N. 1 - Anno XI - Gennaio - Febbraio 2006 Indice giornale

Attualità

LE PROIEZIONI DI DIAPOSITIVE STORICHE A VILLA GIULIA

  Carola Pandolfo Marchegiani

Pianoro "La Cassino del nord" prima e dopo la seconda guerra mondiale, è il titolo di questo incontro con gli ospiti di Villa Giulia e con quanti  hanno voluto partecipare. Questo é lo spirito di aggregazione che offre la "Casa" che non voglio volutamente chiamare di riposo. Gli ospiti hanno sì bisogno di riposo, ma anche di essere sollecitati nei loro ricordi, nel loro passato e perché no, nel loro futuro. Quando Maria Pia Mezzini della segreteria del Sindaco di Pianoro mi ha dato un libro edito dal Comune per  Battista Sacchetti, ospite di Villa Giulia, che era stato Amministratore Comunale dal 1946 al 1970, ho visto la felicità negli occhi di Battista solo per essere ricordato.  Ho quindi avuto l'idea di organizzare il 18 gennaio un incontro con una serie di diapositive tratte dai volumi che il  Comune mi ha dato per ricordare la Storia di Pianoro agli ospiti di Villa Giulia che ora sono tutti, di diritto, cittadini pianoresi. Organizzare gli incontri a Villa Giulia non è mai un problema, anzi, la coordinatrice Dottoressa Ivonne Capelli è sempre pronta e disponibile. Marco Capelli è stato un prezioso collaboratore avendo tradotto in diapositive tutte le immagini che ero riuscita a raccogliere del "prima" e del "dopo". Cristina Grilli è sempre disponibile per ogni necessità. Lavorare con loro non è mai una fatica, ma un piacere. Sono le dieci e la prima a giungere tra noi è l'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pianoro Daniela Mignogna, che ci ha onorato della sua presenza con parole affettuose e di incoraggiamento a continuare questa iniziativa di conoscenza del luogo in cui viviamo. I ricordi non sono mai a colori, ma sempre in bianco e nero. Addirittura le dispositive sono risultate color seppia vista la vetustà delle foto rendendo ancora meglio la memoria. La programmazione delle diapositive è stata intervallata dalla mia descrizione e dagli interventi, primo tra tutti quello della signora Vitaliana Cevenini vedova Nanetti, ospite esterna avendo letto la notizia sul Resto del Carlino e, a tal proposito, ringraziamo Paolo Brighenti per la pubblicazione. La signora ha riconosciuto le case, le strade, i vicoli, le persone. Quando ho mostrato l'immagine di Umberto Bianconcini, primo cittadino di Pianoro dal 1914 al 1922, ha esclamato: "Io l'ho conosciuto". E' stata preziosa la presenza della signora Vitaliana. Dante Nicoli, ospite sempre molto attento e partecipe agli incontri, si è soffermato sulla  foto della famiglia Bettini analizzando l'eleganza della famiglia che pure evidenziava una civiltà contadina. Vedere il paese come era ha emozionato gli ospiti, un paese con albergo, farmacia, la Locanda della Posta chiamata così per la muta dei cavalli sulla strada che da Bologna portava a Firenze, l'ospedale che il dott. Ugo Poli aveva voluto creare a sue spese riuscendo  a trasformare l'intera sua casa in una struttura specializzata in chirurgia. In una delle  foto della via Nazionale siamo riusciti a leggere anche l'insegna "cinematografo".  L'arrotino e burattinaio Venturi Gino detto "Camèn" ha destato la mia curiosità. La Signora Vitaliana lo aveva conosciuto e Battista ci ha detto che il soprannome derivava certamente da "camino", ma non sapeva perché. Forse era un tecnico di questo necessario strumento di riscaldamento. Anche la foto di casa Dalmastri con il distributore di benzina all'angolo della piazzetta ha suscitato interesse perché  come famiglia tutt'ora  abitante con esercizio nella Pianoro Vecchia, é conosciuta anche dagli ospiti.  Insomma, Pianoro era un vero e proprio grande paese. La commozione delle successive diapositive relative alle macerie dovute alla guerra ha coinvolto tutti. Il ricordo è stato collettivo non solo per le immagini di Pianoro, ma anche per quelle che ognuno ha rivisto pensando al proprio paese o città. Ezio De Maria che abitava a San Ruffillo in Bologna, aveva risalito a piedi la statale della Futa per vedere Pianoro distrutta, anzi,  rasa al suolo. Antonio Gullotti che abitava a Borgo Panigale e faceva il carpentiere, nel 1947, iniziata la ricostruzione, era stato chiamato da Baldisserra  per lavorare a Pianoro nella sua impresa "un bravo padrone" dice: "Dopo sette anni di andata e ritorno in bicicletta da Borgo Panigale a Pianoro,  mi ha regalato un motorino per facilitare i miei spostamenti". La foto del 26 ottobre 1952 che rappresenta la visita in occasione delle cresime del cardinale Lercaro venuto da Bologna e quindi conosciuto anche da chi di Pianoro non era, ha trasmesso un'emozione in Dante Nicoli che ha visto in questo episodio la promessa di quanto fatto e quanto si potesse ancora fare per la rinascita. Ma una grande emozione è stata anche la mia quando Ezio De Maria ha ricordato mia madre, la Derna, che, dice:  "Avrebbe avuto tante cose da raccontarci, lei che era una grande sportiva ci avrebbe parlato del passaggio della Mille Miglia del '32 e sicuramente  della Bologna Raticosa del '46 che come  abbiamo visto dalla  diapositiva,  passando tra le macerie,  dava l'idea di vita nuova e voglia di risorgere".  Abbiamo poi scorso velocemente alcune foto che riguardavano Pianoro Nuova che da paese agricolo si stava trasformando in paese industrializzato con l'insediamento di stabilimenti di rilevanza nazionale e mondiale.  A questo punto rendendomi conto che gli ospiti erano ancora vogliosi di sapere come Pianoro era risorta e quante case e quanti altri esercizi l'avevano arricchita, ho preso l'impegno di fare io stessa una ricerca del nuovo e portarla a loro, per ancora un incontro e un'altra mattinata insieme.


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