| N. 3 - Anno X - Maggio - Giugno 2005 | Indice giornale |
Attualità |
|
IL VALORE DELLA MEMORIA |
|
Stefano Galli |
|
Giovedì 21 aprile nelle sale della Loggia della Fornace di Rastignano vi è stata la presentazione del primo Quaderno della Memoria "Fascismo e guerra a Pianoro 1920-1946" del ricercatore storico Luca Pastore con la collaborazione di Adriano Simoncini edito dal Comune di Pianoro. Per preparare il pubblico alle tematiche trattate si è potuto visionare una bella mostra fotografica organizzata dall'Anpi pianorese (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia) e curata da Paolo Corazza che mostra le devastazioni dovute al passaggio del fronte sul nostro territorio. La comunicazione delle immagini devo dire mi colpisce sempre parecchio ed anche in assenza di scritte si possono leggere i messaggi forti che mandano le macerie ed i brandelli di muri: famiglie disperse, vite spezzate, fatiche immani per donare ai posteri il mondo come lo vediamo ora. Sembra impossibile che l'uomo non possa fare a meno di uccidersi e demolire, lo stesso uomo che è capace di creare grandi cose. Il Sindaco ha aperto la serata ringraziando le numerose fonti che hanno contribuito alla realizzazione del libro e ricordando che la completa distruzione del paese ha reso irreperibili i locali archivi comunali. In particolare Simonetta Saliera ha ricordato la partigiana Diana Sabbi medaglia d'argento al valore militare scomparsa lo scorso 18 febbraio citandola come una maestra di vita che assieme all'Anpi ha sostenuto tenacemente la ricerca storica sul nostro territorio e Tonino Commissari curatore grafico dell'opera. E' di Commissari l'idea accolta dall'Amministrazione di fare una collana di quaderni a cadenza annuale per non interrompere la ricerca sul nostro recente passato: <<Perché per capire meglio chi siamo bisogna conoscere la storia>> prosegue il Sindaco ricordando il corposo programma di iniziative che Anpi, Tavolo per la Pace ed Amministrazione hanno sviluppato a partire da marzo di quest'anno. Luca Alessandrini direttore dell'Istituto Storico Parri Emilia Romagna ha ricordato l'importante momento trattato dal libro che ha visto il cambiamento della vecchia Italia rurale con tutto ciò che questo ha comportato: fine della mezzadria e della famiglia patriarcale, allontanamento dalle campagne e da quel mondo legato alla religione, ai paesi dove tutti si conoscono, alla sicurezza di un modello di vita che in sostanza è uguale da millenni per andare in qualche modo verso il nuovo modello di vita industriale in gran parte sconosciuto. Alessandrini in pratica ha fatto le lodi al libro sottolineando le difficoltà che l'autore ha avuto nel parlare di avvenimenti ancora vicini che toccano la privacy di molte persone e la capacità dimostrata nel trattare le informazioni dell'epoca condite di propaganda. Mauro Bonafede dell'Anpi ha ricordato Diana Sabbi parlando della sua generazione che difese la libertà mezzo secolo fa e si ritrova a difenderla nuovamente ora dai tentativi del governo di modificare la Costituzione e riscrivere la storia: <<Il passato è importante, va conosciuto e deve aiutare a riflettere sui valori della vita per collegare fra loro le varie generazioni>>. Luca Pastore sapientemente intervistato da Adriano Simoncini ha parlato di come ha reperito le fonti: materiali delle parrocchie di Pianoro Nuova e Vecchia, archivi della biblioteca universitaria di Bologna e soprattutto il suo contatto con le persone anziane che hanno raccontato episodi vissuti in prima persona. L'attrice Margaret Collina ha letto alcuni brani del libro toccando vari aspetti della narrazione: l'ascesa del partito fascista, le vicissitudini dell'allora Sindaco socialista Bianconcini, i pestaggi, la posizione controversa della Chiesa che ha combattuto alcuni aspetti del fascismo per avvallarne altri come la lotta al comunismo. Toccante un brano che propone il dramma di una famiglia contadina costretta ad abbandonare la casa per il sopraggiungere del fronte: <<Cosa prendere con se? Come caricare oggetti e ricordi di numerose persone su un unico carro? Un sacco per ognuno e poi? E le mucche abbandonate nei campi destinate a morte certa?>> Tremenda la descrizione di Livergnano sotto i bombardamenti, tutto incendiato, sibili di pallottole, esplosioni ovunque: <<Sembrava l'Inferno…..>> continua nella lettura Margaret: <<E poi che fare? A guerra finita con il paese raso al suolo si è dovuto decidere se ritornare o ricominciare tutto altrove>>. A fine serata mi sono soffermato con Fausto Franzoni segretario locale dell'Anpi per fare il punto sul significato dell'associazione partigiana oggi. Franzoni sostiene che ora più che mai l'Anpi è necessaria perché la generazione che ha toccato con mano la guerra pian piano ci sta lasciando per cui bisogna documentare il più possibile le testimonianze. <<Vedere la vitalità con la quale i nostri nonni raccontano nelle scuole vicende di mezzo secolo fa è qualcosa di straordinario>> continua il segretario: <<Cosa diremo fra qualche anno alle generazioni future, in che modo risponderemo alle loro domande? Non certo con l'immediatezza di chi parla della propria vita>>. Secondo Franzoni la resistenza non deve essere solo un museo, ma i valori di libertà, uguaglianza, dignità e rispetto della persona evocati dai partigiani devono essere rielaborati dal cittadino che li deve applicare alla società moderna: il diritto al lavoro, l'importanza della pace, la lotta alla mafia, alla corruzione. <<Forse qualcuno pensava che i diritti fondamentali dell'uomo fossero una cosa acquisita, invece questo governo ci ha ricordato che non è così>> prosegue Franzoni: <<Nel paese che si definisce la culla della cultura forse le persone sono un po' distratte e sono passate cose allucinanti. Questo governo per quadrare i conti invece di fare buone politiche economiche vende il patrimonio dello stato, le coste, i monumenti; cerca consensi calando le tasse, dando pochi spiccioli a chi ha poco e tanti soldi a chi ha molto; scarica completamente la colpa del caro vita sull'Euro, come se l'introduzione della moneta unica avesse coinvolto solo l'Italia. E per finire stravolge la Costituzione, riscrive la storia falsandola, pretende di mettere sullo stesso piano partigiani e ragazzi di Salò dicendo che c'è stata una guerra ed i morti vanno ricordati tutti. Vero, i combattenti sono combattenti, ma non dimentichiamo che nazismo e fascismo hanno portato in Europa e nel mondo razzismo, campi di sterminio e sopraffazione, hanno cercato di creare un impero a scapito delle libertà locali. I partigiani si sono opposti a tutto questo e se oggi viviamo in una repubblica è anche grazie a loro>>.