N. 5 - Anno X - Settembre - Ottobre 2005 Indice giornale

Attualità

IL TARTUFO: UN PRODOTTO TIPICO LOCALE IMPORTANTE


Sono già 17 anni che la Provincia assieme ad alcuni Comuni dell'Appennino Bolognese promuove la realizzazione di "Tartufesta". L'obiettivo che fin dall'inizio si è inteso e ancora oggi si intende perseguire è valorizzare un ambito territoriale ricco di potenzialità e di bellezze naturali, incentivandone le presenze turistiche attraverso il potenziamento dell'offerta commerciale e  gastronomica. Inizialmente erano quattro i Comuni aderenti alla manifestazione; via via sono aumentati fino a raggiungere il numero di quindici: Camugnano, Castel d'Aiano, Castel di Casio, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi, Lizzano in Belvedere, Loiano, Monghidoro, Monzuno, Pianoro, Porretta Terme, San Benedetto Val di Sambro, Sasso Marconi, Savigno e Vergato. Di questi, due, Castel di Casio e Savigno fanno parte a pieno titolo già da diversi anni dell'Associazione Nazionale "Città del Tartufo", la massima realtà associativa a livello nazionale per la promozione del prodotto tartufo nell'ambito della coltivazione, commercializzazione, tutela del territorio, valorizzazione dell'aspetto gastronomico. Sono del tutto evidenti le implicazioni di carattere economico che ruotano attorno al tartufo ed è questo uno dei motivi per cui negli ultimi anni ci si è particolarmente impegnati ad incentivarne la coltivazione quale potenziale fonte di reddito e di sviluppo del territorio. Attualmente in Provincia di Bologna sono oltre 70 le tartufaie controllate e coltivate per una superficie che supera ampiamente i 350 ettari.

I Prodotti tipici locali, tra i quali il TARTUFO BIANCO PREGIATO é probabilmente il più rappresentativo, costituiscono un ottimo veicolo di promozione globale del territorio, soprattutto qualora si integrino sinergicamente con modalità di  valorizzazione: artistica e culturale  (mostre, convegni, ecc. ); 

enogastronomica  (itinerari enogastronomici );

turistica (agriturismo, bed & breakfast, turismo enogastronomico, ecc. );

ambientale (visite guidate, ecc.). Il Tartufo è diffuso in varie regioni italiane e presenta caratteristiche organolettiche ampiamente differenziate a secondo del luogo di raccolta.

Non è però  possibile individuare veri e propri "distretti" del Tartufo poiché la raccolta è assai limitata sia nel tempo (brevissima stagione di raccolta) che nello spazio (territorio di raccolta assai limitato). Sarebbe opportuno "legare" altri prodotti tipici locali, (quali i funghi, i marroni, i vini, i formaggi, gli insaccati, il miele), al periodo di raccolta, cercando di dar vita ad una sorta di "filiera produttiva". L"individuazione e la diffusione di percorsi enogastronomici  diviene perciò una variabile fondamentale nel realizzare azioni di sviluppo del territorio locale. Infatti il "valore aggiunto" alla dimensione territoriale locale si genera  qualora il tartufo venga raccolto, consumato e venduto nei luoghi d'origine, promuovendo il turismo enogastronomico, culturale, storico-artistico, rurale, naturalistico, ed innescando così un "circolo virtuoso" con rilevanti e positive ricadute in termini economici. È soprattutto il binomio tartufo-gastronomia l'aspetto che interessa in particolare gli organizzatori di "Tartufesta", nonché i ristoratori e gli  operatori commerciali impegnati a sperimentare nuove ricette che, a giudicare dal numero sempre crescente di buongustai che ogni anno affollano le sagre, riscuotono lusinghieri consensi. Da parte nostra, è intenzione della Provincia promuovere iniziative nei confronti dei ristoratori affinché sia sempre più tutelato l'aspetto qualitativo e prevalga una cultura imprenditoriale che bandisca ogni tipo di sofisticazioni. Ricordiamo che la Provincia già in occasione del decennale di "Tartufesta" ha promosso la diffusione di un marchio del "Tartufo Bianco Pregiato dei Colli Bolognesi" che può costituire un efficace veicolo promozionale in grado di tutelare un prodotto che presenta caratteristiche inconfondibili di qualità. Valorizzare il tartufo significa anche promuoverne la conoscenza sotto l'aspetto scientifico e la Provincia di Bologna ha promosso nel corso degli anni scorsi alcuni congressi di grande interesse a cui hanno partecipato i maggiori esperti di tartufo a livello nazionale. Tartufesta 2005, giunta alla diciasettesima edizione, si inserisce pienamente nella linea che abbiamo indicato, proponendo un ricco ed articolato programma di avvenimenti anzitutto gastronomici, ma poi anche culturali e ricreativi. Protagonista assoluto sarà come sempre il profumato tartufo bianco, ma gli faranno da degni "comprimari" una varietà di prodotti tipici: dai funghi ai marroni, dai vini ai formaggi, dagli insaccati al miele, di cui queste zone sono particolarmente ricche. In tal modo, il "percorso enogastronomico" legato a Tartufesta si farà sempre più ampio e vario, e, assieme alle diverse iniziative collaterali, attirerà certamente molti turisti del fine settimana, ben lieti di sottrarsi almeno per un giorno al ritmo frenetico della città cedendo alle tentazioni delle numerose specialità gastronomiche del nostro Appennino e partecipando ai momenti culturali e di svago. A conferma dell'importanza che "Tartufesta" va assumendo sotto l'aspetto turistico e commerciale vi è anche il riconoscimento della Regione Emilia-Romagna che per l'ottavo anno consecutivo ha concesso il proprio patrocinio alla manifestazione. Vi sono dunque tutti i presupposti per confermare anche quest'anno il pieno successo dell'iniziativa.


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