| N. 6 - Anno X - Novembre - Dicembre 2005 | Indice giornale |
Attualità |
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I PRIMI RISULTATI DEI PIANI SOCIALI DI ZONA |
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Abbiamo concluso un lungo processo di concertazione con le OO.SS. e il tavolo del Welfare all'interno dei Piani sociali di Zona. Si è partiti dalla programmazione della rete dei servizi al 31.12.2004 considerando un eventuale sviluppo o riduzione dei medesimi, prendendo atto delle liste di attesa ai servizi. Il riferimento normativo è stato quello emanato dalla Regione, che ha sottoposto 4 macro obiettivi.
- prendersi cura di chi cura (care giver) nella domiciliarietà e nell'assistenza;
- interventi sociali per coloro che soffrono di demenza e dei loro familiari;
- programma di azioni di rafforzamento del "vicinato" ( centri sociali, centri diurni, volontariato, vicinato)
- qualificazione delle assistenti familiari o "badanti"
Nell'ambito di questo punto si è lavorato in maniera trasversale con i gruppi sul disagio sociale adulto (nuove povertà) e le cooperative di tipo B. arrivando alla stesura di documenti programmatici comuni condivisi. Anziano e disabilità sono problematiche che vedono un lavoro comune soprattutto per quanto riguarda l'assistenza domiciliare: l'assegno di cura è stato inteso come rafforzativo della permanenza presso la propria famiglia dell'anziano/disabile.
Abbiamo convenuto quindi che occorre puntare sulla domiciliarietà dell' anziano o disabile. I comuni del Distretto Sanitario di San Lazzaro di Savena, l'Azienda USL e le IPAB hanno sottoscritto un accordo di programma finalizzato a sviluppare una rete di servizi e interventi tra loro coordinati di natura sanitaria, sociale ed educativa, in risposta alla globalità dei bisogni della persona anziana per un significativo miglioramento della qualità di vita. E' stata consolidata in questo modo l'attività, il ruolo, l'identità, l'operatività del Servizio Assistenza Anziani (SAA) tramite la Creazione di un servizio operativo gestionale unico per l'accesso e il coordinamento e l'integrazione delle funzioni sociali e sanitarie a favore della popolazione anziana, che in pratica, regola l'accesso alla rete dei servizi anziani. Viene rafforzato il ruolo e l'operatività dell'UVG (Unità di Valutazione Geriatrica) intesa come strumento tecnico del SAA (Servizio Assistenza Anziani)con funzioni di valutazione dei bisogni socio sanitari dell'anziano non autosufficiente o a rischio di non autosufficienza. Gli Enti sottoscrittori individuano nel Comune di Pianoro in qualità di Comune capofila, il soggetto che assume l'onere per conto degli altri contraenti di provvedere agli aspetti amministrativi e contabili del funzionamento e dell'attività del SAA. che entra a pieno titolo nei Piani Sociali di Zona e come obiettivo deve entrare nella gestione dell'Ufficio di Piano (strumento amministrativo dei Piani Sociali di Zona). E' stato definito dal gruppo tecnico distrettuale un regolamento unico per l'utilizzo del Fondo per la Non Autosufficienza in accordo con le OO.SS. Questo comporta una compartecipazione da parte degli utenti dei servizi sulla base dell'ISE. A tale scopo si arriverà ad una applicazione omogenea di tale indicatore economico, tra tutti i comuni del distretto. Stiamo lavorando insieme al Distretto Socio-Sanitario e alla ASL alla definizione del programma di gestione della RSA di Carteria in fase di ultimazione. E' stato definito ed approvato il percorso per l'attivazione dello Sportello Sociale che ha preso avvio a fine Luglio. Sono stati acquistati i programmi e la rete informatica necessari per attivare tutti gli sportelli. A questo seguirà l'installazione dei programmi gestionali e la formazione degli operatori degli sportelli e coloro che ruotano attorno al Sociale. Il passaggio successivo vedrà sommarsi a questo il CED della provincia (59 comuni) nel progetto "GARCIA" per uniformare i sistemi informativi. Esiste già un portale dei Servizi Sociali".
Abbiamo aderito all'Osservatorio Provinciale dell'Immigrazione per promuovere azioni atte a valorizzare la presenza dei cittadini stranieri immigrati e promuovere il loro protagonismo nella definizione delle politiche pubbliche a livello locale, anche realizzando organismi rappresentativi a carattere elettivo, secondo le opportunità consentite dalla normativa vigente ed in base ad una attenta valutazione delle singole realtà locali e delle esperienze in tal senso già avviate. Inoltre stiamo realizzando percorsi di confronto e riflessione su questa tematica con le parti sociali, con i soggetti del terzo settore ed in particolare con le associazioni di cittadini stranieri immigrati attive sui rispettivi territori, nonché con altri soggetti eventualmente interessati per individuare e promuovere le forme di partecipazione dei cittadini stranieri immigrati consentite dalla normativa attuale e che meglio si adattano ad ogni singola realtà locale.
Il Comune di Pianoro è promotore di una iniziativa sovracomunale per la quale sono state gettate le basi per la costituzione di un sistema territoriale integrato per la formazione degli adulti nel Distretto di San Lazzaro di Savena. Il bacino territoriale oggetto dalle azioni previste dal progetto rientra all'interno dell'ambito 6 delle Conferenze Territoriali della provincia di Bologna e in particolare i Comuni di Ozzano, San Lazzaro di Savena, Loiano, Monghidoro, Monterenzio, Pianoro. Gli obiettivi operativi di questo processo che abbiamo avviato prevedono:
- La costituzione di una rete di collaborazione tra Enti locali, Scuole, Sportello comunale del lavoro (presente sul territorio di Rastignano), enti di formazione che già operano sul territorio, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali. Tutti soggetti che a diverso titolo e con diverse prospettive hanno la possibilità di essere "testimoni privilegiati" e che quindi permetteranno di approfondire organicamente la conoscenza della vasta realtà locale, identificando quelle che sono le opportunità (strutturali ed umane) ed i vincoli allo scopo di individuare possibili azioni successive
- La mappatura delle risorse territoriali: offerta in termini di strutture (la natura e la dislocazione delle sedi, le attrezzature disponibili), i percorsi formativi presenti,(i vincoli e le condizioni di utilizzo, i riferimenti e le modalità per l'attivazione su richiesta)
- L'analisi dei fabbisogni formativi manifestati dal territorio, anche in vista di un possibile incrocio fra domanda e offerta, sviluppato in un'ottica partecipativa tra gli attori locali
- L'individuazione delle strategie progettuali realizzabili allo scopo di attivare risposte possibili nel territorio di riferimento.
Tale sperimentazione è in corso ed in via di definizione.