| N. 2 - Anno XI - Marzo - Aprile 2006 | Indice giornale |
Attualità |
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I BOCCONI AVVELENATI: UN ASSASSINIO VIGLIACCO |
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| Giuseppe Rivalta | |
E' la sera di venerdì 17 gennaio 2006. Sono le 20,30 quando rientriamo a casa a Paderno a pochi km da Bologna. Arrivano come al solito trotterellando i nostri cani, ma uno non si vede: strano. Il giovane pastore tedesco di nome Hula arriva dopo poco, ma lentamente e subito cerca di infilarsi sotto alla macchina appena parcheggiata. Temiamo che abbia subito un urto da qualche vettura attraversando la strada, ma immediatamente ci rendiamo conto che c'è qualcosa di grave poiché rantola e sbava abbondantemente e ha le zampe bagnate e così pure la parte posteriore sporca di feci giallastre. Ci guarda con i suoi dolci occhi dalle pupille strette e contratte. Trema e i muscoli vibrano con ritmiche fascicolazioni. Immediatamente avviso il mio amico, che è anche il proprietario del cane, che in questo periodo è giù in città. Mi dice che un'ora prima era andato a fare un giro nei suoi campi accompagnato come al solito da Hula e che alle 19,30 ,quando l'aveva lasciata, stava bene. Insieme a suo figlio avvisato tempestivamente, carichiamo la povera bestia ed in un quarto d'ora siamo a porta Santo Stefano già nell'ambulatorio veterinario che fa servizio 24 ore su 24. La dottoressa capisce al volo la situazione e diagnostica un forte avvelenamento provocato senz'altro dall'ingestione di un "boccone" lasciato ad hoc da qualche persona priva di scrupoli. Atropina, flebo, intubazione, svuotamento dello stomaco, anestesia ecc. ma alle 4,30 del mattino successivo Hula è deceduta! Ho ancora davanti agli occhi il suo sguardo interrogativo, mentre le tenevo fermo il tubo in gola, che le permetteva di respirare, senza soffocarsi con le secrezioni abbondanti che produceva. Perché, che mi sta succedendo? Sembrava domandarmi: la risposta l'avevo già dentro di me e vedevo un personaggio, probabilmente dall'aspetto normale che si aggirava nelle altrui proprietà a "minare" il terreno con pezzi di carne alla stricnina associata ad altri micidiali veleni. Un vero fuorilegge che in modo impertinente ha cercato di fare terra bruciata nelle campagne che fanno parte di un'area di rifugio della provincia di Bologna. Siamo in questo periodo nella fase dei "bocconi di primavera", una calamità che uccide migliaia di animali in modo indiscriminato e terribile. Ricordo a quanti vogliano far finta di non sapere che l' articolo 638 del Codice Penale è così intitolato :_ "Uccisione o danneggiamento di animali altrui" e punisce chi rende inservibili, deteriora o avvelena gli animali che appartengono ai privati. Inoltre l'articolo 727 del Codice Penale "Maltrattamento di animali" punisce anche chi causa la morte per avvelenamento di essi, mentre la legge sulla caccia punisce penalmente chi utilizza bocconi avvelenati. Purtroppo evidentemente questi fatti criminali non interessano più di tanto gli ambiti venatori e dei tartufai perché non si è mai sentita da parte loro una risposta seria e pesante atta ad isolare e colpire queste persone. Mi sembra che vi sia una certa "omertà" al riguardo e questo come cittadino e come uomo mi rattrista, ma prima o poi tutti i nodi arriveranno al pettine….