| N. 3 - Anno X - Maggio - Giugno 2005 | Indice giornale |
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CONFERITA LA CITTADINANZA ONORARIA A PADRE IVO PAOLONI |
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L'asilo "Amigos de Pianoro" a Nova Esperança in Brasile |
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| Paolo Brighenti | |
Per il fondamentale ruolo svolto nella realizzazione dell'asilo "Amigos de Pianoro" il sindaco Simonetta Saliera ha proposto di conferire a padre Ivo Paoloni la cittadinanza onoraria di Pianoro. A tal fine è stata fissata per le 18 di mercoledì 4 marzo una riunione del consiglio comunale durante la quale al missionario dei Servi di Maria che ora vive presso l'eremo di Ronzano di via Gaibola 18 è stato consegnato un segno della riconoscenza della comunità locale. Nel corso dell'incontro, che ha visto gli interventi dell'assessore Nicola Boschetti, di padre Bruno Quercetti responsabile del Centro missionario servita e di Enrico Giusti dell'Iscos-Cisl, è stato proiettato un video che narra la storia dell'asilo di Nova Esperança. L'intera cerimonia trasmessa in tele-conferenza ha dato un senso di vero e proprio gemellaggio fra le due comunità. Durante il collegamento Josè Ivo Aureliano Sobrinho che svolge un ruolo di coordinamento nella comunità ha proposto alcune testimonianze di "parrocchiani brasiliani" che ancora ricordano con affetto e gratitudine padre Ivo. La manifestazione, organizzata in collaborazione con il locale "Tavolo della Pace", iscos-Cisl e del gruppo "Amici di Pianoro" ha promosso alle 21 presso la sala Arcipelago di Pianoro Nuova un dibattito con tema " Lula, il presidente operaio: una speranza solo per il Brasile? " condotta da Bruno Mossa al quale hanno partecipato Roberto Vecchi, Aldenise Coelho ed Enrico Giusti.
IL PERSONAGGIO
Era l'estate del 1989 quando padre Ivo Paoloni, da circa quindici anni missionario dei Servi di Maria in Brasile, fu testimone di uno dei tanti episodi che caratterizzavano l'esistenza quotidiana della sua parrocchia, un immenso territorio che comprendeva alcune favelas nella sterminata megalopoli di S. Paolo. < Due bambini della favela di Nova Esperança che conoscevo bene, morirono nel rogo che avvolse la baracca di legno e cartone, dove la mamma li aveva lasciati per andare a lavorare. Rimasi sconvolto dall'episodio e davanti alla comunità locale disperata dall'accaduto, promisi pubblicamente che si sarebbe costruito un asilo in mattoni nel quale i piccoli avrebbero trovato un luogo sicuro, protezione, alimentazione ed affetto. >. Mentre prendeva davanti a tutti l'impegno il sacerdote servita non sapeva minimamente come avrebbe potuto mantenere la promessa non avendo neppure una moneta della cifra necessaria per costruirla. Provvidenziale fu l'incontro con Enrico Giusti, un sindacalista dell'Iscos-Cisl di Bologna impegnato in alcuni progetti di solidarietà in Brasile che, anch'egli impressionato dall'accaduto, una volta ritornato in Italia propose ad alcuni amici di fare proprio il grido di dolore di Ivo. Nacque così nel 1990 il "Gruppo amici di Pianoro", formato da una quarantina di volontari che si impegnavano per almeno due anni a versare cinquantamila lire al mese. Al gruppo partecipavano amici di diversi comuni ma essendo "lo zoccolo duro" formato da residenti a Pianoro si decise di chiamarlo "Amici di Pianoro". Nel giugno del 1992 venne acquistato il terreno sul quale si cominciò a costruire l'asilo attraverso il lavoro collettivo e volontario delle famiglie di Nova Esperança. In questa fase, notevole fu il ruolo che svolse Francesco Persiani un volontario pianorese che, da poco in pensione, trascorse diverso tempo nella favela dando una concreta mano ai papà ed alle mamme che utilizzavano tutto il tempo libero per concretizzare il loro sogno. < E' stato uno dei periodi più belli della mia vita - ricorda Francesco Persiani - Ero commosso ed entusiasmato di come la comunità mi aveva accolto. Da parte mia ce la mettevo tutta affinchè i tempi previsti venissero rispettati >. All'inizio furono 66 i piccolissimi brasiliani che entrarono nell'asilo che subito venne chiamato "Creche Nova Esperança Amigos de Pianoro". Altro momento fondamentale per la comunità brasiliana fu l'acquisto dell'intera area, abusivamente occupata, che si estendeva attorno all'asilo. Anche grazie all'aiuto finanziario degli "Amici di Pianoro" nel 2000 le 400 famiglie diventarono legittime proprietari dell'area nella quale alle baracche erano succedute costruzione in muratura. Attualmente l'asilo che, attraverso un'apposita convenzione è diventato "comunale", è frequentato da circa 140 bambini mentre la favela (ora denominata villa) è perfettamente urbanizzata con luce, strade e strutture sportive. Il rapporto con gli amici di Pianoro è comunque rimasto saldo: è infatti in fase di avanzata costruzione un edificio che servirà ad ospitare un laboratorio "Coopercostura Pianoro" che permetterà ad una cinquantina di donne di produrre articoli di abbigliamento. Padre Ivo anche se da tanto manca a Nova Esperanca è ancora nel cuore dei suoi parrocchiani che gli hanno addirittura intestato una strada ed una piazza. Ora vive presso la comunità servita di Ronzano. < Ormai l'età ed i malanni mi impediscono di tornare in Brasile, ma anche qui per chi vuole operare al fianco dei poveri e degli emarginati di lavoro ce n'è tanto!!!!>.