| N. 1 - Anno XI - Gennaio - Febbraio 2006 | Indice giornale |
Attualità |
|
GLI SCOLARI IN VISITA DIDATTICA CON ADRIANO SIMONCINI E UMBERTO FUSINI |
|
Quando le cose funzionano in modo esemplare - Un felice incontro tra scuola, Amministrazione Comunale e volontariato. |
|
Marco Malpensi |
|
Adriano Simoncini ha incominciato 20 anni fa (allora direttore didattico) ad andare in giro con i ragazzi delle elementari ed i loro insegnanti per scoprire, insieme, il mondo circostante. Ora, scrittore affermato di libri che hanno sempre un legame con il nostro territorio, la sua natura, la sua storia, le sue tradizioni, è il direttore del Centro Storico Documentale della Loggia della fornace di Rastignano. Umberto Fusini, naturalista conosciuto ed apprezzato ben oltre Pianoro, è il presidente del Centro Anfibi dislocato a Pian di Macina. Parecchi anni fa, quando "i nostri" si sono incontrati, hanno scoperto passioni ed interessi comuni ed è nato un sodalizio duraturo dal quale sono nate le così dette gite scolastiche (più propriamente si tratta di visite didattiche guidate). Di tali gite, che hanno già coinvolto migliaia di ragazzi pianoresi, Simoncini e Fusini sono gli organizzatori ed animatori. La loro iniziativa è stata resa possibile dalla disponibilità degli insegnanti e dei dirigenti scolastici e dal sostegno del comune di Pianoro che, nell'ambito del suo programma "scuole aperte" comprensivo di un vasto arco di importanti interventi, ha messo a disposizione autobus e autisti risolvendo il problema del trasporto di alunni, insegnanti e accompagnatori. Per avere un'idea di che cosa si tratta proviamo ad esaminare gli aspetti più significativi del lavoro svolto nell'ultimo anno scolastico (2004/5). Le visite didattiche effettuate sono 34 (31 classi di scuola elementare e 3 di scuola media) per un totale di 68 insegnanti e di circa 660 ragazzi. Il programma delle uscite era correlato alla attività didattica delle varie classi ed alla età degli alunni. Oggetto delle visite, preparate dagli insegnanti, sono stati: -il parco del Ginepreto con osservazioni stagionali e collocazione di cassette nido; -la fattoria di Sassolungo a Zena (gli animali, l'orto, la campagna); -la palude Sgalara con prelievo di ovature di rane e rospi per lo studio in aula della metamorfosi degli anfibi; -il bosco di Scascoli con raccolta delle castagne; -il torrente Savena (il fiume e le sue sorgenti, il lago di Castel dell'Alpi, la garzaia degli aironi, la nidificazione del falco pellegrino, la cave di ghiaia sabbia e caolino, i mulini ad acqua); -il museo della civiltà contadina di Piamaggio; -il contrafforte pliocenico (geologia, fauna, flora); -le vallate del territorio (Savena, Zena, Idice, Sambro, Setta); -i borghi medievali e le case a torre dell'Appennino; -la strada romana a sud della Futa e il cimitero dei soldati tedeschi. Nel corso delle visite sono stati usati insieme agli alunni carte topografiche, bussola, binocoli, macchine fotografiche oltre a raccoglitori di fiori, foglie, frutti, rocce, fossili… L'obiettivo delle uscite è sempre multidisciplinare; si vuole cioè leggere l'ambiente in tutti i suoi aspetti cogliendo le occasioni che si presentano per trattare in maniera semplice e diretta di storia, folclore, geografia, botanica, zoologia, geologia, ecologia, dialetto…
Come si vede siamo davanti ad una iniziativa che rende onore ai suoi protagonisti ed a Pianoro. Stupisce l'organizzazione perfetta di un lavoro complesso che coinvolge molti protagonisti con diverse responsabilità; stupiscono le capacità e la determinazione dei promotori che riescono a mantenere così a lungo negli anni la freschezza di quanto da loro realizzato; stupisce la qualità degli interventi didattici che sono rivolti non solo agli alunni ma, se del caso, anche agli insegnanti (per loro sono stati organizzati finanche corsi di aggiornamento). Non si capiscono invece le ragioni della scarsa partecipazione delle scuole medie (solo 3 classi coinvolte nell'ultimo anno scolastico contro 31 delle scuole elementari). Forse perché manca nella scuola media una tradizione di apertura al mondo esterno che invece nelle elementari è ben radicata; forse perché l'attenzione degli insegnanti delle medie è necessariamente più incentrata sulla loro materia piuttosto che sulla formazione generale degli alunni; o forse perché qualcuno di loro ha il dubbio che le visite siano soltanto una bella gita. E le visite guidate sono anche una bella gita; ma sono certamente anche molto di più. In un mondo in cui appaiono sempre più stridenti e dense di pericoli le contraddizioni fra lo sviluppo dell'attività umana e l'equilibrio della natura, l'educazione dei ragazzi all'amore e al rispetto dell'ambiente dovrebbe essere compito prioritario anche della scuola; e in questo ambito i risultati non sono facilmente ottenibili utilizzando soltanto i libri: scendere sul campo vedendo, toccando, verificando il lavoro preparatorio fatto in classe, è un contributo importante che lascia il segno.