| N. 6 - Anno X - Novembre - Dicembre 2005 | Indice giornale |
Notizie |
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GIOVANNA PASCOLI PICCININI |
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Maestra d'arte e di vita |
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Gianna Solmi |
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L'arte come idea, come esperienza, come dono. Giovanna Pascoli non è più fra noi, se n'è andata per sempre, una malinconica tristezza mi suggerisce che non potrò più vederla, ma la forza dell'amore mi dice che non l'ho perduta. E' stata uno degli amori della mia vita: Lei è in me, in tutti quelli che l'hanno amata e goduta, come intellettuale, come maestra, come divulgatrice d'arte. Ha lasciato una traccia indelebile nel mio modo di vivere l'arte ed ha rafforzato in me quel pensiero che anche gli artisti possono dare "un senso al mondo", avendo io stessa frequentato l'Accademia di belle Arti, ho trovato in lei una sostenitrice del mio lavoro. Ho scritto molti articoli dedicati a Giovanna e se la memoria non mi tradisce l'ultimo che ho pubblicato su questo giornale è un'intervista fatta in occasione dell'inaugurazione della nuova piazza a Rastignano dedicata al marito, medaglia d'oro e capitano di Corvetta Gastone Piccinini. Anche l'ultima foto scattata che ci vede insieme è su questo giornale, appartiene all'articolo scritto da Carola Pandolfo Marchegiani, dove lei presenta i miei lavori grafici a Vignola. La Pascoli aveva trasformato in arte la vita stessa con i suoi gesti e con la sue frasi che avresti voluto fermare in un quaderno di appunti. Quando lo riteneva opportuno sapeva essere dura, perfino esageratamente critica, ma sempre ti costringeva ad una meditazione utile, ad una riflessione importante. L'arte è intuizione, diceva, l'arte è forma. L'arte è un momento storico, legato alle condizioni di sviluppo di una società e di una cultura. Così ogni epoca, ogni popolo ed ogni cultura danno vita ad uno specifico modo di rigenerare l'idea dell'arte. Le sue critiche dedicate ai grandi autori ed a chi timidamente si avvicinava al pubblico con desiderio di esporre i propri lavori, erano sempre attente, corrette, aderenti ai fenomeni passati e presenti, oltre che a fare un'analisi della personalità e del vissuto dell'artista esaminato. In questa scienza, perché di scienza si tratta, vi è una questione d'interrelazione tra i bisogni, le tecniche, i materiali e la progettazione che rimanda a segni semantici e simbolici. Giovanna ha presentato artisti nelle gallerie di molte città italiane, ha fatto parte come giurata e presidente per premi importanti. Teneva conferenze pubbliche con regolarità al Quartiere Savena, al Teatro Duse ed anche da noi alla Fornace di Rastignano, dove organizzando eventi culturali per i miei concittadini, la invitavo a partecipare ed il pubblico, sapendo della sua presenza, raggiungeva numeroso la nostra sala e si deliziava in lei. La professoressa Pascoli affermava che l'arte non è concepita per se stessa, ma concepita in funzione della vita e del significato dell'esistenza. L'arte è sempre stata, legata (anche nelle sue negazioni) e direttamente coinvolta con la natura, in simbiosi come nessun'altra esperienza lo è. Essa si fa e prende corpo sulla tela, nei colori, nella creta, nei metalli, diventa manipolazione tecnica della materia, una per ogni arte, una per ogni opera. L'arte è visione nel senso forte del termine e penetra nella nostra essenza, nelle nostre fibre e in quel momento ci appartiene e noi le apparteniamo per sempre. Ed io ubbidiente ai suoi insegnamenti, quando porto i lettori de L'Idea alle grandi mostre e scopriamo questi artisti, questi lavori faticosi del "proprio io", chiedo sempre di lasciare scorrere dentro di noi l'emozione e la passione che questi uomini e queste donne ci trasmettono con tanta dedizione. L'arte più che raccontarci, c'interroga e ci aiuta a capire se sappiamo emozionarci dello stupore del mondo, del microcosmo, del macrocosmo e della vita stessa. Se ci applicheremo con umiltà, devozione e coltiveremo questa conoscenza, ci verrà reso un dono, una forma mentis che potremo applicare in altre forme espressive del nostro quotidiano. Insomma vorrei che tramite la figura di Giovanna Pascoli l'opera d'arte fosse per voi non soltanto un testo, ma un pretesto, un punto di partenza per portare il messaggio dell'arte nella realtà, per imparare a guardare le cose che ci circondano in modo diverso.