può essere il primo motore dello stupore. Bisogna cogliere il sentimento che l'arte ci suscita e saperlo trasportare nella vita di tutti i giorni.
La Biennale non deve essere solamente un "testo", ma un pretesto un punto di partenza per portare il messaggio dell'arte nella realtà per imparare a guardare le cose che ci circondano in modo diverso.
Il gruppo dell'Idea ha trascorso a Venezia tre giorni intensissimi con la storia del passato della Regata Storica e le immagini artistiche del futuro con la Biennale ed il Festival del Cinema nella notte della premiazione.
Venezia, città meravigliosa, unica al mondo per le forti emozioni e gli stimoli intellettuali che sa donare. In così poco spazio, così tanto!