| N. 6 - Anno IX - Novembre - Dicembre 2004 | Indice giornale |
Attualità |
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In difesa della legalità |
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Due manifestazioni a Pianoro: la proiezione del film "I cento passi" e la presentazione di un libro sul magistrato Antonino Caponnetto. |
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| Giovanni Dalmastri | |
Quando le parole lasciano il posto all'immaginazione,è da lì che prende forma il nostro pensiero migliore che ci fa crescere come comunità di esseri pensanti e soprattutto liberi di decidere in coscienza.
La pace come la legalità non hanno un colore politico ma solo un senso di appartenenza comune a tutte le persone che hanno a cuore le sorti di questa nostra breve vita.
Penso sia doveroso un grazie alle insegnanti che hanno portato i loro ragazzi ad assistere alla proiezione del film "I CENTO PASSI " di Marco Tullio Giordana, e soprattutto a tutti coloro che hanno continuato all'interno delle aule a dialogare per cercare di sensibilizzare aiutando a capire meglio le parole dette da Salvo Vitale a margine del film stesso.
"… mi hanno detto che non avrei rivisto i miei figli, che non sarebbero tornati a casa. Allora mi sono trasferito con la famiglia in un paese vicino. Si, ho avuto paura, ho pensato più che a me, ai miei figli e così ora sono qui a raccontarvi che nella vita di un uomo c'è spazio per quelle emozioni che ci fanno sentire fragili, delicati, ma anche rispettosi di una vita che merita di essere comunque vissuta."
Salvo Vitale è l'amico di Peppino Impastato, il protagonista di una storia realmente successa dove nello spazio di cento passi convivono due forze antitetiche tra loro. Da una parte un boss mafioso e dall'altra un giovane che osa sfidare il potere di cosa nostra. Rapportato ai periodi di allora anni 1970/80, è un esempio di come la legalità sia il frutto della bellezza che c'è in ognuno di noi, e si manifesta col potersi guardare negli occhi senza provare vergogna perché si nasconde qualcosa..
Al termine della proiezione del film c'è stato un applauso così forte e sentito che parlava da solo.
Contemporaneamente nelle scuole si vivevano momenti di attività con giochi di simulazione tipo: caccia al tesoro della legalità grazie ai partecipanti alla carovana di Libera e all'aiuto di insegnanti, anche in questo caso, davvero ben disposti perché tutto potesse svolgersi con cura e attenzione.
Questo era ciò che succedeva nella mattina di venerdì 29 ottobre in quel di Pianoro comune interessato direttamente al discorso dei beni confiscati alla mafia.
Altro momento importante è stato giovedì sera alla biblioteca don Lorenzo Milani a Rastignano con la presentazione del libro su Antonino Caponnetto : Eroe Contromano In Difesa Della Legalità .
Proprio dal titolo vorrei provare a raccontare quello che può nascere da incontri così particolari.
Siamo abituati a riconoscere eroi solo coloro che qualcuno ama presentarci tali, li abbiamo confezionati nella nostra mente come un prodotto pronto per essere venduto perché tira…..ma tira cosa?
La legalità non è un prodotto da lanciare sul mercato per conquistare fasce di futuri acquirenti e non è neppure il caso di confonderla con quella maschera di cartapesta chiamata falsa tolleranza.
Dietro la purezza di chi ha avuto in tribunale il coraggio di indicare nel boss mafioso il mandante dell'assassino del proprio figlio come ha fatto la madre di Peppino Impastato c'è il senso della legalità. E ' un senso fatto di paura , di angoscia, di dolore e di profondo amore per un figlio che ha creduto nei valori veri della vita. E' un senso a cui non importa l' etichetta di eroe perché nulla potrà riportare in vita un'anima vera. Un figlio è qualcosa che ci accomuna e ci distingue gli uni dagli altri.
Da queste persone, in particolare da Salvo Vitale che ha saputo parlare da vero insegnante di vita ai bambini ho imparato una grande lezione : è la paura che ci fa sentire uomini e donne capaci di un coraggio non comune, insegnandoci a contare quei passi che segneranno la nostra coscienza.