N. 3 - Anno IX - Maggio - Giugno 2004 Indice giornale

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IL FANTASTICO TRIO

 
Stefano Galli

Da alcuni mesi nell'interrato del centro sociale Primo Maggio è attiva una sala insonorizzata dove si allenano la banda della proloco pianorese ed alcuni gruppi musicali che ne hanno prenotato le serate.  Il Comune di Pianoro mette a disposizione il locale, la batteria, le casse e gli impianti di amplificazione.  Il lavoro di insonorizzazione è ottimo; infatti passando da via Resistenza durante le prove dei gruppi si ha come l'impressione di sentire una radiolina accesa, mentre in sala sembra di essere sul palco durante l'esecuzione di un gruppo rock.  Ma veniamo a noi: un martedì pomeriggio incuriosito dalla suddetta "radiolina" scendo lo scivolo sotto la sala Arcipelago per incontrare Il Fantastico Trio.  Con questo nome tre amici si ritrovano tutti i martedì dalle 18 alle 20 per suonare.  L'atmosfera è carica, ma rilassante ed un po' strana, ha un sapore misto fra una allegra rimpatriata per concludere una giornata di stressante lavoro e la serietà di un complesso musicale.  I brani eseguiti spaziano da grandi firme del rock a pezzi scritti da loro oppure improvvisazioni di accordi lanciati dalla chitarra e seguiti dagli altri strumenti.  Faccio un timido tentativo di intervista subito soffocato dagli strumenti: questi ragazzi sono qui per suonare e lo fanno veramente bene.  In un certo senso sono gli strumenti che parlano per loro e così conosco il basso dal suono profondo e penetrante che sembra emanare onde quasi visibili che Emanuele (Agua) segue con movimenti sinuosi del corpo.  Dal fondo della sala prorompono l'irruenza della batteria e di Andrea impossibile da frenare, da placare.  Su tutti veglia sornione Enrico che con il carisma della sua chitarra elettrica fa emergere al meglio le sue qualità di leader vocale e cambiando completamente espressione durante le esecuzioni diventa professionale e serio lasciando da parte la naturale e spensierata allegria che lo contraddistingue.


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