| N. 2 - Anno IX - Marzo - Aprile 2004 | Indice giornale |
Attualità |
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"FA' STRADA AI POVERI SENZA FARTI STRADA" |
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L'insegnamento di Don Milani |
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| Giovanni Dalmastri | |
Sabato 3 aprile alle ore 10 e 30 si è svolta a Rastignano l'intitolazione della biblioteca comunale a Don Lorenzo Milani e la nascita del centro di documentazione a Lui dedicato. Alcune tracce su ciò che è stato detto e proposto si possono trovare sul sito del tavolo per la pace di Pianoro www.pacepianoro.it <http://www.pacepianoro.it> . Insieme al comune di Pianoro col quale si è collaborato attivamente per la riuscita del progetto di creazione del centro si è cercato di invitare persone che avessero avuto modo di condividere con il " priore di Barbiana" momenti importanti di formazione e condivisione per mezzo dei quali portare a conoscenza di tutti il grande valore educativo di un uomo che ha creduto così tanto nelle persone che incontrava nella sua vita da rispettarle fino in fondo come esseri pensanti. Non si può riassumere il pensiero di Don Milani in poche righe, però chi quella mattina era presente e ha avuto modo di conoscere i suoi ex allievi, gli attuali raccoglitori di notizie riguardanti la vita e il mondo che ha girato intorno al suo nome (sono migliaia ancora oggi i visitatori di tutto il mondo che ogni anno raggiungono Barbiana nel Mugello fiorentino per informarsi), i gestori del centro documentale di Vicchio a lui dedicato, i missionari comboniani che in prima persona hanno appoggiato i lavori di ristrutturazione e rifacimento della struttura che negli anni ha patito la noncuranza di chi doveva negli anni interessarsi alla manutenzione di un luogo che non sarà mai di culto (Don Lorenzo non voleva eppure che il suo modello di scuola fosse "esportato" sebbene i frutti del suo lavoro fossero sotto gli occhi di tutti), ma di conoscenza; ecco, chi c'era ha potuto ascoltare grazie alle parole di questi suoi amici la chiarezza di idee e gli intenti semplici ma tremendamente efficaci di un uomo che ha lottato con tenacia e amore contro la sua stessa gente, una chiesa a volte sorda al grido dei poveri ma molto attenta alle parole dei ricchi, un po' è così anche adesso però si fa sempre in tempo a migliorare. La chiesa in cui ha creduto fino ad accettare per obbedienza il confino in un paese sperduto sulle colline toscane è stato il senso della sua vita, il motivo per il quale ha " fatto strada ai poveri senza farsi strada" e così l'ha insegnato ai suoi ragazzi. Ha insegnato loro a vivere istruendoli su tutto ciò che il mondo avrebbe loro riservato mettendoli in prima persona davanti alle loro responsabilità. Questo, secondo me, è amare il prossimo tuo come te stesso, è aprire gli occhi a chi ti sta accanto senza ingannarlo, proponendogli un cammino di ascolto, di dialogo, di libero pensiero perché il singolo pensiero possa arricchirsi dell'esperienza e della particolarità di ognuno (scrittura collettiva), perché finalmente dentro di noi possa nascere un concetto di giustizia e libertà che non sia più un concetto astratto da applicare, in alcuni casi di politica, legata ad interessi economici di pochi contro le esigenze vitali di troppi, ma l'esigenza sempre più forte e pressante di un popolo in cammino alla ricerca della pace e della verità che contraddistingue da sempre chi vive per gli altri e con gli altri e non solo per se stesso. Un invito a tutti per leggere, conoscere, non necessariamente condividere, ma comunque fermarsi a riflettere su ciò che il "priore di Barbiana" ci ha lasciato.