| N. 4 - Anno IX - Luglio - Agosto 2004 | Indice giornale |
Attualità |
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IL COLORE DELLA LIBERTÀ. |
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| Giovanni Dalmastri | |
Si può immaginare una convivenza diversa tra persone che si incontrano per la prima volta, adulte.
Si può osservare la curiosità, la fantasia, il gioco l'incontro, lo scontro, il saluto tra bambini arabi e italiani. Si può fondere in un sentimento comune l'impegno, la forza, il coraggio, un po' di sana incoscienza, gli sbagli, il rispetto nelle diversità e ottenere un insieme di emozioni che si chiamano VITA. SI Può credere in radici comuni saldamente ancorate al terreno che chiedono pace.
La nostra radice richiama le nostre certezze, i nostri ideali, quei valori sociali e culturali che hanno fatto la nostra storia. Il termine nostro indica un possesso, un'appartenenza, ma se riusciamo a staccarci un poco da quelle che sono le nostre vie obbligate, le nostre visioni a senso unico, riusciamo a fare spazio alla novità, al crescere insieme, al linguaggio non verbale, alla musica che partendo dal suono del silenzio ci fa conoscere la voce dell'armonia. E' su questa espansione sonora (che non è mai viziata da confini umani ma si contamina di percorsi musicali sempre diversi) che abbiamo vissuto una grande esperienza a livello emozionale e fortemente umano. Per circa dieci giorni un gruppo di 6 bambini palestinesi di un campo profughi in Libano più due accompagnatrici
e 10 bambini italiani con diversi volontari del tavolo per la pace di Pianoro hanno trascorso giorno e notte momenti di conoscenza diretta e condivisione di attività rivolte a uno scambio culturale di pace. Abbiamo cercato di sognare insieme un'altra realtà sapendo comunque che tutto avrebbe avuto in inizio e una fine come era giusto che fosse. Quando si cerca di raccontare il senso di un'esperienza, per un adulto è a volte difficile rendere partecipe nella lettura dei propri scritti colui che li leggerà dopo. Per questo cercherò di segnare alcuni momenti forti di questi giorni con le parole stesse dei bambini.
Ho sempre creduto che la voce dei bambini non sia la voce della verità, ma il frutto del loro pensiero, sia come il colore della libertà.
Vorrei che per questa volta i loro sogni fossero anche i nostri.
NO: non mi piace che i palestinesi sono andati via… on mi piace chi russa…non mi è piaciuto non riuscire a comunicare… non mi è piaciuto che non abbiamo finito una storia dell'orrore… non mi è piaciuto che non potevamo andare sotto gli spruzzini… non mi piace che siano andati via prima del previsto due di noi … non potevamo fare le cinque di mattina… non voglio tornare in Libano… non mi è piaciuto che non sia potuta venire mia sorella perché troppo piccola… non mi è piaciuto che mi tirassero i capelli… non mi è piaciuto che i bambini palestinesi siano arrivati più tardi del previsto…
RESTARE AMICI: .farsi favori… entrare in contatto profondo… rimanere in contatto… accettarsi diversi…non allontanarsi… avere fiducia… abbracciarsi… volersi bene… darsi sostegno… ascoltarsi… capirsi… andare d'accordo… non dimenticarsi mai… non sentirsi soli… sognare insieme… tenersi per mano… capire la tristezza… riappacificarsi perdonandosi… dove sei… vorrei rimanere con te sempre… non offendersi a vicenda…
Non darsi per vinti… sorridersi… accogliere nuove abitudini un po' particolari… riconoscere lo sguardo dell'altro.
MI PIACEREBBE: mi piacerebbe andare a trovare i bambini palestinesi nel loro paese… mi piacerebbe restare 8 giorni come gli altri… che alla fine della settimana riuscissi a parlare con i bimbi palestinesi… avere il mio cane… che alla fine del campo loro non si dimenticassero di noi… che i palestinesi abitassero nelle loro case in pace… divertirmi e imparare cose nuove da culture diverse dalla mia… rimanere insieme a voi.
HO PAURA: di non riuscire a capirli e che anche loro non mi capiscano… che come mi succede a casa non riesca ad addormentarmi… di non riuscire a socializzare bene con ogni bambino… di non fare bella figura… mancanza di mamma e brutti sogni… io non ho paura
COSTRUIRE LA PACE: non vogliamo più la guerra del mondo… fare amicizia… lavorare insieme… conoscersi e rispettarsi… la pace è un segno d'amore e felicità… se vedo tanti colori assieme, se vedo persone o bambini che si tengono per mano, se vedo alcune nuvole libere di viaggiare nel cielo, se vedo i raggi del sole che mi scaldano il cuore, penso alla pace.
Come portavoce del tavolo per la pace di Pianoro vorrei ricordare ringraziandoli , tutti coloro ( e sono veramente tanti: singole persone di ogni età, enti, associazioni, professionisti) che col loro aiuto gratuito hanno dato la possibilità a questi bambini di pitturare un frammento della loro vita coi colori della libertà lasciando nel cuore di ognuno di noi un augurio di pace .Grazie davvero, di cuore.