| N. 4 - Anno X - Luglio - Agosto 2005 | Indice giornale |
Attualità |
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I BAMBINI BIELORUSSI |
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Stefano Galli |
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L'esplosione della centrale nucleare di Chernobyl nel 1986 ci ha avvicinato a questo paese; non tutti possono immaginare appieno le reali dimensioni della catastrofe, le cui conseguenze colpiscono ancora oggi la Bielorussia. Tanti pensano a Chernobyl come ad un avvenimento ormai passato, tuttavia quanto accaduto continua ad avere effetti negativi in tutti gli ambienti della vita del paese. Ancora oggi 2.600.000 persone vivono in aree fortemente contaminate e continuano ad alimentarsi con cibi contenenti notevoli quantità di radio nuclidi. I più colpiti sono i bambini. Queste poche frasi sono scritte sui volantini che pubblicizzano le manifestazioni organizzate da A.N.P.A.S. che con il progetto di solidarietà internazionale dell'Emilia Romagna si occupa di portare bambini bielorussi in Italia (quest'anno ne sono arrivati circa 500) in affido temporaneo presso famiglie locali per trascorrere un mese di vacanza, luglio, lontani dalle radiazioni, mangiando cibi sani, respirando aria pura. Questa iniziativa che prosegue da quattro anni nel nostro comune è coordinata dalla Pubblica Assistenza e nel 2005 ha coinvolto 19 ragazzi e 17 famiglie. Umberto e Roberta Zironi sono una di queste famiglie e ci parlano della loro esperienza. <<I bambini che arrivano a Pianoro hanno tutti una famiglia più o meno presente, tre anni fa ci fu affidato un bambino di sette anni che arrivò in condizioni non proprio ottimali, piuttosto magro con carenza di calcio e diverse carie da curare. Le loro famiglie sottoscrivono autorizzazioni per sottoporre a cure i propri figli senza ciò nessun intervento si può effettuare. Sembra che il cambiamento di aria ed alimentazione anche solo per la breve permanenza di un mese provochi un miglioramento nell'organismo dei bielorussi dell'80%>> spiega Roberta citando dati A.N.P.A.S. I costi sostenuti dai Zironi e da tutte le altre famiglie sono notevoli: a loro carico il sostentamento per un mese del bambino, il viaggio aereo e se necessario le cure dentistiche. Per sensibilizzare l'opinione pubblica al problema e per sovvenzionare un minimo il progetto si sono organizzate diverse iniziative. Così a Pian di Macina si è fatta una grande festa al circolo Arci Al Pozz, mentre una domenica la Bocciofila Arci di Pianoro ha offerto un pranzo ai bambini che nel pomeriggio sono stati ospiti alla festa dell'Unità di Botteghino di Zocca. <<Le iniziative che portano al contatto con la gente e con le realtà locali sembrano molto gradite ai nostri piccoli ospiti>> continua Roberta <<i bambini non conoscendo la lingua tendono ad isolarsi, le attività che preferiscono sono il campo solare offerto dal Comune di Pianoro, dove incontrano coetanei e le serate al parco Ginepreto dove si ritrovano, quando è possibile, tutte le famiglie ospitanti; dovremo lavorare di più nella loro integrazione durante i prossimi anni>>. Umberto Zironi vuole sottolineare il comportamento educato dei ragazzi: <<poche o nulle sono le loro richieste, sono ubbidienti e servizievoli, vivaci come tutti i bambini>>. <<Comunque>> conclude Umberto <<uno degli sforzi maggiori che facciamo è quello di far capire ai ragazzi che l'Italia non è il paese dei balocchi, ma un paese dove si lavora e si vive normalmente, speriamo vadano a casa con nel cuore un'ottima esperienza>>. Toccante il racconto di una bambina che parlando dell'Italia dice: mi piace che loro mi portano a feste, mi danno cibo buono e mi curano i denti, mi piace il pollo, la coca cola, la cioccolata ed il gelato, vorrei poterne mangiare di più>>. Per rendersi conto meglio della catastrofe avvenuta 19 anni fa in Bielorussia Roberta consiglia la lettura del romanzo Preghiera per Chernobyl di Svetlana Aleksievic edizioni e/o. Il comitato mamme ci tiene a ringraziare tutti coloro che hanno in qualche modo contribuito alla riuscita di tutte le iniziative.
di Lucia Nascetti
Era il 2004: non ricordo com'è cominciata questa avventura, forse un articolo sul Punto e qualche volantino che pubblicizzavano la prima riunione presso la Pubblica Assistenza di Pianoro e subito io e la mia famiglia rimanemmo affascinati da questa bellissima iniziativa. Seguirono altre riunioni e dopo esserci consultati in famiglia, decidemmo di aderire a questo importante progetto. Chiedemmo di poter ospitare una bambina che avesse circa 8 anni, la stessa età di Linda, mia figlia, affinché potessero giocare e frequentare insieme il campo solare mentre io ero al lavoro. Grande fu per tutti l'emozione al loro arrivo, quando dal pullman scesero 9 bellissimi bambini stanchi per il viaggio e un po' impauriti per questa loro prima esperienza in un paese diverso dal loro. Mentre il tempo volava i bambini si ambientavano sempre di più e spesso ci si ritrovava tutti assieme nell'estate Pianorese fra parchi, concerti, balli e cocomerate anche grazie alla "Fira dal Sgumbei" organizzata dalla Pubblica Assistenza di Pianoro, organizzazione che ci è stata sempre molto vicina per qualsiasi necessità potessimo avere relativamente ai bambini nostri ospiti. È stato bellissimo in quei giorni rispondere alle domande di chi, incuriosito, voleva saperne di più ed è stato ancora più bello vedere aumentare l'anno successivo il numero di bambini ospiti nel comune di Pianoro. Il momento della partenza è stato triste, ma l'amicizia che è nata fra Linda e Olga è una gioia ed il giorno in cui arrivano le sue lettere, una festa. L'esperienza fatta è stata importante per tutti: figli, nonni, genitori, zii ed amici si sentivano in qualche modo coinvolti in questo grande progetto. Questo è stato un modo per stare insieme anche fra famiglie pianoresi che si conoscevano appena, ma soprattutto è stata bella la sensazione di aver fatto qualcosa di buono nei confronti di chi è meno fortunato. È stata certamente un'esperienza che ha arricchito dentro tutti coloro che vi hanno preso parte. Un grande grazie va alla Pubblica Assistenza di Pianoro e all'A.N.P.A.S. per la collaborazione, l'aiuto ed il calore dimostratici.