N. 3 - Anno XI - Maggio/Giugno 2006 Indice giornale

La Posta

I CANI LIBERI E SENZA MUSERUOLA AL PARCO DEL GINEPRETO


Vorrei raccontare un episodio poco piacevole accadutomi lunedì 15 maggio alle ore 17 ai laghetti del parco Ginepreto. Ero a passeggio con mia sorella e il suo bimbo di 5 mesi in passeggino. Ci siamo fermate ad ammirare i piccoli di anatra nati da poco, che si trovavano accanto al nido dei cigni, nella parte del lago che fiancheggia la Casa Protetta. Ci siamo accorte che 4 piccoli avevano attraversato il vialetto ed erano passati nel cortile della casa di cura. Ci stavamo chiedendo cosa fare per aiutarli a tornare nel loro recinto, quando abbiamo visto arrivare una signora con due cani (un setter e uno spinone) e, subito dietro, una vigilessa con cui la signora ha scambiato qualche parola chiamandola per nome.  La vigilessa era in divisa, quindi in servizio. E già qui il suo comportamento non ci è sembrato corretto, dato che non ha nemmeno ammonito la signora per aver avuto entrambi i cani senza museruola, uno dei quali slegato e l'altro con un guinzaglio di corda suppongo non molto resistente (e mi chiedo: a norma?). Vedendo gli anatroccoli i cani si sono agitati e lo spinone slegato ha cominciato a correre da una parte all'altra. Quando i piccoli si sono decisi ad attraversare il vialetto per ritornare nel recinto del lago il cane si è avventato su di uno di loro prendendolo in bocca. La signora si è messa ad urlare e mi ha chiesto di tener l'altro cane al guinzaglio mentre lei rincorreva lo spinone per sottrargli l'anatroccolo.  Tutto questo è successo in pochi secondi, con altre signore come testimoni attonite e la vigilessa che non ha fatto assolutamente nulla!  Io ho redarguito la proprietaria dei cani dicendole che non sono ammissibili scene del genere in un parco pubblico e rivolgendomi alla vigilessa le ho detto: "E i vigili? Fan finta di non vedere i cani liberi e senza museruola!".  La vigilessa mi ha risposto con un'alzata di spalle.  La proprietaria dei cani è una signora nota a tutti perchè porta da mangiare alle papere tutti i giorni e si stima dicendo di essere un'amante degli animali.  Anch'io amo moltissimo gli animali, ma certe cose mi sembrano assurde.  Intanto mi pare scandaloso il fatto che un vigile in divisa faccia finta di niente e non intervenga. I cani, in un parco pubblico, non dovrebbero indossare la museruola? I cani, in un parco pubblico, non dovrebbero essere tenuti al guinzaglio?  Se si vuol trascurare il fatto che un piccolo di anatra sia stato  preso in bocca da un cane libero, data la scarsa sensibilità di molti cittadini verso gli animali, si può trascurare il fatto che un bambino di 5 mesi in passeggino debba correre il rischio di essere aggredito da un cane, mentre è fuori a passeggio con la madre? Credo di no.  La signora si è scusata dicendo che il cane non aveva mai fatto così, ma questo non la giustifica;  è pur sempre un animale e i giornali sono pieni di articoli di cani mansueti che hanno morso il loro piccolo padrone senza un motivo apparente! Mi risulta sia stata recintata una parte del prato apposta per fare correre i cani liberamente.  Se il cane invece di avventarsi sugli anatroccoli si fosse avventato sul bambino che urlava?  Bisogna aspettare che succeda una tragedia per fare rispettare le regole?  E la cosa più sconcertante è il completo menefreghismo mostrato dalla vigilessa.  I vigili urbani non dovrebbero difendere i cittadini e far rispettare le regole? O basta esser loro amici per agire indisturbati?  Sottolineo che la signora mi ha letteralmente gettato in mano il guinzaglio del setter perchè glielo tenessi mentre rincorreva l'altro cane. Il cane tirava con forza e ho dovuto far fatica per tenerlo così com'era in preda all' euforia.  E se il cane si fosse ribellato ad una sconosciuta che lo teneva per il guinzaglio e mi avesse azzannata?  Torno a ripetere: perchè bisogna sfiorare le tragedie?  Oltretutto, i paletti del recinto sono piegati e la rete è ovviamente troppo larga e permette agli anatroccoli di uscire.  Volendo essere pignola, inoltre, mi sembra sia espressamente scritto sui cartelli del parco che non è permesso dare cibo agli animali del lago e la signora in questione lo fa abitualmente.  Ci si lamenta che i vigili non ci sono mai. Quando ci sono  si comportano così! C'è da esserne soddisfatti!  Io e mia sorella ce ne siamo andate via oltre che angosciate per la sorte del piccolo anatroccolo, molto arrabbiate per l'accaduto, decise ad andare subito all'ufficio della Polizia Municipale per far notare il grave comportamento della vigilessa al capo della polizia (ammesso che lui facesse qualcosa...).  Purtroppo era chiuso così ho pensato al vostro giornale perchè mi sembra non si tiri mai indietro quando c'è da informare la cittadinanza sui fatti del paese.

 

 

Lorena Lorenzini

 

 

 

 

 

LA RISPOSTA DEL COMANDANTE DELLA POLIZIA MUNICIPALE

 

Rispondo telegraficamente alla signora Lorenzini per meglio informare la cittadinanza sull'episodio, da lei descritto, che si è verificato nel parco del Ginepreto:

1.l'Agente di Polizia Municipale coinvolta, effettua da un paio d'anni controlli nei maggiori parchi cittadini per verificare eventuali violazioni alle norme di legge o regolamenti da parte dei proprietari di cani. Lo fa con professionalità ed impegno ed ha già accertato e notificato alcune violazioni nei confronti dei responsabili.

2.  nel caso descritto dalla sig.ra Lorenzini, l'Agente  ha assistito all'episodio, che peraltro si è svolto in modo abbastanza repentino. E' doveroso precisare che non corrisponde al vero che non abbia fatto nulla. Infatti ha contestato la violazione al Regolamento comunale di igiene, sanità pubblica e veterinaria al proprietario del cane.

3.  non condivido e neanche capisco il tono ed il contenuto della lettera della signora Lorenzini che giunge a dare giudizi ed a trarre conclusioni senza essere in possesso di tutti gli elementi per poterlo fare. Sono convinto che anche i lettori saranno capaci di informarsi sui fatti con serenità senza inoltrarsi nella scia dei tanti "luoghi comuni" utilizzati dalla signora Lorenzini.

4.  da anni il personale appartenente a questo Comando si impegna a fare rispettare le regole. Tra l'"usare il buon senso" e la "tolleranza zero" ci sta tutto e di più. Sono fermamente convinto che, pur nel rispetto della normativa vigente quella "gradazione" nel comportamento  spetti all'Agente operante che si assume, comunque, la responsabilità davanti alla legge e ne subisce le eventuali conseguenze e non spetta certamente ora a questo, ora a quel cittadino che occasionalmente assiste ad un singolo episodio.

 

dott. Marcello Ferrari


Inizio Sommario