| N. 5 - Anno X - Settembre - Ottobre 2005 | Indice giornale |
Ambiente |
|
IL FALCO GRILLAIO TRA DI NOI |
|
La LIPU pianorese mette in fibrillazione la mailing-list di EBN, dove sono raggruppati i più famosi ornitologi italiani. |
|
Umberto Fusini |
|
Quando si è in giro per i nostri calanchi e colline sarebbe buona norma tenere sempre gli occhi bene aperti. Certo c'è chi lo fa abitualmente, ma sono sicuro che è solo una piccolissima parte di quella enorme quantità di persone che, sì camminano, ma non vedono mai niente e difatti le strade sono spesso cosparse di cadavere spiaccicati di rospi, porcospini, uccelli e magari pochi se ne accorgono. Invece i birdwatchers, che vorrebbe dire osservatore di uccelli, ma in italiano oltre che essere poco filante offre facili giochi di parole a chi vuole fare battute di cattivo gusto ed è perciò meglio usare questo appellativo anglosassone anche perché sono stati loro i primi a coltivare questo passatempo. Comunque il fatto di cronaca che ha sollevato l'interesse di molti birdwatchers è stato quando il 3 agosto William Vivarelli metteva in rete la notizia, con tanto di foto, di aver avvistato sulla nostra collina un piccolo gruppo di falchi che dopo attento esame e consultazioni varie risultavano essere della specie Falco grillaio (Falco neumanni). Questo piccolo falco della dimensione minore del più comune gheppio (Falco tinnunculus), non era mai stato osservato nel passo migratorio di ritorno dai luoghi di nidificazione. E tanto meno nel passo di andata perché essendo il nostro territorio fuori rotta, non ci si era nemmeno mai dati la preoccupazione di fare dei monitoraggi sistematici. Dopo la prima segnalazione di William, messa in rete su EBN che è la mailing-list dei birdwatchers italiani, si è notato un deciso aumento di domande e di richieste dei siti dove si potevano osservare i falchetti in questione. Il fenomeno è durato fino a circa metà settembre e ha raggiunto punte con parecchie decine di individui delle varie classi di età. Si ipotizza che una delle cause che ha fatto deviare la rotta a questi laboriosi rapacetti, sia stato l'aumento esponenziale delle cavallette che hanno preso di mira i calanchi e i coltivi delle nostre colline. E' solo una delle ipotesi che si possono fare con dati comunque certi, un'altra ipotesi può essere l'aumento delle temperature abbia agevolato le nidificazioni di questa specie nei paraggi o quanto meno in regione. Insomma è una presenza nuova da tenere in considerazione e come tutti i predatori, grandi o piccoli, in natura sono degli ottimi equilibratori dello stato dell'ambiente. Nel caso specifico notiamo che il loro nome deriva dall'alimentazione: Falco grillaio specifica che è sì un falco, ma si nutre soprattutto di insetti ed in questa stagione di cavallette. Quelle cavallette che hanno anche allarmato gli agricoltori e fatto intervenire pure la Provincia e la Comunità Montana in modi vari. Questi falchetti se li trattiamo bene, è molto probabile che aumentino e che diventino una presenza abituale nel tempo. Potrebbero dare una mano a costo zero, nel rimettere in equilibrio le varie presenze delle comunità insettivore che tanto clamore hanno sollevato nella stagione appena trascorsa.