N. 1 - Anno IX - Gennaio - Febbraio 2004 Indice giornale

Attualità

10 anni fa moriva Gastone Piccinini medaglia d'oro al valor militare

una cerimonia nella piazza a lui intitolata.

  Gianluigi Pagani

Lo scorso 22 gennaio è stato celebrato il 10° anniversario della morte di Gastone Piccinini, Medaglia d'oro al valore militare, grande invalido di guerra, capitano di corvetta ruolo d'onore della Marina Militare, partigiano combattente e commendatore al merito della Repubblica. Gastone Piccinini è sicuramente uno dei personaggi più importanti nella memoria storica del Comune di Pianoro, dove si è stabilito subito dopo la Liberazione. Nacque a Trieste il 22 aprile 1915. Volontario nella Regia Marina dal luglio 1934, dopo la frequenza del Corso di specializzazione presso la Scuola C.R.E.M. di La Spezia, s'imbarcò sulla cannoniera "Aurora" dove, nell'ottobre 1940 conseguì la promozione a Sergente. Dal dicembre 1940 prestò ininterrotto servizio a bordo di sommergibili e fu promosso 2° Capo nell'ottobre 1942. L'armistizio dell'8 settembre 1943 lo trovò imbarcato sul sommergibile "Onice" dislocato a Napoli. Partecipò poi alla guerra di liberazione operando presso il Ministero della Marina a Brindisi - Servizio Informazioni -, cooperando all'organizzazione di un efficiente servizio radio nell'Italia del Nord occupata. Aggregato alla 5° Armata americana - Reparto O.S.S. - con compiti di collegamento e di informazione per il Comando Generale del C.V.L., attraversò le linee ed il 3 dicembre 1943 venne catturato in un casolare da una pattuglia tedesca. Tradotto in carcere e duramente interrogato, non rivelò i segreti in suo possesso, neppure dopo essere stato sottoposto a simulata fucilazione. L'8 dicembre riuscì a sfuggire ai suoi aguzzini ed a raggiungere il convento dei Frati Cappuccini di Segni a Roma, trovando ospitalità fino allo sbarco alleato di Anzio. Passate nuovamente le linee nemiche e portatosi a Milano, entrò a far parte della Brigata partigiana "P. Poet" nell'incarico di Capo Missione radio e nel grado partigiano di Tenente. Il 20 maggio 1944, per fuggire a sicura cattura dopo essere stato scoperto mentre stava trasmettendo in segreto informazioni utili agli Alleati, si gettò dal quinto piano di uno stabile di Via Pier Capponi a Milano, rimanendo gravemente ferito, con la spina dorsale fratturata e costretto per sempre su una sedia a rotelle, ma vivo. Venne quindi nuovamente incarcerato fino alla liberazione della città. Congedato nel 1946 ed iscritto nel Ruolo d'Onore nel grado di Sottotenente del C.E.M.M., conseguì poi la Laurea in Economia e Commercio presso l'Università di Bologna. Venne poi decorato con la Croce di Guerra al Valore Militare. Nonostante le menomazioni fisiche dovute alle sevizie e torture fisiche inflittegli dai nazisti, Piccinini non rinunciò ad un ruolo molto attivo nella società pianorese, dove visse per 27 anni con la moglie Giovanna Pascoli. Fu Presidente onorario dell'ANPI, dell'Associazione mutilati ed invalidi e dei marinai militari, allenatore di una folta schiera di giovani con la "Società Canottieri del Brasimone". Il Comune di Pianoro gli ha intitolato nel 2002 una Piazza, a Rastignano, dove è stato ricordato questo fine gennaio l'anniversario della sua morte con una breve e semplice cerimonia nel corso della quale l'Amministrazione comunale ha deposto una corona di alloro presso il monumento a lui dedicato.

 


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