| N. 4 - Anno IX - Luglio - Agosto 2004 | Indice giornale |
La Posta |
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Le difficoltà della scuola a Pianoro |
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Cosa aspettarci dal prossimo anno scolastico?
La situazione pianorese, non sembra avere delle ottime prospettive, infatti sia materne che elementari sono colpiti direttamente dall'asse Moratti-Tremonti e la scuola pubblica offre meno servizi e chiede sempre più soldi alle famiglie.
Meno Servizi
A Pianoro Nuovo esistono due scuole materne. La prima, "Nonna Orsa", in via Grillini, la seconda nella nuova zona abitativa del Gualando in via Fantini, sono entrambe coperte dai servizi comunali, tutte le aule sono attrezzate e, nel caso di via Fantini, gli arredi sono nuovi in quanto la scuola è stata inaugurata due anni fa proprio in previsione di un incremento della popolazione scolastica.
A chiusura delle iscrizioni risultavano iscritti 77 nuovi allievi di cui 68 residenti e 9 non residenti.
Risultato che solo 37 bambini potevano essere sicuri di accedere alla scuola materna.
L'Istituto Comprensivo di Pianoro si è attivato subito per ottenere dal Centro Servizi Amministrativo (ex Provveditorato) le insegnati mancanti per creare le nuove classi e coprire tutte le richieste d'iscrizione, ma grazie ai tagli che continuamente i governi con le finanziarie operano nel settore scuola questa richiesta è rimasta tuttora inevasa.
Per ottenere gli insegnati non c'è stata sola la richiesta da parte degli enti competenti, ma anche i genitori dei bambini in lista d'attesa si sono attivati in stretta collaborazione col Comitato.
Si è realizzata una raccolta di firme a sostegno della richiesta di insegnanti e 1154 cittadini hanno aderito all'iniziativa.
Questo sta accadendo perché il MIUR ha stabilito l'organico di diritto della scuola dell'infanzia (ex materna) per la regione Emilia Romagna limitandosi a confermare gli attuali 841 posti, integrandoli successivamente di ulteriori 20 per un totale di 861 a fronte di 1056 richiesti.
La legge stabilisce che la scuola dell'infanzia (ex materna) non è scuola dell'obbligo.
Ma negli Istituti Comprensivi la scuola dell'infanzia è il primo gradino di un percorso formativo che porta i bambini verso le elementari con progetti di continuità, per questo non riteniamo che una soluzione alternativa possa essere accettata, si correrebbe il rischio di dare un'istruzione non coerente con i progetti della scuola statale.
Tutti i bambini hanno diritto ad accedere all'istruzione, è un diritto di tutti i cittadini anche se in questo caso minorenni.
Se nell'estate prossima non ci saranno ripensamenti Pianoro si ritroverà nella situazione assurda di avere due aule vuote e una lunga lista d'attesa, solo perché la finanziaria ha decretato tagli di spesa nella scuola.
Elementari
La riforma, anche se per il Tempo Pieno si è riusciti a fermarla per un anno, sta passando strisciando sottobanco.
I nuovi libri di testo sono il grimaldello.
Anche se a livello sindacale, di Regioni (ricordiamo che la Regione Emilia Romagna ha fatto ricorso su ben 8 articoli del Decreto Attuativo), di Consigli d'Istituto che hanno presentato mozioni su come sono state gestite le iscrizioni da parte del Ministero, di Collegi dei Docenti che hanno deliberato contro i nuovi testi, il Ministero è andato avanti lo stesso.
La scuola si sta impoverendo sia di valori sia di finanziamenti statali.
Nel corso di tre anni i finanziamenti per dotazioni ordinarie didattiche, voci importanti nel capitolo spese, sono diminuite notevolmente (2002 Euro 10493, 2003 Euro 8300, 2004 Euro 5340).
Questi finanziamenti servono alla scuola per acquistare i materiali per lavorare (registri insegnanti, gessi, ect, ect), ma diminuendo costringono gli Istituti a chiedere "contributi volontari" alle famiglie.
Lo scorso anno per la prima volta l'Istituto Comprensivo di Pianoro chiese questo contributo di 12 Euro comprensivo della quota assicurativa ( per le uscite dei nostri figli), cifra che quest'anno vedremo aumentata a 16 Euro.
Piccole somme, che nel corso dell'anno crescono (cassa di classe, quaderni, matite, colori, fotocopie, e altri accessori) costi che però cominciano a pesare sui redditi delle famiglie, per una scuola che comincia ad avere sempre meno di pubblico e sempre più di privato.
Per il Comitato dei Genitori "Il Quadernone"
Paolo Corazza