N. 1 - Anno IX - Gennaio - Febbraio 2004 Indice giornale

La Posta

La nuova scuola materna di Pianoro


Ho letto su alcuni numeri dell'Idea lo scambio di lettere fra la Signora Silvia Pergola e l'Assessore alla Pubblica Istruzione, Signora Daniela Mignogna, con relativa botta e risposta.

Mi sono trovata di fronte ad una contesa della quale non conosco i retroscena, né le persone coinvolte, ma che mi è sembrata un tantino macroscopica, anche se, trattandosi dei nostri preziosi bambini (per "nostri", intendo quelli della comunità), il livore che ho riscontrato in una delle parti interessate, mi è sembrato perdonabile.

Presa da sincero interesse sono andata ad osservare l'oggetto del contendere: una bella scuola situata in una zona priva di traffico e relative emissioni gassose, con assenza di verde, questo è vero, ma ritengo che a ciò possa essere posto rimedio, anche se non in tempi brevissimi.

Nel paragone con istituti scolastici bolognesi (scuole materne), frequentati dalle mie due nipotine, quello di Pianoro mi è sembrata splendido. Detti istituti risultano privi di qualsiasi comfort elementare, nonostante qualche bell'albero in giardino: edifici costruiti vicino a strade di grande traffico, aule cupe e tutt'altro che confortevoli, spazi ridotti, dentro e fuori..

I nostri pargoletti, nonostante la premura, a volte stucchevole, che professiamo loro, (e qui, il "nostro" riguarda la generalità), risentono della fretta che ci accomuna, dello scarso interesse governativo, del caotico vivere degli adulti.

Questo sì, che è grave!

Manca il tempo e spesso la voglia di dedicare loro, più che giocattoli e merendine, il sano interesse di tutti.

Ciò che mi stupisce, nel caso specifico, è l'evidente incapacità di stabilire un rapporto interpersonale fra le parti, come potrebbe esser quello di uno scambio anche vivace di pareri che non siano solo affidati allo spazio giornalistico.

A questo scopo porterò alla vostra attenzione un caso che mi ha riguardato.

Ho avuto occasione, mio malgrado (non amo distogliere gli amministratori comunali, né altri, dai loro compiti, per interessarli a questioni personali) di coinvolgere l'Assessore ai Lavori pubblici e la stessa persona del Sindaco, in un quesito che riguardava la mia sicurezza fisica, la quale viene messa in pericolo ogniqualvolta esco dal mio giardino, per portarmi sulla strada. Ho scritto, mi sono fatta viva di persona e ho telefonato ai responsabili dell'Amministrazione comunale. Perorando la mia causa, ho fatto proposte e preteso risposte e, infine, ho ottenuto soddisfazione. Se poi la soluzione concordata non ha raggiunto il "top" dei miei desideri, può comunque essere considerata valida, visto che ogni altra soluzione proposta non è di facile attuazione.

Con questo vorrei dire che non ci si possono attendere miracoli anche dalle persone più disponibili qualora si ricorra a scaramucce, più o meno colorite, ma di scarso valore pratico.

Ciò non toglie che gli organi liberamente eletti debbano prestare la massima attenzione alle problematiche presentate degli amministrati, così come è accaduto in relazione alla mia pratica.

 

Luigia Bimbi

 

 


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