N. 1 - Anno IX - Gennaio - Febbraio 2004 Indice giornale

Attualità

La classificazione acustica del territorio.

Uno strumento di pianificazione, previsto da una legge regionale, che il comune di Pianoro ha fin qui

  Marco Pizziolo

Con oltre 13 mesi di ritardo rispetto a quanto richiesto dalla Regione entro Febbraio il Consiglio Comunale discuterà della nuova Classificazione acustica del territorio.

Questo strumento di pianificazione, voluto dalla Regione con una Legge del 2001, serve a stabilire ragionevoli soglie di convivenza con i rumori. A seconda delle zone in cui si vive la classificazione acustica  indica  quale è la soglia massima di rumore con il quale si può convivere: poiché non tutte le zone sono uguali , i limiti dei rumori in campagna non dovranno   superare un certo numero di Decibel (unità di misura del rumore), in zone urbane è tollerato un livello più alto , in zone industriali ancora di più e così via: in totale 6 classi.

L'importanza del provvedimento sta nell'obbligo , per la prima volta, a carico delle amministrazioni pubbliche a considerare  nella propria pianificazione territoriale tali limiti e a farli rispettare a privati e aziende su tutto il territorio. In concreto: tutte le nuove previsioni urbanistiche dovranno  essere compatibili con la classificazione acustica e, ad esempio,  si potranno costruire case solo dove il rumore non supera le soglie previste per le zone residenziali. Se dalla classificazione risulterà che le nuove previsioni urbanistiche sono inidonee, l'amministrazione può decidere di modificarle o non attuarle, a meno di preventivi interventi per abbassare la soglia percepita fino al livello consentito, imponendo tecniche costruttive più corrette e costose, ostacolando così  di fatto la commistione tra zone urbane e industriali, o la costruzione di case a ridosso di strade e ferrovie, cosa che anche a Pianoro è ancora  purtroppo praticata.

Anche sulle aree già costruite la classificazione ha un risvolto positivo: a carico delle aziende che emettono rumori eccessivi ci sarà l'obbligo  di abbassarli sotto le soglie in tempi rapidi. In più, ed è l'aspetto di maggiore interesse pubblico,  c'è comunque l'obbligo entro un anno, a carico del Comune, di predisporre nelle aree fuori limite un organico piano di risanamento acustico, e poiché spesso questo è dovuto al traffico, le conseguenze dovrebbero essere principalmente nella necessità di prevedere opere di mitigazione quali barriere fonoassorbenti lungo le strade o in asfalti speciali o in forme di rallentamento della velocità  o altro.

Pertanto per la prima volta ci è offerta l'occasione per affrontare in modo organico e complessivo il problema del rumore. Infatti già nella presentazione al Consiglio comunale la norma regionale prevede che sia prodotta una relazione sulle situazioni critiche presenti sul territorio: sapremo finalmente quali e quante sono le zone con problemi di rumore. l'Idea pertanto non mancherà di riprendere l'argomento nei prossimi numeri. Intanto, poiché la classificazione acustica nasce con un anno di ritardo è lecito un dubbio che sicuramente i nostri amministratori comunali chiariranno: le nuove previsioni urbanistiche previste e/o avviate  nell'ultimo anno (ad esempio l'intervento previsto a Pian di Macina in via del Savena) con l'ultima variante  al PRG sarebbero state egualmente attuate o approvate se la legge fosse stata rispettata e se quindi anche Pianoro, come già San Lazzaro , Bologna e Castenaso, per parlare dei grossi comuni più vicini a noi, avesse già concluso la classificazione acustica del  territorio?

Allargando il campo ad altri aspetti dell'inquinamento da rumore la nuova norma impone

ai Comuni anche di regolare le attività all'aperto  come  concerti, cinema in piazza, feste politiche e campestri. Questo per evitare che il diritto di alcuni a divertirsi non leda il diritto di altri a riposarsi, effettuando cioè una necessaria azione regolatrice della comune convivenza . Sembrano principi semplici e volendo anche banali, che però ogni estate vengono messi a dura prova anche in un Comune tranquillo come il nostro: basta pensare alla difficile convivenza tra i residenti della nuova Piazza Piccinini di Rastignano e le manifestazioni serali e notturne , promosse dall'amministrazione comunale. Non dubitiamo certo della perfetta conoscenza delle leggi dei nostri  amministratori e in particolare del regolamento regionale che disciplina le autorizzazioni alle manifestazioni all'aperto ,  cinema, feste , concerti, discoteche  e piano bar che devono essere presentate da tecnici specializzati almeno 45 giorni prima, ma sarebbe interessante verificare quante domande sono state presentate in Comune l'anno scorso… e chissà se quando è stata aperta la casa di riposo nella stessa piazza è stata prodotta la obbligatoria valutazione dello stato acustico già prevedendo concerti e cinema estivo, come d'altra parte dovrebbe essere fatto anche per asili, scuole, parchi (fin dal 1995, per una Legge nazionale)…

In ogni caso al Comune è attribuita la funzione di controllo delle emissioni sonore sia fisse che da traffico: pertanto chiunque abbia dei problemi legati al rumore  si deve rivolgere direttamente e solo all'Ufficio comunale competente che dovrà poi , con il supporto tecnico dell'ARPA verificare la situazione e rispondere entro 2 mesi dalla richiesta.

Concludo con un commento di natura politica ammettendo subito che non sono un cronista imparziale essendo stato assessore comunale all'ambiente fino al Febbraio 2003, quando mi dimisi,  ritenendo questo  ruolo,  nella Giunta di Pianoro, sostanzialmente inutile.

Purtroppo il ritardo accumulato impedirà a questo Consiglio comunale di discutere prima delle elezioni i modi per risolvere il problema rumore: se anche  fosse subito approvata la classificazione, non si potrà  comunque affrontare il risanamento, per il quale servono soldi e risorse. Forse dopo questo articolo qualche lista inserirà una frase nel proprio programma elettorale . D'altra parte così fu fatto per il difensore civico ( si veda il programma dell'Ulivo per Pianoro del 1999) , mai poi istituito . Peggio sarebbe se qualcuno rivendicasse a sé il merito per avere ottemperato ad un adempimento obbligatorio e in più con notevole ritardo .

 Si sente molto parlare in questi giorni di politica come se questa fosse soltanto questione di schieramenti ideologici, o , peggio di gruppi di potere. Siamo sempre più convinti che invece  la maggior parte delle questioni (almeno quelle ambientali) che andrebbero affrontate a livello comunale hanno risposte  che non sono né  di destra né di sinistra. Certe volte basterebbe applicare le leggi .

 


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