| N. 3 - Anno XI - Maggio/Giugno 2006 | Indice giornale |
Attualità |
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I BIMBI DI CHERNOBYL TORNANO A TROVARCI |
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| Mirko Sita | |
Venti anni ci separano dal disastro della centrale nucleare di Chernobyl, avvenuto nel 1986, ma i suoi effetti continuano a minare pesantemente la vita di 2.600.000 persone. I più colpiti sono i bambini: 600.000 piccole creature che sono costrette a vivere in un'area fortemente contaminata. L'ANPAS dell'Emilia Romagna, grazie al Progetto Chernobyl, da anni promuove l'accoglienza nella nostra regione di bambini provenienti dalle zone colpite dal disastro. Naturalmente anche la Pubblica Assistenza di Pianoro, come gli scorsi anni, partecipa all'iniziativa ospitando presso volenterose famiglie pianoresi alcuni bimbi bielorussi. L'alimentazione più ricca e non contaminata dalle radiazioni unita al cambiamento d'aria hanno grandi benefici sulla salute dei piccoli. È in questo contesto che si è inserita, venerdì 28 aprile presso il circolo 1° Maggio l'iniziativa promossa dal comitato Mamme Progetto Chernobyl di Pianoro. La compagnia dialettale bolognese "Bruno Lanzarini" ha portato in scena la commedia "Una mujer in tri". Una brillante opera in 3 atti di Alfredo Pitteri e Adriana Lanzarini. La regia di Carla Astolfi ha fatto da sfondo all'ottima recitazione degli interpreti, particolarmente gradita da un pubblico che ha gremito la sala. Parte dell'incasso è stato destinato a sostegno del Progetto Chernobyl. Alla direttrice di scena, Maria Luisa Ravenda, è stato chiesto un parere sul futuro della commedia dialettale bolognese. Maria Luisa ci ha confidato i suoi fondati timori che questa espressione teatrale possa presto perdersi con l'estinzione del nostro dialetto. Il 14 Luglio presso il Centro Sociale "Al Pozz" di Pian di Macina, l'instancabile associazione Mamme Progetto Chernobyl organizzerà uno spettacolo sempre a sostegno dei bimbi bielorussi. I proventi derivanti serviranno a garantire ai piccoli ed alle famiglie che li ospitano il sostegno necessario durante il mese di permanenza nella nostra Pianoro.