N. 3 - Anno X - Maggio - Giugno 2005 Indice giornale

Attualità

IL MUSEO "WINTER LINE" SULLA SECONDA GUERRA MONDIALE HA RIAPERTO A LIVERGNANO.

 
Stefano Galli

Dopo un lungo periodo di ristrutturazione, il museo creato da Umberto Magnani e Salvatore Licciardone, lo scorso 25 aprile ha riaperto le porte al pubblico, con una bella cerimonia alla presenza del sindaco di Pianoro Simonetta Saliera e del vicepresidente della Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi Remo Rocca che hanno tagliato ufficialmente il nastro. Il museo è stato ricavato all'interno di alcuni locali posti sotto lo sperone di montagna che sovrasta la piccola frazione di Livergnano, all'interno di una vecchia grotta utilizzata come rifugio antiaereo durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. "Le poche persone rimaste in questi luoghi, che non erano state sfollate a Bologna - riferiscono Magnani e Licciardone - trovarono rifugio in questa grotta, utilizzata anche dai tedeschi per ospitare un loro carro armato. Il vecchio parroco della zona, don Giovanni Sfondrini, racconta che proprio in questo rifugio morirono alcune persone a causa delle schegge di una bomba caduta troppo vicino all'entrata. Oggi vi abbiamo ricavato un piccolo museo per mettere in esposizione gli oggetti appartenuti ai soggetti tedeschi ed alleati che combatterono in queste zone". Tanti infatti sono gli oggetti personali dei soldati della 65° Divisione Tedesca e di quelli della 91° Divisione del 361° Fanteria Usa raccolti in questi anni dai fondatori del museo e dai tanti appassionati che visitano le trincee ed i rifugi che ancora oggi si trovano nelle campagne intorno Pianoro. Infatti il territorio pianorese venne a trovarsi lungo il fronte di guerra, dove i soldati tedeschi ed americani rimasero bloccati per mesi nelle trincee sotto i bombardamenti. Ancora oggi queste zone conservano tracce e cimeli di quei lontani giorni". "La guerra ci ha tolto tutto - aggiunge Licciardone - ma al termine del conflitto le popolazioni locali sono riuscite a sopravivere grazie alle coperte americane trasformate in vestiti, alle casse di munizioni il cui legno veniva utilizzato per fare le porte ed i tetti delle case, grazie al cibo lasciato dagli alleati che sfamò le popolazioni lungo la linea del fronte. Tutto questo vogliamo ricordare con il nostro museo, che riprodurrà anche, nella zona più bassa della grotta, due trincee tedesche ed americane, per far vedere la vita dei soldati in quei lunghi mesi invernali che vissero a Livergnano". "Nel corso di tanti anni di ricerche - conclude Magnani - abbiamo trovato numerosi oggetti, dai documenti agli elmetti, dalle decorazioni ai prodotti utilizzati dai soldati per l'igiene personale. Chi vive in queste zone sente la storia in ogni passo che fa. Io stesso conservo in casa la culla dove venni deposto alla nascita fatta con il legno delle casse di munizioni americane e la casa dei miei genitori era composta in più parti dallo stesso legno; per tutta la giovinezza, perfino la nostra biancheria intima era fatta con la seta dei paracaduti americani". All'inaugurazione era presente anche una piccola delegazione di veterani americani guidata dal dott. Bushman. Il museo "Winter Line" di Livergnano ha ricevuto anche una donazione da parte della Fondazione della Cassa di Risparmio di Bologna per l'opera meritoria di catalogazione dei reperti della Seconda Guerra Mondiale che sta conducendo.


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