| N. 5 - Anno IX - Settembre - Ottobre 2004 | Indice giornale |
Il Personaggio |
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PAROLE PENSATE E PENSIERI SCRITTI |
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Gianna Solmi |
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La vita senza l'arte non ci basta, e la poesia è una delle nove muse dai tempi degli antichi greci.
La poesia è arte, arte della versificazione: si dovrebbero leggere versi scritti da autori contemporanei e non solamente quelli antichi o del passato.
I poeti contemporanei possono far godere, a noi tutti, emozioni che spesso cerchiamo nella pittura, nella scultura , nella musica e nel teatro.
La poesia aiuta a vivere l'esistenza con intensità caricandola di significati ed oggi sappiamo tutti che abbiamo bisogno di spiritualità, forse ancora di più del pane.
Questo articolo vuole omaggiare un nostro concittadino , il poeta Giovanni Bollini che lo scorso 31 luglio con il suo primo testo teatrale , "Apotropaica" ha vinto la quarta edizione del premio di drammaturgia "G.Ghepardi".
Oltre duecento partecipanti hanno aspirato al premio, patrocinato dall'Università di Bologna, dall'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna, dalla Provincia e dal Comune di Granaglione.
G: Bollini, intervistato racconta: " Il testo di Apotropaica prende le mosse dal 1999 e trova la sua conclusione nel 2002, quasi terminato il decennio delle guerre jugoslave, appena al di là del nostro mare. Memore dei pericoli lontanamente attraversati anche dal nostro Paese negli anni Novanta, con le minacce di frantumazione dello Stato da parte di alcuni movimenti politici, ho pensato a un testo che collegasse i due temi di cui sopra e che fosse immediatamente comunicabile, rappresentabile. Quale migliore linguaggio del teatro? Così ho seguito quella direzione, per quanto fosse del tutto nuova per me. Dalla mia avevo circa dieci anni di performance poetiche, di letture pubbliche e radiofoniche, ma si trattava di altro e del resto avevo intenzione di coinvolgere la capacità recitativa di un'attrice, non solo quella che avrei potuto eventualmente scoprire in me.
Il nucleo del testo è così nato da alcune liriche in tema tratte dal mio secondo libro di poesia, Diversi tempi, che ho inframmezzato, seguendo un filo conduttore narrativo, con testi in prosa e monologhi. La trama di Apotropaica non si è dunque sviluppata lucidamente, a tavolino, ma ha preso forma attraverso alcuni momenti ispirativi "visionari" prestati dalla poesia e da lì si è sparsa come a macchia d'olio, tanto che i diversi nuclei narrativi si fondessero. Ecco allora la vicenda fantastorica (nel senso di un passato storico rimaneggiato dalla fantasia) di un'Italia turbata da impeti secessionistici, mentre il calderone jugoslavo riesplode a causa di fondamentalismi islamici seguiti ai drammi dell'11 settembre 2001.
Non è tutto. Il canovaccio delle vicende pubbliche s' intreccia con i monologhi di una ragazza di Sarajevo e la vicenda privato-amorosa di una coppia emiliana, che assiste alla deflagrazione di un conflitto civile: qui intendevo trovare spazio ad un punto di vista interno alle vicende, ma anche alla possibilità di un linguaggio poetico del testo teatrale.
Essendomi sempre interessato alla multimedialità dell'espressione artistica (spesso ho fatto commentare le mie letture da immagini, musica, performance mimica: nel 1997 sono stato busker a Ferrara invitato per la sezione poesia), dal 2000, parallelamente all'elaborazione del testo, ho curato la lavorazione di un video che avrebbe dovuto commentare la rappresentazione di Apotropaica. Ho percorso l'Appennino tosco-emiliano, la pianura e il Delta del Po girando immagini in locations che ho sempre considerato particolarmente suggestive come impatto visivo, come qualità della loro luce. Poi dall'ottobre del 2001 ho cominciato la fase di collaborazione con Stefano Massari, poeta e regista video, per il montaggio del materiale grezzo, la sua sincronia con i momenti recitativi e la selezione dei commenti musicali laddove li si riteneva necessari. Ne è uscito un lavoro quasi novanta minuti che copre tutta la rappresentazione e che ha portato a numerose impressioni di entusiasmo da parte degli spettatori.
Il titolo del testo nasce proprio, fatto che considero non secondario, in seguito all'11 settembre. Il giorno dopo, il 12, ascoltavo il programma della radio Rai dell'ottimo giornalista Umberto Broccoli, che parlando a braccio, in un palinsesto di trasmissioni ancora sconvolto dagli eventi, pronunciava parole calde di raccoglimento, di riflessione, di consolazione, e tra queste proprio apotropaica, nel suo senso antico assegnato a oggetti, riti e cerimonie, inteso come allontanamento degli influssi negativi. Un senso che conserviamo negli stessi riti della civiltà cattolica (l'aspersione) e che sia il teatro greco che quello romano praticavano, nella rappresentazione ammonitoria e didascalica del mito. Il mito è stato da qualcuno definito "ciò che avviene una volta sola": quindi allora, in relazione a uno spirito apotropaico del testo teatrale, anche "ciò che potrebbe avvenire se…" o "ciò che avvenne dopo che…". Il sottinteso allude ovviamente a un comportamento negativo, conflittuale, violento da parte degli uomini, dell'umanità."
Giovanni è un uomo colto ed artista a tutti gli effetti, sicuramente nutrito anche dall'eredità che fluisce dalla sua famiglia, ricca di creativi e d'artisti riconosciuti dalla stampa ufficiale. (voglio ricordare il nonno paterno Angiolino Fabbri,lo zio Giancarlo e la mamma Emanuela).
I versi ed i brani scritti da G.Bollini possano soddisfare anche le intelligenze più attente all'arte della poesia
Le sue parole suggeriscono una forte "ansia vitale", una profonda sensualità.
Ansia vitale intesa come desiderio, impazienza e voglia di vivere, di afferrare tutte le emozioni.
Si possono vedere nelle immagini che sa evocare, solchi profondi che trasudano turbamento o commozione.
La poetica del quotidiano appare straordinaria, lontana da una routine che svuota le cose del proprio senso.
La quotidianità di Bollini coincide anche con un evocativo sguardo sulla natura che non è solamente una visione intellettuale, ma è partecipazione e fusione.
Leggendo le poesie ed i testi di Giovanni si è stimolati da impulsi continui, un bombardamento d'immagini a colori.
Esprime con virtù un meccanismo mentale del tutto personale, raggiungendo in alcuni casi un'autentica universalità e genialità di pensiero.
I complimenti più veri a questo giovane uomo, con l'augurio di poter continuare in un vicinofuturo a godere delle sue nuove parole pensate e dei suoi nuovi pensieri scritti.