N. 5 - Anno X - Settembre - Ottobre 2005 Indice giornale

Notizie

IL PANE DEGLI ULTIMI

  Giovanni Dalmastri

….ho in mente un campo di grano, dove le spighe ondeggiano al vento e si chinano alla sua forza, poi si rialzano e con l'aiuto del sole e della buona stagione cambiano di colore ma rimangono sempre uniche portatrici di quello che per l'uomo, fin dal neolitico, è simbolo di vita, di nutrimento sano, fatto di sudore e dedizione al lavoro. Nei campi incolti si raccoglie zizzania, nel lavoro dei campi si riscopre se stessi. Non molto tempo fa per la nostra gente era festa grande vedere una trebbiatrice al lavoro. I bambini coltivavano un ricordo da custodire gelosamente dentro di sè. Ora, in qualche fiera una volta all'anno si possono rivivere quei momenti. Intanto i bambini crescono e si rendono compartecipi di un cambiamento di vita e di interessi. Sarebbe bello accostare al progresso che ci contamina, un pensiero rivolto al passato, attento, rispettoso, capace di ricercare il meglio per l'uomo non a scapito della vita stessa o del motivo per cui la si vive. Pagare il pane troppi euro al chilo non è un delitto (siamo abituati in questa società a pagare sempre di più per soddisfare manie o voglie represse), è un delitto piuttosto uniformarci allo standard quotidiano alimentare, dove non solo ciò che ti piace vede aumentare il proprio costo alle stelle, ma  anche quei beni di prima necessità necessari per soddisfare i nostri bisogni primari come pane, latte e suoi derivati, zucchero,sale,olio ecc…sembrano diventati merce rara e pregiata e a molti negata. Il pane non è merce di scambio. Non  si può barattare la sopravvivenza di quest 'uomo che sempre più sta conoscendo la soglia di povertà con agevolazioni tipo abbonamento televisivo. Certo non tutti siamo uguali, a molti di noi non interessa se il pane costa un euro o quattro euro. Con questo non è detto che chi acquista il pane a un euro sia un poveretto, anzi!   Se come Gandhi indicava con la marcia del sale una giusta campagna di solidarietà e richiesta di giustizia, così anche i non troppo attenti tra noi potranno riconoscere nello sforzo di chi, come la Coop di Pianoro, propone queste vendite a prezzo calmierato un indice di buona volontà, che potrà portare chi acquista e chi vende su un piano di rispetto e di conoscenza della dignità umana. Una volta si diceva: "sotto la neve pane". La neve era di tutti, il pane (o i frutti della terra) di molti. Oggi che da noi la neve non cade più così copiosa come anni fa, possiamo sforzarci di pensare a un pane per così dire "degli ultimi". Tenendo conto delle nuove povertà e di quello che si muove intorno potrebbe essere patrimonio comune prestare attenzione a questi fenomeni non televisivi, ma sempre più vicini a noi, a tutti noi. Per questo grazie a chi ha fatto il primo passo perché: "Quando qualcuno si muove, nessuno può rimanere fermo".

 


Inizio Sommario