| N. 2 - Anno X - Marzo - Aprile 2005 | Indice giornale |
Notizie |
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Il pellegrino del 2005 |
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| Giorgio Rocchi | |
Il Sig. Ronald, partito dalla Svizzera, che per un guasto al proprio mezzo avvenuto a Bologna, serenamente decide di varcare l'Appennino a piedi e raggiungere Firenze su una delle più belle e panoramiche strade d'Italia, l'antica strada transappenninica della Futa.
Già utilizzata forse dagli Etruschi dai Galli, sicuramente dai Romani, barbari e più recentemente da pellegrini, grandi Re, letterati ed artisti,
Anticamente la Strada della Futa ha certamente avuto un'importanza epocale per essere stata oggetto di utilizzo per traffici commerciali, tra Firenze e l'area padana, tra il nord Europa e l'Italia centrale.
Importantissime le percorrenze della fede ed il circuito " gran tour " su cui s'è fondato non solo il rapporto tra i due straordinari centri di Bologna e Firenze, ma anche tra questi e Roma, Napoli e l'Europa.
Purtroppo ha visto anche momenti terribili come l'essere stata per lunghi mesi il fronte della Linea Gotica durante la seconda guerra mondiale, bombardata, distrutta e subito prontamente ricostruita è stata una delle arterie più importanti per la ricostruzione del nostro Paese. E' stata la strada della speranza in un lavoro migliore di chi scendendo dall'Appennino si affacciava alle nuove realtà artigianali ed industriali della Valle della Pianura ed è stata per lunghi anni anche l'arena dove si esaltava il rombo del motore e il cigolio del pedale.
Con l'avvento della nuova Autostrada del Sole e lo sviluppo industriale e metropolitano, la Futa subisce un forte declino.
La Strada della Futa, per lunghi anni quasi dimenticata da tutti ma sempre nei cuori di chi ha vissuto e vive su di essa, oggi grazie alle nuove sensibilità, alle nuove tecnologie ed una maggiore consapevolezza delle risorse presenti nei territori appenninici, meriterebbe una progettazione intercomunale più efficace, per un nuovo sviluppo sostenibile di questi territori.