| N. 4 - Anno IX - Luglio - Agosto 2004 | Indice giornale |
Notizie |
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Il fabbro del Botteghino |
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| Paolo Brighenti | |
Che quella del ferro sia una vera e propria cultura ne sono sicuramente convinti gli allievi di Luciano Cuzzani il " fabbro del Botteghino" che, con una serie di incontri, ha cercato di trasmettere loro i mille segreti appresi in sessant'anni di un'attivitā che rischia di scomparire. Per Silvia, Juri, Emanuele, " i due Fabio", Attilio, Alberto e Celso Calesini, che ha curato l'organizzazione del "mini-corso", l'incontro con Luciano č stata un'esperienza che non verrā facilmente dimenticata. Oltre ad apprendere diverse nozioni della difficile tecnica della lavorazione del ferro, gli "aspiranti fabbri" sono stati in grado di costruire alcuni attrezzi (coltelli, mensole, portaritratti ecc.) che hanno con orgoglio mostrato nella cena di fine corso. Tuttavia l'incontro con questo artigiano, classe 1928, č stato per tutti anche una opportunitā per entrare nella vita del "maestro" che non ha risparmiato di mescolare la tecnica con la storia della famiglia Cuzzani che ha avuto un importante ruolo nella "storia minore" della comunitā del Botteghino di Zocca. Comincia con il padre Augusto, all'inizio della scorso secolo, una professione che vedeva l'attivitā di maniscalco ed arrotino legata soprattutto all'agricoltura. Alla fine dagli orrori della guerra, che Luciano Cuzzani ricorda ancora con angoscia e tristezza, il lavoro tende a cambiare per rispondere alle necessitā dell'edilizia ( porte, inferriate, cancelli ) senza ovviamente dimenticare che, in una "societā standardizzata" c'č ancora chi preferisce i "pezzi unici" in ferro battuto. Visto il successo dell'iniziativa, non si esclude che in futuro non si possa realizzare un corso vero e proprio ovviamente con "il fabbro del Botteghino" nella parte del docente.