| N. 1 - Anno X - Gennaio - Febbraio 2005 | Indice giornale |
Attualità |
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L'opposizione in consiglio comunale |
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Marco Malpensi |
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E' nostra intenzione intervistare i capigruppo di minoranza in consiglio comunale. Incominciamo da Franco Lelli capogruppo del "C'entro per le libertà" che raccoglie tutti i consiglieri di centro destra.
Abbiamo incontrato Franco Lelli nel laboratorio dove sperimenta le sue idee di innovazione delle macchine per fare la pasta; innovazioni che, quando si confermano utili, diventano brevetti (sono già tre quelli registrati). Questa sua attività che lo appassiona e che, insieme a quella di venditore lo impegna molto, ci dà lo spunto per iniziare l'intervista con una battuta:
con tutto quello che hai da fare consideri una fortuna l'aver perso la battaglia per diventare sindaco?
Forse sì. Ma, fuori dallo scherzo, credo che perdere le elezioni non sia mai un piacere e non lo è stato nemmeno per me. Ho accettato la candidatura a sindaco perché animato da una forte passione politica che mi ha fatto passare in secondo piano il fatto che un impegno così gravoso mi avrebbe comportato non poche difficoltà nel lavoro e in famiglia. Una passione che ora, dopo questi primi mesi passati in consiglio comunale, devo confessare che mi è calata parecchio; le possibilità di incidere sono minime: i preponderanti poteri del sindaco, in presenza di una giunta debole e di una maggioranza assoluta del suo partito, tolgono molto al dibattito. Le riunioni del consiglio, nonostante la buona volontà del bravo presidente Minghetti, sono spesso una semplice ratifica di decisioni già prese; la maggior parte dei consiglieri non ha mai preso la parola in consiglio.
Perché parli di una giunta debole?
Il sindaco ha conoscenze e capacità innegabili ma i suoi assessori sono quasi tutti privi di esperienza e non sembrano in grado di svolgere il loro ruolo in modo autonomo.
Mi sembra presto per esprimere giudizi…
Staremo a vedere; e sarei lieto di sbagliarmi.
Quali pensi siano le ragioni della tua sconfitta elettorale? Una sconfitta più pesante di quanto fosse generalmente previsto e che è stata determinata anche dal fatto che parecchi elettori hanno votato centro destra alle europee ed hanno invece preferito i candidati di centro sinistra alle comunali.
Credo che la vittoria di Simonetta Saliera fosse scontata; per quanto riguarda il mio risultato devo riconoscere che mi aspettavo qualcosa di meglio. Probabilmente non sono riuscito a far capire chi sono e quale è il valore di competenza e di affidabilità rappresentato dalle persone candidate ad affiancarmi in una eventuale giunta. Non sono riuscito ad ottenere l'appoggio delle associazioni industriali ed artigianali che hanno fatto invece una scelta di continuità; per esempio, un noto costruttore nel motivare la sua scelta in tal senso ha avuto occasione di definirmi non sufficientemente malleabile. Anche le parrocchie, nonostante la mia storia di cattolico impegnato nel sociale, non mi hanno favorito… E' in questi bacini elettorali che talune persone orientate a destra hanno invece scelto la continuità della amministrazione comunale.
C'è qualcosa del tuo programma elettorale che potrebbe essere discusso ed eventualmente realizzato dalla amministrazione comunale in carica?
Non credo. Vedo nei confronti del mio gruppo una avversione, anche a livello personale, molto forte. I miei interventi in consiglio non sembrano graditi neanche quando sono elogiativi dell'operato della giunta. Temo che le nostre proposte vengano respinte anche solo perché siamo noi a presentarle.
La risoluzione del problema della viabilità da e per Bologna è ancora lontana. La necessità di elaborare un nuovo progetto ha introdotto ulteriori complicazioni. Che cosa ne pensa la gente che, come te, vive a Rastignano?
Ricordo quando, 10 anni fa, i rastignanesi (tutti; quelli di destra e quelli di sinistra) protestavano contro un traffico ed un inquinamento insostenibili. Da allora la situazione si è aggravata. Il nuovo progetto che prevede l'attraversamento di Rastignano con un viadotto sopraelevato penalizza ulteriormente l'abitato, ritarda ancor di più l'inizio dei lavori e ha reso più difficile il reperimento dei finanziamenti aggiuntivi necessari per far fronte all'aumento dei costi avvenuto nel coso degli anni. Non riesco a spiegarmi la mancanza di reazioni da parte dei cittadini in generale e degli abitanti di Rastignano in particolare. Forse sono ormai rassegnati e non credono più nella possibilità di smuovere la pubblica amministrazione italiana che si dimostra incapace di far fronte alle proprie responsabilità. Voglio ricordare che nel 1996 c'erano il progetto e i finanziamenti e mancava soltanto l'appalto dei lavori da parte dell'ANAS; ora abbiamo fatto un passo indietro e siamo alla ricerca dei denari.