N. 1 - Anno X - Gennaio - Febbraio 2005 Indice giornale

La parola ai bambini

La Fanciulla del castello di Zena.

Leggenda rielaborata dalla classe 4° A - Scuola elementare di Pianoro capoluogo

 
Marta Rocca

C'era una volta tanto tempo fa ………. e c'è ancora a Pianoro, circondato da boschi e campi, il castello di Zena.

Viveva nel castello, con i suoi genitori, una fanciulla di nome Zenobia.

Era allegra e vivace, le piaceva passeggiare nel parco alla scoperta dei fiori appena sbocciati.

Durante una di queste passeggiate si accorse che uno scoiattolo la seguiva, saltando di ramo in ramo.

Zenobia era innamorata segretamente di un nobile cavaliere che abitava su un monte vicino.

Quando il giovane, che si chiamava Sigiero, poteva incontrare la fanciulla, saliva sulla torre del suo castello e con uno specchio faceva dei segnali a Zenobia.

Dopo un po' di tempo si incontravano nella galleria sotterranea del castello, ma prima Sigiero nascondeva il suo cavallo nero nel bosco.

Un brutto giorno, mentre la ragazza giocava nel parco con lo scoiattolo, fu chiamata al castello dai suoi genitori.

-   Figliola carissima, sei grande e in età da marito, perciò, come nostro dovere, abbiamo scelto un nobile che desidera sposarti - le disse il padre.

La mamma aggiunse: - Verrà al castello tra qualche giorno per conoscerti. Si chiama Ginolfo.

Zenobia, col cuore che batteva e le lacrime che stavano per bagnarle le guance, chinò la testa, fece un inchino e, senza aprire bocca, scappò nel giardino a piangere.

Nella sua mente passarono mille pensieri tristi, poi si calmò e prese una decisione: avrebbe scritto, di nascosto alla sua madrina, la famosa Matilde di Canossa, per chiederle aiuto.

Pensò anche a come avvertire Sigiero e mandò il giardiniere a dirgli che dovevano assolutamente vedersi il giorno dopo, nel nascondiglio segreto.

Finalmente Zenobia incontrò Sigiero e, tra le lacrime gli raccontò l'accaduto.

Il giovane cavaliere la consolò e le propose un piano per fuggire, prima di incontrare Ginolfo, poi i giovani si salutarono.

Il mattino seguente, dopo una notte insonne, Zenobia fu felice perché ricevette la risposta della sua madrina: Matilde che era contenta di aspettarla al castello, insieme a Sigiero!

Inoltre avrebbe parlato ai suoi genitori.

Arrivò il momento della fuga: mentre tutti dormivano, dopo la mezzanotte, Zenobia incontrò il suo innamorato nel sotterraneo e insieme, si misero in viaggio verso il castello di Matilde, in Toscana.

Il giorno dopo, quando si accorsero che la fanciulla era scomparsa successe il finimondo: i genitori erano disperati non sapevano cosa dire a Ginolfo, che se ne andò arrabbiato.

Intanto, Matilde spiegò ai due giovani ciò che avrebbe fatto: sarebbe andata al castello  di Zena e avrebbe convinto i genitori di Zenobia a dare il consenso per le loro nozze.

Matilde fu ricevuta con tutti gli onori, poi parlò a lungo con il padre di Zenobia e, grazie alla sua autorità e amicizia ottenne il consenso alle nozze.

Dopo qualche mese, Zena era in festa, perché al castello si celebrò il matrimonio di Zenobia e di Sigiero.

Gli sposi poi andarono ad abitare vicino a Matilde, per sfuggire alla vendetta di Ginolfo e ... vissero a lungo felici e contenti!

 


Inizio Sommario