| N. 4 - Anno X - Luglio - Agosto 2005 | Indice giornale |
La parola ai bambini |
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RAGAZZI ALL'OPERA |
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Marta Rocca |
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Musica e racconto sono stati proposti agli allievi delle classi terze della scuola media anno scolastico 2004/5 per un'esperienza didattica interdisciplinare che ha visto la collaborazione tra le insegnanti di educazione musicale e le insegnanti di lettere. Ai ragazzi lo spazio per commentare.
Avvolti nella bellezza e nello splendore del teatro, il Trovatore ha saputo coinvolgere anche noi giovani per qualche ora nel mondo della lirica tenendoci sulle spine soprattutto nei passaggi madre dell'opera. Le scene meritevoli di un accenno e di particolari attenzioni sono varie a cominciare dalle arie di Ferrando e, soprattutto di Leonora, la celebre "Tacea la notte placida" da noi seguita avvolti in un silenzioso stupore. Ma il momento culminante è arrivato all'inizio dell'atto II "La Gitana"; tutti noi ci siamo alzati in piedi per vedere meglio la suggestiva scena resa perfettamente grazie a una scenografia e ad una musica coinvolgenti e appassionanti che ci ha lasciato a bocca aperta. Lo spettacolo si chiude in bellezza con "Di quella pira l'orrendo foco" (fine atto IV) che abbiamo timidamente canticchiato nei palchi. Trovatore è stato quindi bello e suggestivo in molti momenti tanto da soddisfare le nostre aspettative.
Rizzo Silvio 3° A
Arrivati al teatro Comunale, eravamo entusiasti e un po' agitati, ma sicuramente, non ci aspettavamo uno spettacolo così entusiasmante. Merito sicuramente dei cantanti che, con le loro potentissime voci, hanno emozionato tutto il teatro. L'aria più apprezzata è stata "Chi del gitano i giorni abbella? La zingarella" che, il pubblico, noi in particolare, non riuscendo a trattenerci, ha cantato insieme agli attori. Mi ha molto colpita la scenografia che richiama l'atmosfera tipicamente spagnola del XVI secolo. Bellissime anche le musiche di Verdi, eseguite alla perfezione dall'orchestra. Il personaggio che più mi ha colpito è Azucena, una zingara che aveva gettato nel fuoco, per errore, il proprio figlio anziché il fratello del conte, come avrebbe voluto fare per vendicare la propria madre, accusata di stregoneria e condannata al rogo. Azucena mi ha comunicato tristezza, odio e dolore e mi è piaciuta in particolare l'aria "Stride la vampa".
Alessandra Colli 3° A
Lo spettacolo era diviso in due parti. Nella prima Otorino Respighi riprende una vecchia fiaba di Piérrault, trasformandolo in uno spettacolo dove le voci, i movimenti, la scenografia e i costumi si fondono per cercare quel non so che di magico nell'aria del Comunale quel giorno. Costumi e scenografia si addicono perfettamente l'uno all'altro, e, dai primi, capisci molto su ogni personaggio. La scenografia passa da una stazione radio quasi attuale a una corte reale barocca per poi fare un salto in avanti di alcuni secoli per tornare all'età contemporanea, dove finirà il terzo e ultimo atto con i vari festeggiamenti. La cosa che mi ha colpito di più, dopo le ambientazioni, è stata la bravura di alcuni attori i quali, grazie alla loro preparazione fisica, creavano scene che lasciavano a bocca aperta. Nella seconda parte invece un Lucio Dalla regista in omaggio al musicista russo contemporaneo Sergei Prokofiev mostra una versione moderna e più ironica della fiaba in musica "Pierino e il lupo" ambientandola a Bologna, sua città natale. Come nella versione originale, ogni personaggio ha il suo motivo conduttore suonato da strumenti diversi.
Gabriele Filippini 3° C
Le scene che ci hanno colpito di più ne "La bella dormente" sono state quelle più cupe dove c'erano i saltimbanchi vestiti a lutto e un acrobata che faceva la parte del ragno protettore del castello che si esibiva su una corda che era il simbolo della ragnatela che copriva il regno addormentato. Questa scena è accompagnato da musiche cupe e luci e colori scuri e inquietanti. Lo spettacolo in genere presentava effetti di luce stupendi che abbellivano le scene molto curate dando un'impressione magica che rendeva particolare e piacevole lo spettacolo."Pierino e il Lupo" di Prokofiev è un'opera molto conosciuta. Il commento di molti è stato negativo ed i giudizi sono stati: banale, noioso, inconcludente… C'era una voce recitante che raccontava la storia interrotta dai motivi dei vari personaggi. Nonostante lo spettacolo non fosse esaltante è stato molto applaudito per la presenza di Lucio Dalla che ha fatto la parte del lupo. Molti non hanno apprezzato che il cantante, il quale non avendo fatto quasi niente, si è guadagnato molti applausi grazie alla sua notorietà.
Clara Larcher 3° B
E suoni, e parole, e costumi, e invenzioni scenografiche, e vicenda… ed è subito spettacolo. Sì è vero. E' subito spettacolo. Uno spettacolo di due fiabe in musica: "La bella dormente nel bosco" e "Pierino e il lupo". Una più bella dell'altra. Piene di scenografia. (…) In campagna, in primavera, presso un piccolo lago. E' una notte di stelle. Questo è l'incipit. L'ambasciatore del re giunge nella corte per annunciare la nascita della principessa e convoca le fate al battesimo. Accettano l'invito. La Fata Azzurra e le sue compagne rendono omaggio alla nuova arrivata. La cerimonia viene interrotta, però, dall'arrivo della Fata Verde che, come per magia, fa sparire tutti gli ospiti. Passano 20 anni e una vecchietta sta lavorando ad un arcolaio. Entra la principessa si punge e cade addormentata. Passano 300 anni. Nella foresta dei boscaioli incontrano il principe Aprile con la duchessa. Il principe è attratto da un ché di fatato nell'aria. Dopo aver lottato contro un ragno, giunge nella stanza della principessa e la bacia, lei si sveglia. La corte festeggia.
Bonifazi Nancy 3° C