| N. 2 - Anno XI - Marzo - Aprile 2006 | Indice giornale |
Cultura |
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Il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica a Bologna |
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Le iniziative culturali de "L'Idea" |
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Gianna Solmi |
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Un gruppo d'amici dell'Idea ha visitato il Museo della Musica. Il percorso iniziato dal Teatro Comunale ci ha poi condotti nei vicoli e nelle strade del centro storico intitolate ai musicisti ed ai luoghi deputati alla musica. La città vanta un'antica vocazione e tradizione musicale che risale al tempo della famiglia Bentivoglio. Bologna ha dedicato il conservatorio a padre Martini, che era il massimo esperto musicale nella seconda metà del Settecento. Definita da Charles de Brosses "il gran seminario della musica italiana" nel 1740 Bologna è stata culla privilegiata delle più varie espressioni musicali (liturgica, goliardica, ebraica …). Tra XVII e XIX secolo fu luogo di formazione e d'attrazione per numerosi ed importanti artisti di fama europea. Personalità come Mozart, Liszt, Rossini, Donizzetti la scelsero come dimora per periodi della loro vita. Il giovane W. A. Mozart per diventare maestro di cappella ha svolto un compito presso la nostra Accademia Filarmonica. Richard Wagner nel 1872 diventò cittadino onorario di Bologna. Negli stessi anni la famiglia Sanguinetti acquistò il palazzo cinquecentesco di Strada Maggiore che ai nostri giorni ospita il museo della musica. Nel 1986 l'ultima erede, la signora Eleonora Sanguinetti, ha donato al Comune di Bologna la gran parte dell'edificio a ricordo, come risulta dal suo testamento, "del…mio indimenticabile papà, dottor Guido, nel cui nome ho voluto a suo tempo la donazione del palazzo di Strada Maggiore 34 perché fosse destinato a museo musicale e biblioteca…". Inaugurato nel maggio del 2004 l'edificio si apre al pubblico dopo un attento restauro che ha riportato all'originario splendore uno degli esempi più alti del periodo napoleonico e neoclassico a Bologna con i suoi ricchissimi affreschi realizzati tra la fine del settecento e gli inizi dell'ottocento. Il museo porta a conoscenza del grande pubblico il ricco patrimonio di beni musicali che il Comune di Bologna possiede e custodisce da tempo e che erano rimasti confinati in depositi oppure erano visibili in occasione di esposizioni temporanee. Il percorso nelle stanze del museo ripercorre cinque secoli di storia della musica europea (XVI-XX sec.) attraverso strumenti musicali, ritratti di musicisti illustri, documenti bibliografici e iconografici (110.000 volumi tra cui manoscritti, autografi di musicisti, spartiti). Alcune sale dedicate a padre Martini fanno capire che il musicologo francescano è veramente il padre spirituale del nuovo museo per il prezioso lascito morale, intellettuale e materiale. Un museo dovrebbe essere il luogo principale della comunicazione della scienza che rappresenta. Purtroppo, come sappiamo, conservare un bene per la collettività e per il futuro si rivela sicuramente difficile e trasmettere il suo valore intrinseco ancora di più! Il nostro museo di Bologna è un ottimo esempio e ci riempie di orgoglio. Vorrei quindi ringraziare pubblicamente la direzione, i curatori e tutti gli operatori del museo. Un pensiero affettuoso alle insegnanti dell'aula didattica che portano i ragazzi alla conoscenza di quest'arte così nobile e così utile al nostro spirito, alla nostra intelligenza. Nella nostra visita, amorevolmente e con colta saggezza ci ha guidato e svelato i segreti del museo, la professoressa Anna Cappello.