| N. 6 - Anno X - Novembre - Dicembre 2005 | Indice giornale |
Cultura |
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SAN BARTOLOMEO DI MUSIANO: UN MONASTERO SULLA STRADA DI TOSCANA |
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Giornata di studio presso il nuovo teatro parrocchiale di Pianoro Vecchia |
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Il 15 ottobre si è svolto a Pianoro Vecchia nel rinnovato ambiente del teatro "Le rose" il convegno di storia medioevale in occasione del quale verranno presentati da alcuni studiosi documenti sul monastero di Musiano e sulle sue proprietà, come gli "hospitali", che si trovavano sulla antica via di Toscana. Alcuni studiosi appartenenti alla Deputazione di Storia Patria per le Province di Romagna e al Gruppo di Studi Alta Valle del Reno di Porretta Terme ed alla rivista "nuèter" tra i quali rispettivamente Angela Donati e Renzo Zagnoni, hanno raccolto e analizzato negli anni la preziosa documentazione originale conservata presso l'Archivio di Stato di Bologna. Renzo Zagnoni che insieme ai parroci di Pianoro Vecchia e Musiano è stato uno dei principali promotori riferisce: "Il monastero di San Bartolomeo sorse nel secolo X su una delle più importanti strade di valico transappenninico come monastero famigliare appartenente in origine ai conti che governavano il territorio al di fuori della città di Bologna nelle prime colline meridionali. Ebbe grande importanza per i suoi vasti possessi patrimoniali e per le chiese e gli "hospitali" dipendenti, come ad esempio quello di San Giacomo di Pianoro Vecchia che passò alle sue dipendenze nel 1200." Angela Donati dell'Università di Bologna racconta: "Le relazioni di questa giornata di studio evidenziano la funzione del monastero di San Bartolomeo la cui fondazione risale al X secolo lungo la strada che da Bologna si dirige verso la Toscana con la funzione di accogliere i poveri ed i molti pellegrini. Nel XIV secolo San Bartolomeo venne unito all'abbazia di Santo Stefano di Bologna e per questo la documentazione archivistica relativa al monastero si trova unita a quella bolognese." Don Luciano Bavieri, parroco di Pianoro Vecchio, riferisce: "Il convegno si svolge a Pianoro Vecchia perché proprio qui si trova una delle proprietà del monastero di Musiano, il luogo di ospitalità del monastero dedicato a San Giacomo patrono dei pellegrini e divenuto sede della parrocchia solo dopo il 1400. Io stesso che da oltre venti anni abito la casa che fu "hospitale" ho allertato e quasi "tampinato" lo studioso Renzo Zagnoni di Porretta che nelle sue ricerche aveva ormai raccolto abbondante materiale su questo argomento". Su proposta dei promotori della giornata di studio è stata in questi giorni ricollocata dall'esterno all'interno della chiesa di San Bartolomeo un importante monumento dell'età romana la cui iscrizione ricorda un esponente del Senato di Roma della metà del II secolo d.c. che in origine doveva essere stata collocata a Bologna, ma che fu poi reimpiegata, come spesso è avvenuto, nella costruzione della chiesa di Musiano. Nel dopoguerra la lapide venne rinvenuta nelle fondamenta del crollato edifico della chiesa. Restaurata a cura della Soprintendenza Archeologica di Bologna e grazie all'impegno del Comune di Pianoro è stata sistemata in chiesa per essere meglio custodita e valorizzata. Il convegno si è aperto alle ore 9,30 col saluto del parroco Don Luciano Bavieri e del Sindaco di Pianoro Simonetta Saliera cui hanno seguito gli interventi di Angela Donati, Paola Porta, Renzo Zagnoni, Paola Foschi e Giovanni Bensi. Al termine della mattinata visita ai resti del monastero medioevale di Musiano e inaugurazione della nuova collocazione dell'epigrafe romana di Quinto Pompeo Senecione. La cerimonia è stata preceduta da un saluto di Don Giorgio Paganelli della parrocchia di Musiano. Il Sindaco ha poi espresso un un ringraziamento a tutti i relatori e un particolare apprezzamento per il lavoro svolto dagli studiosi Renzo Zagnoni e Angela Donati frutto di un'appassionata e rigorosa ricerca che ha consentito di portare a conoscenza del pubblico un patrimonio prezioso per la nostra storia locale ed un ringraziamento per la preziosa collaborazione alla Soprintendenza Archeologica di Bologna.