N. 2 - Anno IX - Marzo - Aprile 2004 Indice giornale

La Posta

Ancora sull'antenna


Quando seppi che stavano iniziando dei lavori per l'installazione di una antenna di telefonia mobile, era un giovedì, sentii una strana sensazione alla bocca dello stomaco, in pochi istanti realizzai che la mia ricerca di una abitazione lontana da fonti inquinanti di ogni genere, stava per esser vanificata da una stupida antenna.

Mi recai sul luogo e vidi che due ruspe ferme tra la neve erano pronte ad iniziare i lavori; lavori che davano la sensazione di esser abusivi:  sulla strada  non era presente ( e non lo è tutt'ora) alcun cartello che desse indicazioni di chi stesse eseguendo i lavori, per conto di chi e cosa stesse realizzando.

      Mi ricordai che la Regione Emilia Romagna aveva approvato una legge inerente le norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico (quindi il mio timore era fondato).

      Cercai tra le mie carte la copia del Bollettino Ufficiale ed al Capo III Art. 8 lessi: Gli impianti fissi di telefonia devono essere autorizzati ed il secondo capoverso : le autorizzazioni sono rilasciate dai Comuni ecc…

      Considerai la mia impossibilità di interferire  nelle scelte della Vodafone, e in quelle  del Comune.

Però pensai, che forse non ero il solo che avevo optato di vivere in questo villaggio per il microclima creato dalla abetaia nel quale è immerso e quindi decisi di coinvolgere altri.

Il sabato mattina uscii per un giro porta a porta tra gli abitanti per conoscere il loro parere e per raccogliere la  firma dai più sensibili.

       Non  incontrai  nessuno che non ascoltò con attenzione quanto andavo dicendo e tutti gli intervistati  firmarono il documento che inviai  al sindaco, la raccolta la interruppi dopo circa 50 firme per il fatto che nevicava con insistenza, e  quindi non tutti  furono coinvolti in questa prima fase. Nel  documento si invitava il sindaco ad indire una assemblea pubblica con questo problema all'ordine del giorno. Contemporaneamente ,con l'aiuto della signorina Montarulo, abbiamo dato copia della lettera  a tutti gli abitanti del villaggio.

 A casa mia è stato un susseguirsi di telefonate, tanti hanno chiamato per avere notizie più precise e tanti hanno dato la loro disponibilità ad un qualsiasi impegno, ho avuto adesioni di persone che non si qualificavano dal punto di vista professionale, ma ho avuto adesioni di avvocati e medici che si dichiaravano disponibili a mettere in campo la loro professionalità per l'interesse comune .

La risposta del Comune è stato un incontro con il  vice sindaco, e nell'occasione è stato confortante scoprire l'identità di vedute con i nostri amministratori; infatti abbiamo avuto la possibilità di esprimere non solo i nostri timori ma abbiamo anche potuto indicare quelle che pensavamo fossero le soluzioni migliori, abbiamo suggerito di fare posizionare le antenne  nel cimitero di Pianoro  e abbiamo richiesto che comunque la distanza minima fosse al di sopra dei 150 metri tra la prima casa a l'antenna.

Come era stato fatto in occasione della raccolta delle firme, abbiamo distribuito a tutti il resoconto della riunione avuta con il vicesindaco, e copia della lettera inviata alla Polizia Municipale, all'ufficio Tecnico del Comune di Pianoro, ai Carabinieri ed all'Arpa.

Questo argomento, è stato oggetto di una riunione di Giunta ed inserito nell'O.D.G. del consiglio comunale, consiglio comunale che ha visto gli abitanti del villaggio testimoni silenziosi di una serie di decisioni che li ha rassicurati..

Durante il consiglio comunale, abbiamo assistito alla votazione per la decisione di variare la distanza minima tra antenna e abitazioni e tra antenne: nel primo caso la distanza è stata raddoppiata e nel secondo  la distanza tra antenne  è stata portata a  500 metri ,inoltre  il comune ha disposto che gli impianti di antenne fisse per la telefonia nella zona di Pianoro Vecchio dovranno esser ubicati nelle aree cimiteriali.

 Gli interventi di tutte le forze politiche sono stati concordi su questa linea, un assessore ha inoltre indicato che una diversa soluzione  al problema c'è, peccato che  non sia presa in considerazione per il costo.

Penso di potere affermare che la situazione si sta evolvendo come speravamo tutti. Salvo ripensamenti o cavilli burocratici che sta a noi cittadini impedire che si verifichino.                             

Paolo Scheggi

 


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