| N. 5 - Anno IX - Settembre - Ottobre 2004 | Indice giornale |
Copertina |
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Diario di un pianorese in Terra Santa |
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Stefano Galli |
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A cadenze regolari di quattro o cinque anni (situazioni internazionali permettendo) Don Paolo parroco di Santa Maria Assunta di Pianoro organizza un pellegrinaggio nei luoghi dove Gesù ha trascorso la sua vita terrena. Un viaggio di fede, di storia; un viaggio dove si toccano con mano alcuni dei maggiori problemi del mondo contemporaneo. Tanto per cominciare vorrei puntualizzare la relativa sicurezza di questo pellegrinaggio in quanto i maggiori (o forse gli unici) punti di scontro sono al di fuori dell'itinerario dei luoghi sacri al cristianesimo. Inoltre l'agenzia organizzatrice Frate Sole aveva in anticipo prenotato tutto da Bologna: alloggiamenti, trasferimenti in pullman privato, pranzi e cene. Don Giuseppe Ferretti parroco di Grizzana Morandi è stato la nostra guida ed ha illustrato nel migliore dei modi il significato dei luoghi che abbiamo visitato inquadrandoli da un punto di vista storico, culturale e spirituale. In Terra Santa tutto è permeato di simbologie e la sensazione che si prova a girare per le strade di Gerusalemme è di essere nel famoso ombelico del mondo, al centro di tutto. Il viaggio è stato ricco di mete a partire dalla visione in autobus del tratto costiero che da Tel Aviv ci ha condotti al monte Carmelo svelandoci ambienti decisamente verdi e mediterranei con numerose vasche forse adibite alla itticoltura. Abbiamo lasciato il verde nord attraversando il lago di Tiberiade in battello per seguire il fiume Giordano che ci ha fatto sprofondare nel sud desertico lungo le coste del mar Morto, l'enorme lago salato che con le sue esplosioni di colori pastello ti obbliga a non staccare l'attenzione dal finestrino. Il monte Sinai in pieno Egitto con lo splendido monastero ortodosso di Santa Caterina ed il silenzio del tramonto in pieno deserto pietroso emanano un fascino in chi li visita; quando ci si ripensa non si ha la sensazione di un ricordo, ma di qualcosa che ha penetrato il nostro cuore. E ancora Betlemme, Nazareth, Cafarnao, Cana, tutti luoghi che da sempre si conoscono, si sentono nominare, danno la sensazione di qualcosa di famigliare. Ma da ogni parte di questo paese emozioni forti giungono a chi lo attraversa. Gerico: città ghetto palestinese circondata dall'esercito israeliano dove vieni controllato per entrare ed uscire e pensi più ad una prigione che ad una città. Particolare la scena sul Giordano dove abbiamo assistito al bagno battesimale collettivo di un gruppo di ortodossi russi apprendendo che ogni ortodosso russo almeno una volta nella vita deve fare il bagno nel Giordano indossando una tunica bianca che sarà poi quella che indosserà nella bara alla sua morte. Abbiamo visto la grotta dove è nato Gesù tutta ricoperta di marmi colorati, arazzi ed incensiere secondo lo stile ortodosso. Alla Natività di Betlemme ho parlato con il francescano che ha mediato fra l'esercito ebraico ed i guerriglieri palestinesi lo scorso anno durante i giorni tristemente famosi dell'assedio della chiesa. Gli ho chiesto come i è conclusa la vicenda e mi ha risposto che l'esercito israeliano aveva concesso la libertà ad alcuni guerriglieri che hanno lasciato la Terra Santa per non farvi più ritorno, mentre gli altri che sono tornati alle loro famiglie ed i feriti che avevano bisogno di cure sono stati tutti arrestati ed imprigionati. L'intensità dei negozi arabi coloratissimi e ricchi di oggetti religiosi e tessuti variopinti si mescola al fascino austero dei preti ortodossi seminascosti dai loro lunghi abiti e dalle folte barbe. Cupi e bui alcuni luoghi di culto ortodossi, pieni di incensieri e candelabri appesi che rendono l'aria densa di fumi, odori e luci ondulanti come nella tomba di Maria dove canti di copti ed armeni rendono ulteriormente mistica l'atmosfera. Altri luoghi ortodossi sfarzosi e ricchi di iconografie stupende si contrappongono alla relativa austerità delle chiese di tradizione francescana latina. I francescani in Palestina sono una potenza, tutto si svolge sotto la Custodia Francescana, lo dimostrano il fatto che numerosi cartelli nei luoghi di culto sono in italiano e molti frati sanno la nostra lingua anche se sono palestinesi. Infine il mondo ebraico con il suo enorme mausoleo a ricordo dell'Olocausto, le parole scambiate con alcuni militari (quanti militari e quante donne soldato), i ragazzi fra i quali ci siamo mescolati una sera durante un concerto pubblico in una strada chiusa al traffico e piena di pub dove tutti parlano inglese dando la sensazione di essere in una capitale europea. Caccioati dall'impero romano nel primo secolo gli ebrei pur mantenendo in qualche modo lingua e tradizioni si sono dispersi per l'Europa ed il nord Africa ed il loro attuale aspetto è tipicamente europeo, si pensi che molti hanno lasciato il nostro continente da poco e soprattutto i ragazzi sembrano sapere meglio l'inglese dell'ebraico. Al muro del pianto abbiamo partecipato alla preghiera collettiva del venerdì che ha contribuito ad aumentare la sensazione di partecipare ad uno strano gioco magico nel quale ogni volta che giri lo sguardo vedi gente vestita diversamente da quella vista fino a quel momento, che parla un'altra lingua e si comporta in un altro modo ed ognuna di queste piccole realtà è profondamente diversa da ciò che noi italiani consideriamo "normale". Le sicurezze del nostro modo di vita svaniscono mescolandosi paurosamente con quelle di altre civiltà. Sono partito per la Terra Santa facendo uno sforzo mentale: mi sono imposto di non giudicare quello che avrei visto, ma la mia mente ha partorito in continuazione opinioni critiche su tutto ciò che ho visitato. Infine il complesso del Santo Sepolcro, sintesi della Terra Santa e forse della terra stessa. Il conflitto arabo-ebraico è il più evidente, ma non è l'unico: le divisioni fra le Chiese Cristiane ortodosse siriane, armene, greche, copte e cattoliche sono notevoli. La nostra guida ci informa su scontri non solo verbali soprattutto fra greci e latini con rispettivo incendio di chiese considerate sacre da entrambi. Le liti all'interno del complesso del Santo Sepolcro per il possesso di alcune sue aree sono tuttora in mano ad avvocati. Pensare che le differenze religiose fra noi ed i greci sono più di forma che di sostanza e pensare di adorare un Dio che ha dato prova di non interessarsi alla proprietà e di odiare le ricchezze litigando per vie legali sul possesso della sua tomba sembra tanto paradossale da risultare quasi ironico. Pensavo che andando a Gerusalemme avrei in qualche modo "incontrato Dio" invece la sensazione predominante è quella di aver "incontrato l'uomo" con tutte le sue contraddizioni ed i suoi egoismi. Passeggiando per le vie del centro sono entrato in quel che resta del palazzo che fu di Davide e di Erode per assistere alle prove di un complesso Gospel americano che avrebbe cantato la sera successiva. Mi ha colpito particolarmente l'intensità e l'espressione del volto del cantante mentre urlava Jerusalem, Jerusalem. In quel momento ho pensato che Gerusalemme si potrebbe paragonare ad una donna bellissima, che tutti amano alla follia perché così bella che non si può fare altrimenti e per questo stesso motivo l'animo umano fa sì che ognuno la voglia per sé. E cosa fa un amante quando l'amore per la sua amata è forte, ma così forte da non poter sopportare il fatto di vederla con un altro? Uccide? Forse sì. Forse è questo che Gerusalemme ci insegna oggi: la città rappresenta molto bene il mondo con le sue infinite bellezze ed i suoi infiniti odi e se non riusciremo a mettere da parte un po' del nostro orgoglio, del nostro essere possessivi, della nostra assurda convinzione di sapere in ogni momento quale è la giusta cosa da fare non arriveremo mai a nulla e le differenti culture umane saranno destinate a combattersi ogni volta che verranno in contatto diretto, senza esclusione di colpi.