N. 1 - Anno IX - Gennaio - Febbraio 2004 Indice giornale

Cultura

ANTONIO CANOVA : UN MITO (1757-1822)

Uno dei più grandi artisti di tutti i tempi, in una mostra senza precedenti

 
Gianna Solmi

Le città di Bassano del Grappa e di Possagno dedicano al grande maestro la prima vera antologica che permetterà di mettere a fuoco tutte le diverse forme della sua attività e sarà un vero evento per gli amanti della storia dell'arte .

Canova già in vita fu ammirato ed osannato, corteggiato ed ambito dai potenti e dagli uomini di cultura di tutto il mondo.

Un itinerario ambientato nelle sale del Museo Civico di Bassano del Grappa per proseguire poi a Possagno, paese nativo dell'artista, tra le opere della Gipsoteca, tra i ricordi più intimi conservati nella sua casa, nella sacralità del grande tempio che volle e conserva le sue spoglie.

Mai nessun evento espositivo è riuscito a proporre un excursus, un viaggio così denso e completo nell'opera del grande artista veneto.

Quattrocento opere per mettere a fuoco la poliedrica produzione artistica e la ricca personalità del Canova.

Si potranno vedere marmi, terrecotte, dipinti, tempere, disegni, incisioni, carteggi.

La mostra aspira a mettere in evidenza gli aspetti della sua arte e le diverse fasi del suo lavoro.

Si prendono in esame il metodo di studio dell'opera, l'ispirazione, la ricerca della bellezza eterna ed universale ed i segreti della sua officina.

Vedremo duecento Gessi, trenta Marmi in mostra, capolavori noti ed ammirati da sempre, ognuno di essi erafrutto di anni di lavoroe di sudore e di genio creativo.

Tutte le opere hanno una storia, un racconto,dove un artista è alla ricerca della perfezione, un committente è in attesa e dove un'opera d'arte terminata dovrà spesso affrontare viaggi lunghi, avventurosi e pieni di rischi..

L'uomo Canova vive in un contesto storico nel quale i rapporti tra arte e politica sono molto intensi,dove si vivono continui sconvolgimenti della storia e la politica che diventa una questione ideologica per decine e decine di migliaia di persone anzi di "cittadini".

La storia è diventata d'interesse del popolo, pertanto l'artista si deve confrontare con una nuova committenza.

Napoleone dichiara nel 1797 Antonio Canova un "bene" protetto dell'Armata d'Italia.

Successivamente lo invita in Francia come soprintendente delle arti "collezionate" dall'Imperatore nel modo che tutti noi sappiamo.

Bisogna ricordare anche l'impegno civico del Canova, quando nel 1815 fu incaricato di trattare la restituzione, se non di tutte, almeno di una parte delle moltissime opere d'arte trafugate dall'Italia.

Canova creò opere simbolo di tutta un'epoca, oggi mi piace ricordarne una: "La Pace", con l'augurio che presto la nostra saggezza di uomini moderni la riproponga anche come simbolo dei nostri giorni .

La statua della  Pace venne commissionata dalla famiglia russa Rumianzev e portata a San Pietroburgo, oggi ritorna per la prima volta in Italia per essere esposta nelle sale del Museo Civico di Bassano del Grappa, è tra le opere più significative del grande artista, non solo per la qualità compositiva ma per la forte valenza simbolica che essa assunse all'epoca, e che tuttora conserva.

 

L'Idea organizza due visite a Bassano ed a Possagno , il 13 Marzo e il 3 Aprile

(per informazioni telefonare allo 051/777481,dalle ore 17.00 alle 19.00)

 


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