| N. 1 - Anno X - Gennaio - Febbraio 2005 | Indice giornale |
La Posta |
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L'assistenza agli anziani. |
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Sono da alcuni anni dovuto entrare nel mondo dell'assistenza delle persone anziane. La prima cosa che succede normalmente prima di fare uscire dall'ambito famigliare una persona è trovare una collaboratrice straniera: che viene immessa 24 ore su 24 senza alcuna referenza, senza alcuna conoscenza assistenziale, senza nessun attestato, a volte senza permesso di soggiorno, a volte senza sapere la lingua… e se sta male? Passiamo alle strutture; partiamo da quelle fantasma sotto forma di pseudo hotel, con porte di accesso rigorosamente chiuse, tende serrate, tapparelle abbassate; ma che vita fanno gli ospiti? Poi passiamo alle case di riposo talvolta senza autorizzazione, senza i requisiti standard quali la camera mortuaria… Poi se ci inoltriamo nella possibilità di avere aiuti economici, inizia il calvario. Una persona autosufficiente può accedere alla casa di riposo e può avere un sostegno economico dal comune. Se dovesse peggiorare la sua condizione psico fisica deve essere trasferita (per legge) ad una struttura protetta; pertanto altro shock da trasferimento. Se poi volesse accedere al sostegno economico regionale dovrebbe essere trasferita in casa protetta convenzionata, ma viste le poche strutture a Pianoro si vedrà trasferito chissà dove. Però vi sarà a Pianoro un nuovo centro diurno, in progetto, rientrante nella riqualificazione urbana tanto elogiata. Sì buona cosa… ma chi paga? Chi paga una struttura nuova quando vi sono strutture già fatte e funzionanti come la fisioterapia dell'USL integrata in una struttura privata? Quanti cittadini hanno tali esigenze da giustificare la costruzione di un nuovo servizio? Tutte queste risorse economiche per costruire, mantenere, offrire questo servizio quanto costeranno ai cittadini? E' giusto togliere poco a tutti per dare molto a pochi?
Antonio Sassi