| N. 1 - Anno IX - Gennaio - Febbraio 2004 | Indice giornale |
Attualità |
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A spasso con Puzzola |
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Umberto Fusini |
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Puzzola non è un personaggio che ha qualche pretesa di "contare"; per Puzzola problemi di questo genere e di tutto quello che può avere qualche parallelo con il potere, non esistono. Difatti Puzzola è un cane, ed anche fra i cani conta poco; è un bassotto perciò la sua dimensione e in particolare la sua altezza, anche se le sue origini possono vantare avi di un certo peso sociale, fanno si che venga relegata, di fatto, fra i servitori più umili. Ma Puzzola è comunque un cane (certo che questo abbinamento Puzzola femminile e cane maschile, dà adito ad un po' di confusione) riflessivo, e il camminare con lei, spesso mi evidenzia problemi che, con gli umani, mi è molto difficile constatarne addirittura l'esistenza. Insomma è un punto di vista, quello di Puzzola, per certi versi privilegiato.
E così non manca passeggiata che non mi faccia notare argomenti interessanti. Ad esempio, la mattina di alcuni giorni fa percorrevamo via dello Sport facendo attenzione ad evitare le numerose "cacche" di cane. Puzzola non essendo un cane "massificato" perciò un po' snob o come si dice spesso per classificare in fretta certi fenomeni socio politici, è radical-chic (per capirci, come chi va a manifestare in certe piazze con la giacca inglese di tweed e le Clarks ai piedi), i propri bisogni se li fa nel suo giardino, prima di partire oppure al ritorno. E questa sua predilezione per il proprio orticello, mi crea non pochi problemi in particolare quando me la prendo dietro in vacanza, e devo convincerla ad adattarsi ad un suolo diverso, altrimenti rischia di scoppiare. Insomma problemi (si fa per dire) che non hanno i padroni di quei cani che vengono lasciati liberi di defecare dove vogliono e i loro padroni, maleducati, non si prendono la briga o l'onere di raccogliere i maleodoranti resti. Sì certo, dicono che il regolamento comunale obbliga i proprietari a raccogliere le "cacche" dei loro fidi amici, ma da quante "cacche" si vedono in giro ci deve essere qualche cosa che non funziona. Del resto è tutto relativo, quando ho fatto presente la questione ad un mio amico, mi ha zittito in pochi secondi, "cosa vuoi che sia" mi dice "ma guarda la CIRIO e la Parmalat, quelli sono problemi". Insomma i problemi veri non sono mai i nostri sono sempre quelli degli altri, di chi muore di fame, di chi uccide e si fa uccidere, della insofferenza e della intolleranza, ecc… Come se da noi problemi non ce ne fossero, anche da noi c'è chi muore o chi è solo in situazioni terribili, in miseria e povertà, con malattie che danno disperazione e … Io credo però, che se si usasse anche una certa serietà e anche un po' di moralismo, si potrebbe migliorare. A me la cosa preoccupa perché se non miglioriamo, va poi a finire che anche Puzzola seguirà, prima o poi, il cattivo esempio che purtroppo domina e allora sarebbe la fine dell'ultimo dei Moi-cani.