N. 6 - Anno X - Novembre - Dicembre 2005 Indice giornale

Ambiente

IL PIVIERE TORTOLINO Charadrius morinellus.

Altra sortita con strepitoso successo della LIPU pianorese, che di nuovo arroventa la mailing list di EBN

 
Umberto Fusini

Le osservazioni che abbiamo avuto la fortuna di fare sono frutto di un seme piantato il 25 novembre dello scorso anno quando, in una serata organizzata dalla LIPU di Pianoro, Antonio de Faveri ci intrattenne appunto sul piviere tortolino (e non solo), raccontandoci fatti e storie che oltre ad essere accompagnati da splendide immagini, avevano creato un'atmosfera molto particolare accompagnata da un forte entusiasmo.  Così sempre in quella sera per molti un po' magica, il nostro gruppo e anche altri, si ripromisero di esplorare il Corno alle Scale e gli ambienti limitrofi con le caratteristiche ambientali adatte al tortolino. Martedì mattina 06 settembre di buon'ora, ma non troppo, partiti da Pianoro William Vivarelli ed io ci siamo incontrati con Giorgio Leoni, terzo ed ultimo argonauta, per la fatidica giornata che per la verità non credevamo  avesse uno svolgimento tanto positivo; ma tutto era scritto. Da Vidiciatico abbiamo proseguito per Madonna dell'Acero, infine siamo giunti al termine della strada asfaltata circa 600 metri dopo il lago del Cavone vicino agli impianti di risalita in questo periodo a riposo. Alle 9:30 è iniziata l'escursione. La giornata bella col sole fin troppo sfacciato ci ha permesso di portarci in quota in breve tempo. Breve sosta al Rifugio del Sassetto dove abbiamo avuto l'opportunità di osservare e fotografare alcuni culbianco e qualche codirosso. L'ambiente che ci pareva più indicato ad ospitare il tortolino è proprio la pietraia che si trova ai piedi del monte Cornaccio in direzione rifugio Duca degli Abruzzi. Difatti, appena pochi passi e come per incanto i piccoli limicoli di montagna ci hanno deliziato della loro presenza. Sembrava ci corressero attorno, noi presi fin troppo dall'entusiasmo abbiamo avuto un comportamento eccessivamente caloroso e i tortolini si sono spaventati e sono fuggiti, poi dopo pochi minuti sono ritornati proprio da dove erano partiti e questo si è ripetuto per ben due volte. Tutto ciò potrebbe significare che l'ambiente da loro preferito non si trova poi in tanti posti, altrimenti non sarebbero tornati nonostante la nostra presenza, a meno che non ci abbiano trovati particolarmente simpatici. Giorgio Leoni venerdì 14 ottobre ha fatto una escursione nella zona dove abbiamo rinvenuto i tortolini, sull'alto appennino fra il monte Cornaccio e il rifugio Duca d'Abruzzo. Ebbene proprio negli stessi siti degli avvistamenti, ha raccolto una sportina di bossoli di cartucce (e tante altre lasciate in loco), sparate dai cacciatori. Certo non vuol dire che abbiano mirato anche ai tortolini, ma sempre come diceva  un certo vecchio "a pensare male si fa peccato, ma si indovina" .. Tutto questo poi per dire che noi siamo andati alla ricerca del tortolino solo quest'anno, non è escluso però che altri (leggi cacciatori) conoscessero meglio la situazione.  La zona si trova proprio dove il parco del Corno alle Scale confina col versante toscano non sottoposto a vincoli, speriamo i controlli vengano fatti bene dalle autorità competenti.

 


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