N. 5 - Anno X - Settembre - Ottobre 2005 Indice giornale

Cultura

LE CASE NELLA ROCCIA A LIVERGNANO

 
Stefano Galli

Arrivando a Livergnano sulla statale e svoltando in direzione della chiesa si incontrano una serie di abitazioni curiose e di una bellezza unica che sporgono di poco dal costone roccioso e si sviluppano al suo interno.  La curiosità che mi ha sempre stuzzicato verso queste abitazioni mi ha portato ad incontrare il livergnanese Umberto Magnani indicatomi da molte persone come l'uomo più adatto a parlarmi della storia di queste case.  Gli abitanti del paese non hanno fatto altro che utilizzare ed al limite ampliare anfratti e grotte già presenti in questi luoghi ed il ritrovamento di oggetti e selci fa pensare ad Umberto una possibile presenza umana già in epoca preistorica mantenendo una continuità che arriva ai giorni nostri.  La svolta qualitativa di queste abitazioni è avvenuta alla fine del 1700 quando tutte le case furono elevate di almeno un piano.  Infatti le abitazioni portano incise nei muri interni date di quel periodo e tutte al primo piano mentre a piano terra non vi sono incisioni.  Si può quindi ipotizzare un consolidamento del pian terreno che permetta l'elevazione in altezza e forse per questo motivo le amministrazioni locali cominciarono a considerare case queste strutture.  Sempre in questo periodo storico si ha lo stravolgimento di Livergnano dovuto al taglio effettuato da maestranze napoleoniche su progetti pontifici per dare alla Futa l'attuale percorso abbattendo parte del costone che da via dei Gruppi proseguiva ininterrotto seguendo via Bortignano.  Con i bombardamenti della seconda guerra mondiale le case nella roccia sono state tutte demolite, ma gli anfratti interni hanno retto ed hanno ridato un primo riparo alla popolazione e la possibilità di farsi una casa solamente ricostruendo il muro esterno.  Negli anni successivi Livergnano ha assistito ad un progressivo abbandono del paese fino a toccare negli anni 60-70 il punto minimo di circa 100 residenti.  Attualmente la popolazione si aggira attorno alle 400 unità considerando anche un gruppo cospicuo di stranieri costituito soprattutto da polacchi e rumeni.  Assieme a Magnani visito gli interni e tocco con mano i muri in arenaria, vedo nicchie scavate in epoche remote, scale che lambiscono le rocce plioceniche e vedo le diverse soluzioni: da chi ha rivestito la roccia con tessuti, a chi l'ha isolata con una finta parete a chi ha dipinto di argento le antiche scalfitture a chi ha preferito mantenere il disegno originale.  Salendo arrivo ai terrazzi che mi permettono visioni diverse e curiose rispetto alla strada.  Infine arrivo alle soffitte dove le travi del tetto sono conficcate nella viva roccia e dove da alcuni abbaini si vedono i rosmarini e le ginestre che sporgono direttamente dalla parete superiore.  L'umidità che mi aspettavo ben presente negli interni non si nota forse per l'esposizione a sud in costante pieno sole ed i proprietari riferiscono condizioni di temperatura costanti che danno una sensazione di calore in inverno e di freschezza in estate e comunque la sensazione che si prova negli interni è quella di essere avvolti, protetti, in qualche modo accettati ed amati dalla roccia, dalla terra, dalla vita.  Concludo la visita al museo Winter Line che raggruppa oggetti che testimoniano il passaggio della guerra a Livergnano curato direttamente da Magnani e neanche a dirlo situato in un anfratto a pian terreno dove si vede bene la roccia originale non lavorata e le nicchie successive create dalla mano umana.  Davanti ad un bicchiere di coca (sempre testimonianza del passaggio della guerra) Umberto mi parla di alcune curiosità come il fatto che in passato le case nella roccia costavano parecchio in quanto scavando al loro interno ottenevi materiale per edificare ed allo stesso tempo ampliavi i locali esistenti; mi parla di un caminetto interamente ottenuto dall'arenaria, ma recentemente demolito per ragioni di spazio, al di la della bellezza doveva essere un'opera sicuramente unica nel suo genere; infine mi parla della località Siberia (subito dopo il paese in direzione Pianoro) dove si trova un'altra interessante abitazione scavata completamente nella roccia ed isolata dalla stessa con un successivo scavo esterno.  Lascio la magica atmosfera di questa località sicuramente originale ripensando ad una mostra fotografica allestita nei locali della Loggia della Fornace da Giuseppe Rivalta e dedicata alle case nella roccia dove accanto alla Cappadocia ed ai pueblo Anasazi facevano la loro bella figura le case di Livergnano, motivo di vanto per il nostro territorio.


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