N. 1 - Anno X - Gennaio - Febbraio 2005 Indice giornale

La Posta

Auto e bombole abbandonate.


Sono da poco tornato cittadino  Pianorese; nato e cresciuto a Pianoro, da sempre mi sono interessato alla storia e alle storie del paese. Anche quando le vicissitudini della vita mi hanno portato lontano, grazie ai miei genitori, che mi tenevano informato, ho sempre seguito la vita di Pianoro.

Tutto questo premesso, vorrei sottoporre alcune mie osservazioni, che prego vogliate prendere con il più sincero spirito costruttivo e propositivo, nell'interesse comune dei cittadini tutti. Il materiale che allego, se lo ritenete opportuno, potete usarlo per la rubrica "L'ululone".

allegati: foto 1 auto demolite sostano ormai da mesi in località Sesto (di fronte pizzeria "Lo Spaghetto")

foto 2  bombola di gas (totalmente vuota?) vicino ai cassonetti, nella medesima zona(entrambe le foto sono state scattate il 15/01/05)

 Gianluca Burzi

 

Non riesco ad inserire la sua lettera, e relative foto, nella rubrica de L'Ululone, ma credo sia giusto da parte mia dare una risposta, anche perché, il materiale è suo e magari, facendo questo piccolo "dibattito", riusciamo a coinvolgere le persone preposte o che dovrebbero avere (in casi come questi) una certa attenzione. Le auto che ha ritratto non sono demolite o in demolizione, come ben si può vedere; hanno la targa, quindi sono ancora soggette alla tassa di possesso; cioè il proprietario deve pagare il così detto "bollo"e se non paga, avendo ancora la targa, va incontro alle sanzioni del caso previste dalla legge, e non sono spiccioli. La bombola (non necessariamente vuota) invece, è una delle tante che si vedono in giro abbastanza di frequente nel nostro territorio, con questo non è che sia giustificabile, ma anche in questo caso, il servizio della nettezza urbana dovrebbe sicuramente operare con più rigore, altrimenti queste cattive abitudini, anziché regredire, avranno un picco in salita. Insomma se ci fossero più persone che come lei facessero presente tutte queste "disfunzioni" probabilmente chi  se ne deve occupare e preoccupare sarebbe meno assente.  Mi ricordo tanti anni fa che il mio datore di lavoro amava ripetere in circostanze di misurato confronto " Chi l'ha piò lung a sal tira" che più o meno si potrebbe tradurre che, chi ha più volontà, alla fine ci riesce.

Umberto Fusini.

 


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