| N. 5 - Anno IX - Settembre - Ottobre 2004 | Indice giornale |
Cultura |
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"Fra Passato e Passato Prossimo" |
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Romano Colombazzi |
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Scriveva un nostro antenato: "Da porta Saragozza a porta S. Stefano le mura di Bologna guardano, vicino vicino, il grande arco delle colline che si avanza nella pianura e forma quella specie di promontorio o di capo ondulato su cui si stende il fitto delle torri e della case di Bologna. La località parve bella fino ai lontani Galli, ai lontanissimi Etruschi e ai loro predecessori Umbri. Forse tra le tante strane etimologie tentate sul nome di Felsina, che in seguito alla invasione Gallica viene tradotta in Bononia, Bolonia, Bologna, in dialetto Bùlàgna, si andrebbe più verso il vero se i linguisti ricercassero il significato etimologico di bél sito e cioè Beau-lieu."
Da "Montagne e Vallate del Bolognese" del Cav. Rubbiani Alfonso, riporto, per memoria di tutti noi, la descrizione dell'itinerario della gita da Bologna a S.Ruffillo nel 1880 (Chilometri 3,5). "Per formarsi un'idea della collina bolognese, il forestiero può uscire da porta S. Stefano, fino al ponte di Savena a S.Ruffillo. Uscendo da Porta S.Stefano, i cui propilei di stile greco sono disegno dell'Antolini, si batte l'antica strada, ora larghissima, che sale fino al valico della Futa. Le ville si succedono alle ville, sui colli che fiancheggiano a mano destra. Rigogliosa la vegetazione lungo tutte codeste propaggini collinesche del contrafforte che separa i bacini del Reno-Setta da quello del Savena. A un chilometro, è Belpoggio, villa del Principe Alfonso Hercolani, grandiosa mole così ridotta nel 1786 da Filippo Hercolani, con disegno di Carlo Bianconi, ed ora restaurata. Alla fine del 1400 Belpoggio era un forte maniero di Giovanni II° Bentivoglio. Vi si entrava per un cortile cinto da alte mura merlate come un castello. Nel cortile era un giardino ed una fonte saliente.. Sabadino degli Arienti ha costruito il poggiolo amenissimo del piano superiore, sorretto da 36 colonne di marmo rosso, da dove madonna Ginevra Sforza, bella e fiera, con numerosa compagnia di dame, piacevasi a guardare < li fructiferi monti, il piano e tutta la citade>. Nei cortili interni dell'attuale palazzo sono oggi visibili le tracce di questi loggiati. Considerevole anche l'avanzo di una torre che Giovanni II° fece costruire nel 1494 a maggiore sicurezza. Belpoggio fu poi dei Manzolini, poi degli Azzolini, dei pepoli; infine, per eredità, degli Hercolani. La strada detta Siepe Lunga, che sale poco prima dei cancelli di Villa Hercolani, biforcandosi a destra scende in un ruscello detto Bocca di Rio, noto per alcune profonde grotte nell'arenaria del monte, che furono cave di materiale; a sinistra sale alle pittoresche cave del gesso di Monte Donato, e girando Monte Grifone quasi alla cima, porta a Barbiano, S. Vittore e cala a Porta Castiglione. poco oltre sono le Ville Mazzacorati. La prima, moderna, sul colle; la seconda presso la strada, di forme classiche, fu già Villa Aldrovandi. Il nome di Camaldoli le derivò da un antico eremo, le cui capanne sorgevano tra il folto della collina a destra di detto palazzo.
Proseguendo, si trova una vecchia croce, che indicava la salita all'eremo. L'eremo fu eretto nel 1179 in un bosco detto silva de burellis e durò fino al secolo XVI. Non ne restano tracce.
A questo punto, anche sulla sinistra, di lontano cominciano a sorgere le colline. Ai loro piedi scorre il Savena; la valle comincia. La strada, che devia a sinistra quasi di contro a Villa Camaldoli, traghetta a guado il Savena e, per la località detta Ponte Buco, sale alla Croara e Miserazzano. Poco prima di una località detta Tre Streghe o Tre Regine è il Regio Osservatorio Bacologico e la strada che devia a destra porta a M.° Donato. Si arriva, infine, a S.Ruffillo. L'abitato rimane inerpicato sul colle a destra: dicevasi il "borgo degli asini", perché gli abitanti, esercitando quasi tutti il mestiere di cavare e asportare gesso dalle vicine cave di M.° Donato e M.° Miserazzano, mantengono molti somari. Il monte alto a tre dossi, che si intravede in fondo alla valle, è M° Adone. A 100 metri da S.Ruffillo, si valica il Savena sopra un grandioso ponte a platea e stramazzo, ricostruito nel secolo XIII° ma di cui i piloni serbano le tracce di costruzione più antica, forse romana. A monte del ponte è la chiusa, gittata in Savena nel 1177 dal Comune e rinnovata nel 1224, per condurne a Bologna le acque per le filande di seta e per le tinture colore granato.
(Prosegue nel prossimo numero).