| N. 2 - Anno X - Marzo - Aprile 2005 | Indice giornale |
Attualità |
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"Energia e ambiente" |
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La conferenza di Vittorio Prodi e Gianfranco Cicognani organizzata dal Circolo |
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Marco Malpensi |
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Il circolo Uniti per L'Ulivo è ormai diventato un punto di riferimento per la vita culturale e politica di Pianoro. Le conferenze fin qui promosse hanno costituito appuntamenti molto interessanti per scelta degli argomenti e di alto livello per la partecipazione di personaggi illustri e competenti. Quella organizzata il 5 marzo scorso che aveva per tema "Energia e ambiente" non è stata da meno: di grande attualità l'argomento; brillanti i due conferenzieri molto qualificati in materia; sorprendente la risposta del pubblico che un sabato sera con la neve e il freddo ha trovato la voglia di uscire di casa riempiendo una sala dell'Arcipelago ed intervenendo nel dibattito con domande e osservazioni precise e pertinenti. Il discorso ha toccato una gamma molto vasta di problemi che riguardano l'economia e la salvaguardia dell'ambiente. Si è parlato dell'aumento dei consumi mondiali di energia e del conseguente rialzo dei prezzi; della dipendenza dell'Italia dall'importazione di idrocarburi e di energia elettrica; dell'importanza dello sviluppo della tecnologia rivolta al risparmio energetico e dei ritardi del nostro Paese nella ricerca scientifica; della insostenibilità ambientale del modello di sviluppo attuale e della alterazione del clima dovuta all'effetto serra causato dalla concentrazione di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera; dell'improbabile rispetto degli impegni presi dall'Italia con l'Unione Europea per la riduzione delle emissioni di CO2 e delle possibili penalità che ne conseguono; della possibilità di installare sulle case della Coop Martino di Pianoro (che ben si prestano) i pannelli solari per la produzione di acqua calda realizzando un'operazione che potrebbe costituire una "vetrina" per un ente pubblico che volesse sostenerla economicamente al fine di promuovere l'utilizzazione dell'energia solare… A margine della conferenza abbiamo voluto porre alcune domande al nostro concittadino Gianfranco Cicognani per approfondire una questione che ci sembra sovrastare, come un incubo, tutte le questioni che riguardano l'uso dell'energia.
Sembra ormai accettato da tutti gli scienziati il fatto che l'aumento di CO2 nell'atmosfera genera, attraverso l'effetto serra, un surriscaldamento della terra che comporta una modificazione del clima e lo scioglimento dei ghiacci con un aumento rilevante del livello dei mari. Sembra prospettarsi un disastro irrimediabile e nessuno mostra di preoccuparsene. E' così?
Che ci sia un'alterazione del clima che può generare disastri è praticamente certo; meno certezze ci sono sullo sviluppo del fenomeno per la complessità dei modelli fisico-matematici di previsione a medio-lungo termine. Io sono moderatamente ottimista e spero ancora nella capacità della natura di autoregolarsi; ma una cosa è certa: se hanno ragione i pessimisti quando avremo l'evidenza dei fatti sarà troppo tardi per tornare indietro. Sarebbe una catastrofe irreversibile. Di qui la necessità di seguire il principio precauzionale di ridurre le emissioni riconosciuta dalla grande maggioranza dei Paesi.
Non mi pare che siano in molti gli stati che vogliono davvero ridurre le emissioni. USA, Cina ed India non hanno firmato il protocollo di Kyoto; l'Italia sta andando nella direzione opposta…
E' vero, sarà molto difficile ottenere che gli USA impegnati a mantenere il loro ruolo di maggior potenza mondiale e gli stati in via di rapido sviluppo come Cina e India si impegnino a ridurre l'inquinamento dell'atmosfera. Ma ci sono alcuni stati europei come Germania, Francia, Svezia, Gran Bretagna che stanno ottenendo risultati notevoli che sono di esempio per gli altri. Quanto all'Italia mancano le condizioni per una riduzione delle emissioni che le consenta di evitare di essere sanzionata dalla UE con una forte multa per non aver rispettato gli impegni presi.
Quali sono i provvedimenti che possono ridurre le emissioni?
Proviamo ad elencarli: la sostituzione dei combustibili fossili con fonti energetiche che non producono CO2 e cioè energia nucleare e fonti rinnovabili (idroelettricità, energia eolica e solare, energia da biomasse); il miglioramento dell'efficienza dei processi energetici (generazione combinata di elettricità e calore, ottimizzazione energetica dei cicli industriali); il risparmio energetico e l'uso razionale dell'energia.
L'energia nucleare in Italia è un tabù. E' davvero così pericolosa?
La Francia ha sessanta centrali nucleari e nessun francese ne ha paura; ed è giusto che lo sia quando, come in quel Paese, gli impianti sono ben fatti e ben mantenuti. Io penso che l'Italia abbia commesso un grave errore quando ha rinunciato al nucleare e distrutto tutto il nostro apparato scientifico, tecnologico, industriale e normativo che se ne occupava; quando il nostro Paese dovesse decidere un "ritorno" dovrebbe ricostruire il tutto e perdere almeno dieci anni di tempo.
Gianfranco Cicognani è nato a Firenze ma vive a Pianoro da molti anni. E' laureato in chimica industriale ed ingegneria nucleare. Ha lavorato per trent'anni all'ENEA con incarichi di responsabilità molto elevata; contemporaneamente è stato docente presso la facoltà di ingegneria di Bologna nei corsi di energia nucleare. Ha poi operato quale addetto scientifico presso l'ambasciata italiana di Budapest. Ora, per conto del ministero degli Esteri e dell'Università di Bologna, è impegnato a livello internazionale in svariati incarichi scientifici.