| N. 5 - Anno IX - Settembre - Ottobre 2004 | Indice giornale |
Rubriche |
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Attività commerciali che si sono tramandate nella storia pianorese |
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| Giorgio Rocchi | |
Inizia da questo numero un viaggio tra le attività commerciali che si sono tramandate nella storia pianorese.
Ancora oggi, infatti, vi sono molte attività commerciali attive sul territorio che hanno origini lontane, alcune di queste addirittura sì perdono a ritroso nel tempo. In queste pagine ripercorreremo la loro storia, che per molti aspetti si accompagna con quella di tutta la comunità pianorese che specie nell'immediato dopoguerra, ha visto momenti di grande immigrazione accompagnati dalla ricostruzione di Pianoro Vecchio, completamente rasa al suolo dai bombardamenti, e la nascita di Pianoro Nuovo.
Naturalmente in quegl'anni ricchi di speranze di pace e di un futuro migliore, l'entusiasmo aiutava i più audaci a lanciarsi in qualsiasi attività, ma c'erano Famiglie di vecchi pianoresi che avevano già un'antica tradizione commerciale come la Famiglia Scandellari, da cui iniziamo il nostro viaggio.
Dagli anni '20 agli anni '40 Ugo Scandellari, allora fabbro di Pian di Macina, diventa titolare di una rivendita di tabaccheria che si affacciava sulla piazzetta, è l'inizio di una lunga attività purtroppo interrotta come tutte, dai bombardamenti e dalla distruzione dell'intera Valle del Savena, ma subito dopo con la ricostruzione e la nascita di Pianoro Nuovo, Ugo ed Angiolino Scandellari decidono di lasciare la piazzetta di Pian di Macina per trasferirsi nel nuovo Capoluogo in costruzione e nell'attesa della nuova piazza su cui verranno aperte diverse botteghe, l'attività riparte " in baracca ", i primi precari alloggi degli sfollati.
Negli anni '50 finalmente " La Pietra "!
Sulla nuovissima ed imponente piazza dei Martiri, sotto ad una delle prime case costruite,
viene aperto quello che oggi probabilmente si definirebbe un emporio o minimarket,aveva
un poco di tutto Tabacchi, Cartoleria, Ferramenta e Alimentari.
Con un certo languorino, ricordo ancora, il profumo del mio panino alla mortadella, tagliata fresca con l'affettatrice rossa, che mi portavo a scuola nella cartella di cuoio: un'apoteosi!
Negli anni '60 arriva il boom economico ed è curioso come anche dal consumo di sigarette si capisce che qualcosa di grosso sta succedendo. I giovani non gradiscono più i prodotti nazionali, le mitiche "Napoleon ",che rimangono appetibili solo nel prezzo. Adesso si fumano con disinvoltura "Astor", HB,
Peter Stuyvesant", " Muratti, Marlboro e chi più ne ha più ne metta per differenziarsi, elevarsi,
insomma per sentirsi più "importanti" perchè queste marche estere costavano molto di più.
All'inizio di questo decennio la titolarità della licenza passa ad Angiolino, ad Ugo è conferita
la "T" d'onore, un riconoscimento per l'attività prestata.
Arrivano gli anni '70, Angiolino decide di chiudere con l'esperienza del "tutto insieme " e gradatamente trasforma l'attività, cedendo prima gli alimentari e successivamente la cartoleria.
Da quel momento si specializzerà nella sola Tabaccheria che con la rivoluzione portata alla fine degli anni '80 dal gioco del "LOTTO", diventerà luogo di incontro di tanti giocatori e giocatrici, con personaggi e situazioni curiosissime e aneddoti gustosi... in poche parole la Tabaccheria Scandellari cambia volto: "Non più solo tabacco "!
Dagli anni '90 Claudio subentra ad Angiolino come titolare e resiste tuttora.
Ora l'obiettivo è di riuscire ad inaugurare la " Nuova " Tabaccheria, inserita nel progetto del nuovo centro di Pianoro, attualmente in discussione e di cui non mancano le polemiche, ma per queste Vi rimandiamo ad altre letture.