N. 6 - Anno IX - Novembre - Dicembre 2004 Indice giornale

La Posta

Il laghetto di Rastignano.

leggo sempre con piacere la pagina di Umberto Fusini su l'IDEA, e devo dire che mi trovo quasi sempre d'accordo con lui.


Volevo fargli notare (così, se vorrà, potrà renderlo pubblico sul giornale), il "laghetto" di Rastignano, sito tra via Fornace e via Montesole.

So che chiamarlo laghetto è molto ottimistico viste le dimensioni, sarà 15/20 metri di diametro, però è comunque pieno di vita: ci sono pesci, tartarughe, rane, ninfee e spesso vengono a riposarsi le anatre, con grande gioia dei bambini.

So che non è molto, ma di questi tempi dove la cementificazione avanza a ritmi vertiginosi, anche queste piccolissime oasi fanno la differenza e sono comunque da tutelare.

Veniamo al punto: il laghetto, purtroppo, poco alla volta si sta prosciugando. Al momento è alimentato da un filo d'acqua che arriva da un tubo arginato nella roccia, ma la portata d'acqua è talmente minima che è quasi inutile.

Io non so se ha anche qualche falda sotterranea, una volta ho provato a chiedere informazioni in comune a Pianoro, ma ovviamente nessuno si è interessato al problema e nessuno ha saputo dare risposta ai miei quesiti.

Il mio sospetto è che con i lavori della TAV, abbiano prosciugato la sorgente, così adesso l'alimentazione proveniente dal tubo è troppo esigua.

Temo che con la prossima estate la situazione diventerà davvero irrecuperabile.

Mi rivolgo al sig. Fusini, forse ha qualche informazione in più e magari riuscirà a fare qualcosa.

Sarebbe davvero un peccato se anche questo piccolo specchio d'acqua sparisse insieme al resto del nostro ambiente sempre più sfruttato.

Amelia Evangelisti

 

 

Carissima signora Amelia, ho visionato il laghetto (si può chiamare così, ha le carte in regola per esserlo), e sarebbe una bella cosa mantenerlo in vita; la TAV c'entra poco. Probabilmente i tecnici del comune o il personale dell'ufficio preposto non hanno ancora avuto tempo; ora lo segnaliamo pubblicamente con l'aggiunta di una bella foto e chissà…

 

Umberto Fusini  

 


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